Collochiamo in quest'ultima parte ciò che in materie politiche dettò e
pubblicò il nostro Autore dall'abolizione dello Statuto Romano in poi.
Viene per primo quel che inseriva Egli del proprio nel sol giornale
di opposizione liberale che scrivéssesi in Roma durante il governo
republicano, e dove difese la libertà, come prima e sempre avea fatto,
e farà in sua vita. Ma interruppe (com'era ben di ragione) la sua
dignitosa e franca censura, quando gli stranieri sbarcarono, e la Città
ebbe animo di salvar l'onore delle nostre armi e del nostro vessillo.