[Illustrazione: LA _NUOVA GEORGIA_.]
contemplavano con ammirazione quel fenomeno che è frequente, come
abbiam detto, in quelle regioni, ma che è pur sempre tanto bello.
Perfino il naufrago si era lentamente alzato e curvato sul bordo del
legno; ma invece d’uno sguardo di ammirazione, quello strano uomo aveva
lanciato un cupo sguardo su lo scintillante mare ed aveva fatto un
gesto di dispetto gettando nel tempo istesso una sorda imprecazione.
A poco a poco però quel fenomeno si allontanò in direzione dell’est
e la nave che filava lentamente in senso contrario, rimase nuovamente
avvolta fra dense tenebre che i fanali di prua non erano sufficienti a
rompere.
Il naufrago che era tornato a sedersi a prua, quando vide scintillare
il mare in lontananza, si alzò lentamente e cogli occhi parve che
cercasse qualcuno. Lo stesso gesto di dispetto che aveva fatto prima lo
ripetè, non vedendo sul ponte nè il capitano Hill, nè miss Anna, nè il
tenente.
Una profonda ruga gli si disegnò sulla fronte e rimase lì come
perplesso. Vedendo però passare un giovane marinaio che aveva allora
allora lasciato la camera di prua e che non aveva assistito alla brusca
interrogazione del signor Collin a proposito dell’isola di Norfolk, lo
fermò dicendo:
— Ehi, camerata, che ora abbiamo?
— Devono essere le dieci, — rispose il marinaio.
— Chi degli ufficiali è di guardia per il primo quarto?
— Asthor, il pilota.
— E il signor Collin?
— Monterà la guardia della mezzanotte.
— È un bravo ufficiale il signor Collin?
— Bravissimo, ve lo assicuro.
— Gode molta fiducia a bordo?
— Quanta ne gode Asthor che naviga da vent’anni col capitano Hill, e
forse di più.
— È vero che è il fidanzato di miss Anna?
— Non l’ho mai saputo e non lo credo.
— Dimmi, camerata, si crede realmente che io sia un povero marinaio che
ha avuto la disgrazia di naufragare?
— Per bacco! Non vi abbiamo raccolto in pieno mare, su di una zattera?
— È vero, ma mi pare che il signor Collin mi guardi con certa
diffidenza.
— È un uomo sospettoso il tenente, ma non credo che abbia motivi per
diffidare di voi. Toglietevi simili ubbíe dal capo.
— Hai ragione, camerata. Sono pazzo a credere che a bordo della _Nuova
Georgia_ mi si veda di cattivo occhio. Buona notte! —
Il naufrago attraversò lentamente il ponte colla fronte aggrottata e
le braccia incrociate strettamente sul petto. Pareva assai pensieroso e
preoccupato.
Nel passare dinanzi al grande boccaporto si fermò ad ascoltare le
tigri, che mandavano dei profondi brontolii.
— Hanno fame, — mormorò con voce sorda. — Eppure carne ve n’è qui per
tutt’e dodici. —
Poi retrocesse lentamente verso prua e fissò gli occhi sulle nubi che
correvano disordinatamente pel cielo.
— La tempesta, — mormorò, — sarà fatale per qualcuno. —
Represse un triste sorriso che gli spuntava sulle labbra e sparve nella
camera di prua.