L'armistizio è disdetto; la guerra sacra è intimata; e in quest'ora
medesima forse in che noi scriviamo, le aure lombarde spirano
nuovamente nel vessillo italiano. Il moto primo del cuor nostro
si è di ringraziare umilmente il Padre delle nazioni e il Datore
eterno di libertà, per avere infuso ne' Subalpini e nel Principe
loro tanta magnanimità e fortezza da non dubitare di rompere una
seconda volta la guerra, quantunque si vedano pressochè abbandonati
dal rimanente d'Italia, e debban riporre migliore speranza nei popoli
del Danubio che ne' proprj fratelli. À pure piacciuto al benigno
Iddio di non permettere ch'elli si sgagliardissero per divisione e si
scompigliassero per furore di partiti e di sètte, e à lor persuaso di
non aspettare che germinassero i mali semi di diffidenza e di fanatismo
sparsi di soppiatto da mani abilissime a sconciare e disordinare.
Stretti, disciplinati e raccolti intorno al lor Principe, ànno, benchè
soli, protetto l'Italia e contro gli stranieri e contro le interne
follie. Ora, la spada è di nuovo snudata, e in quegli animi generosi
non può capire che un sol pensiero: redimer l'Italia e vendicare le
sventure di Somma Campagna e di Custoza.
Non che il frasario ampolloso e superlativo delle nostre gazzette,
ma neppur lo stile dei sommi scrittori basterebbe, noi crediamo, a
descrivere la gioja coraggiosa e terribile che invade in questi giorni
il petto d'ogni Lombardo. Troppo ravveduti e corretti alla scuola
dell'infortunio, essi più non son per cadere nelle funeste incertezze,
nelle superbie municipali, e negli stolti e ingiuriosi sospetti ai
quali eziandio tra l'armi e in mezzo alla guerra sconsigliatamente
davano luogo. Deh! l'infortunio e l'esperienza corregga noi pure; e
finchè, almeno, dura la prova pericolosa e finale contro dell'Austria,
torni la misera Italia a quella invidiata concordia e a quella fiamma
di fratellanza e d'amore che fece cara e maravigliosa all'intero mondo
civile l'aurora del nostro risorgimento. Anche il medio evo conobbe le
_tregue di Dio_: non conoscerem noi per l'Italia una tregua di partiti
e di smoderate opinioni? Certo, per nostro avviso, ciò è tanto più
doveroso a coloro i quali, la vigilia medesima della guerra, osarono
di suscitare in alcune parti della Penisola nuove e feconde cagioni
d'odio, di scontentezza e di dissensione.
(Dalla _Speranza dell'Epoca_.)