Di Roma, li 22 di agosto del 1848.
_L'Autore venuto in Piemonte a partecipare agli atti della Società per
la_ CONFEDERAZIONE ITALIANA, _ebbe carico di dettare le due seguenti
scritture_.
RAPPORTO IN NOME DEI COMMISSARJ DEPUTATI A SCEGLIERE E COMPILARE LE
MASSIME DI UN PATTO FEDERATIVO.
Signori.
Allorquando molti Italiani convennero da diversi Stati della Penisola
al presente Congresso per tenere l'invito che lor ne fu fatto, e dare
un qualche principio alla grande opera della Confederazione; venne per
prima cosa al giudizio ed esame dei congregati sottoposto un disegno
di Patto federativo; e pochi giorni di poi, un disegno di legge
per l'elezione di un'Assemblea, la quale assumer dovesse il mandato
speciale ed unico di compilare e sanzionare quel Patto.
Il Congresso posesi tostamente ad esaminare con zelo e diligenza il
primo dei due disegni, rendendo grazie particolari e publiche agli
autori di esso. Ma la intrinseca malagevolezza della materia aggiunta
alla sua novità, e, d'altro lato, il desiderio che molti sentivano di
produrre cosa piana, semplice e non impossibile a venire accettata e
presto condotta in atto, fecero che le discussioni, mosse non pure
da diversi pareri, ma da contrarie tendenze, procedessero lente,
sconnesse e oltremodo implicate. Perlocchè, considerandosi da una
parte la lunghezza di quel disegno e il breve durare del Congresso,
e considerandosi dall'altra che mal si poteva sperare che fossero dai
governi e da qualunque Assemblea costitutrice del Patto accolte quelle
distinzioni e dichiarazioni così particolareggiate e minute, accadde
che la vostra adunanza, dopo aver controversi e ammendati il proemio
e i due primi articoli, impose ad una Commissione a ciò deputata di
scegliere in tutto il disegno quei capi entro ai quali raccoglievasi
la sostanza di un Patto confederativo e la somma delle guarentigie
costituzionali; e questo, affine che non mancando tempo al Congresso di
discutere e pronunziare, ei valesse a produrre un'opera nell'essere suo
compiuta e applicabile.
Apprestatasi la commissione ad adempiere all'ufficio imposto, subito
le fu bisogno di usare la facoltà conferitale dal Congresso di mutare
cioè in parte il dettato degli articoli che doveva scegliere nel
disegno; conciossiachè conveniva esprimere la sentenza loro in modo
assai più generale; e similmente doveasi dar loro altr'ordine e altra
collegazione.
Con tali rispetti la Commissione à delineate le basi di un Patto
confederativo, e ne à definiti i principii e le massime direttrici.
Sembra alla Commissione, o signori, che in tali pochi capi racchiudasi
veramente ciò tutto che è sostanziale in un Patto confederativo. E
per fermo, se l'essenza di qualunque governo consiste nella mente e
nel braccio, o vogliamo dire in una potenza che fa la legge e in una
che l'eseguisce; voi trovate nei capi IV, VI e VII[26] la sostanza
di ciò che informa ed incardina un potere legislativo indipendente e
sovrano, e di ciò che compone le sue principali e massime pertinenze,
trattandosi di una Confederazione.
Nei capi I e V, poi, scorgete la sostanza di tutto quello che crea ed
ordina il potere esecutivo e ministrativo.
Quanto al capo X, sotto cui si registrano tutte le massime di gius
pubblico degne di venir confessate dalla Confederazione italiana, noi
volentieri abbiamo seguito pur qui la mente ordinatrice del proposto
disegno, la quale non solamente stimò di fare rassegna delle massime
pertinenti alle relazioni e corrispondenze fra Stato e Stato, ma
di quelle eziandio che fondano da per tutto e preservano la libertà
civile e politica, e perciò da ogni liberale costituzione venir debbono
professate. In tal guisa lasciandosi a ciascuno Stato ogni arbitrio
di foggiare e adattare a sè stesso la propria costituzione, ponsi
impedimento perpetuo ch'ei non conculchi giammai nè dimezzi o neghi o
dimentichi alcun sacro e imprescrittibile diritto dell'uomo.
La Commissione ha procacciato di segnare e dinumerare cotali diritti
e cotali massime di gius pubblico, secondo il concetto più compito e
migliore che far si possa oggidì delle condizioni morali e politiche
d'un popolo libero ed eminentemente civile; come nei pronunziati che
mirano specialmente alle relazioni e corrispondenze fra i varii popoli
della Confederazione, ha studiato di raccogliere il più importante e il
più pratico di ciò che risguarda i due subbietti predominanti di tutta
quella dottrina, che sono _Unione_ e _Reciprocazione_. Da ultimo, i
commessarii vostri ànno aggiunto ai nove capi prescelti e coordinati
una disposizione transitoria proposta da un vostro collega[27] e
approvata da voi nella tornata delli 22 del corrente mese, e la quale
à per fine di subito rendere profittevole alla Causa nazionale e alla
guerra santa che sosteniamo il primo adunarsi dei Deputati della gran
famiglia italiana.
S'appartiene ora al Congresso di giudicare se questo schema, a così
chiamarlo, di Patto confederativo sia degno del suo suffragio. Ma ciò
che il Congresso, discutendo la proposta di una legge elettorale, à
già risoluto, si è: 1º Che egli desidera che tale schema (esaminato
e riveduto innanzi da lui) diventi un limite e una disposizione non
alterabile, e sia materia di un mandato imperativo che i Governi
consegneranno a coloro a' quali verrà l'ufficio di terminare e sancire
il Patto confederativo: 2º Che il particolare disegno di una legge
elettorale per la Costituente italiana si conformi e si acconci con
esattezza ai principii e alle massime significate nello schema di
esso Patto. E intorno a tutto ciò la Commissione si ristringe a far
voti perchè la proposta di legge elettorale, tenuta da voi tuttora
in consulta e in esamina, non si dilunghi in nulla da tali due vostre
risoluzioni, e riesca altresì la più semplice, la più spedita e la più
accettabile che mai si possa.
Per soddisfare al presente, o signori, a quell'altro incarico dato
alla Commissione, di determinare cioè e descrivere le vie pratiche
le quali à da calcare la Società nazionale per la Confederazione
italiana, affine che il programma da lei proposto venga sollecitamente
ad effetto; sembra alla Commissione non altra cosa dover fare, se non
ricordare al Congresso ciò che nel seno della sua Sezione politica fu
discusso e deliberato.
Ei vi si ricorda pertanto, o signori, che pochi di sono, alcuno dei
vostri colleghi[28] raccomandò al Congresso di non patire che sia
disciolto innanzi di aver fermato alcuna cosa di più effettivo e
pratico che un nudo programma. E perchè è forza temere che esso pure
il programma della Società venga o dimenticato o respinto o al tutto
travisato da alcuni nostri Governi d'Italia, dato ancora che non gli
manchi l'assentimento e la lode della nazione, fa gran mestieri, diceva
quel vostro collega, di porre in consulta la infrascritta proposizione:
— Comunicato e raccomandato nei debiti modi ai Governi il nostro
programma, fatto lor sentire e conoscere la necessità di adempire il
voto comune intorno alla convocazione di una Dieta di governi e di
popoli e all'effettuazione di un Patto confederativo, trascorso non
picciol tempo senza vedere incominciamento buono dell'uno e dell'altro;
qual cosa resta da procurare e da tentare alla Società nazionale per
giungere senza tumulto e rivoluzione all'intento suo? —
Udita cotal proposta, fu da molti con alacrità disputata, e parecchi
spedienti e trovati vennero suggeriti pel conseguimento del fine.
Pareva ad alcuno che imitar si dovesse la radunanza di Haidelberga, la
quale in assai pochi giorni si trasformò in un'Assemblea costituente,
riconosciuta e obbedita per tutta Germania. Alcun altro escogitava la
convocazione di un consesso nato e formato dal suffragio universale,
tacendo però il modo di poter radunare le moltitudini e raccoglierne
ordinatamente il voto, contro il divieto dei Governi. Alcuno voleva si
facesse richiamo ai Circoli tutti politici per l'Italia disseminati,
e dal grembo loro uscissero i deputati alla dieta. In fine, l'autore
della soprascritta proposizione, avuta facoltà di parlare, e
incominciato dal ribattere ed eliminare ciascuno dei partiti sopra
accennati, definì e descrisse due modi, i quali insieme congiunti e
coordinati egli reputava molto efficaci, ed anzi, a dir vero, i soli da
potersi rinvenire ed usare secondo le vie legali e pacifiche. Il modo
primo, disse egli, essere la forza crescente dell'universale opinione;
il secondo, un richiamo gagliardamente fatto ai Parlamenti italiani,
e un'azione speciale ed assidua sopra essi esercitata. Doversi
moltiplicare la forza dell'opinione con lo spandere rapidamente e in
guisa ben regolata la Società nostra in ogni provincia, in ogni città,
e, se puossi, in ogni borgata, e col darle ajuto continuo di stampe
e pubblicazioni periodiche sotto forma di gazzette, di lettere, di
catechismi e simili scritti popolari, atti e convenienti a diffondere
e radicare in tutte le menti un solo concetto e in tutti gli animi un
sol desiderio. Doversi moltiplicare altresì quella forza coll'apporre
a memoriali diretti così ai Governi come ai Parlamenti migliaja e
migliaja di soscrizioni e più di una volta rinnovellate. La quale
opera non bastando, e proseguendo tuttora la resistenza al desiderio
comune e al diritto che lo sostiene, doversi allora por mano al secondo
modo, e sperimentare ogni via ed ogni arte perchè in un parlamento
almeno della Penisola il programma della Società nazionale trovi
pluralità di suffragi. Non sorgere appo noi fra i Governi e i popoli
altra autorità intermedia legale e dalle moltitudini riconosciuta,
salvo che i Parlamenti, i quali tutti o parte di loro od uno almeno
impossessandosi del gran fatto, e proponendo e vincendo il partito che
si richieda ai Governi italiani l'attuazione di una Dieta e d'un Patto
secondo le massime della Società, divenire certissimo che al Programma
di lei accrescerebbesi oltre misura il credito e l'efficacia, e sarebbe
consegnato a mani siffatte che possono, tentata prima ogni via legale
e conciliativa, condurlo all'atto da per sè medesime, e senza grave
e pericolosa perturbazione. Diffatto, potere quel solo Parlamento o
più d'uno con lui risolvere e decretare, che certo numero di Deputati
da lui prescelti s'adunino in tale o tale città, per quivi deliberare
intorno al Patto confederativo. E del resto, parere impossibile che una
determinazione così ardita e notabile, e un esempio così generoso come
quello sarebbe, non traesse dietro di sè, prima gli altri Parlamenti,
poscia i Governi più illuminati, in ultimo tutta la Nazione. Tale fu
il parere allora significato da quel vostro oratore, al quale aderì
pienamente il maggior numero degli astanti.
La Commissione vostra facendovene ora esatta e particolareggiata
menzione, siccome n'ebbe l'incarico, si piace d'aggiungere ch'ella
pure si accosta con piena fiducia al parere del vostro collega. E
però vi propone, dando subito un qualche cominciamento all'impresa,
d'inviare il nostro programma così a ciascun Governo, come a ciascun
Parlamento italiano, accompagnandolo con parole validate da tutte
le vostre sottoscrizioni, e proprie ed acconce a far bene intendere
quale sia il concetto, quale il desiderio che vi conduce; e come la
necessità estrema dei tempi vi astringe a pregare ed insiememente
esortare con istanze caldissime perchè l'opera loro s'affretti, e
non vogliano tanta parte della salute d'Italia o negligere o trattare
con tepidezza, o permettere che i demagoghi tumultuando la guastino
e la snaturino, e sia cagione di discordia e di sangue ciò che
dovrebb'essere di fratellanza e di pace. A cotesto primo atto della
Società e del Congresso, la Commissione spera e desidera che conseguiti
altra maggiore dimostrazione del nostro voto comune. Egli occorre,
come notammo qui sopra, che ogni città, e, se è cosa fattibile, ogni
borgata e villaggio possieda fra breve una Giunta della vasta e sempre
crescente Associazione nazionale, e che per opera di tali Giunte
vengasi prestamente ad apporre infinite sottoscrizioni al nostro
programma; il quale così fregiato e rinvigorato della spontanea ed
universale adesione dei popoli, tornerà ai Governi ed ai Parlamenti con
acquisto immenso di morale forza ed autorità.
In risguardo poi dell'azione speciale e incessante che esercitar
conviensi sui Parlamenti per condurne alcuno a favoreggiare il
programma e disporsi ad effettuarlo; in ogni Giunta della Società
nazionale se ne terrà particolare consiglio, e si vorrà profittare
d'ogni circostanza, spiare qualunque occasione, usare d'ogni mezzo
legale e d'ogni arte onesta e non vile, che la prudenza, l'ingegno, lo
zelo, l'attività e la perseveranza forniscono e insegnano; ed a tutte
queste parziali e locali industrie e provvedimenti darà poi direzione
e collegazione continua quella gerarchia che di necessità costituir fa
bisogno in seno di una società vastissima e numerosissima.
Se poi (il che tolga Dio) ai partiti che vi sono proposti, o signori,
non seguisse verun effetto notabile, rimarrebbe allora a ciascheduno di
noi il dovere di ristringersi colla propria coscienza, e deliberare e
risolvere qual sia l'officio del buon cittadino, quando ogni via legale
si chiude, ogni espettazione è frustrata, ogni longanimità è senza
frutto.
PROGETTO DI UNO SCHEMA D'ATTO FEDERALE, REDATTO DAL CONGRESSO NAZIONALE
PER LA CONFEDERAZIONE ITALIANA, RADUNATASI IN TORINO IL 10 OTTOBRE
1848.[29]
Allo scopo di creare unità nella vita politica dell'Italia, di
stabilire e difendere l'indipendenza, di conservare la pace interna,
di tutelare ed ampliare le libertà politiche e le utili istituzioni
civili, e di promuovere l'agricoltura, l'industria ed il commercio, il
Regno dell'Alta Italia, il Gran Ducato di Toscana, lo Stato Pontificio,
il Regno di Napoli, il Regno di Sicilia, si riuniscono a costituire la
CONFEDERAZIONE ITALIANA.
I patti e le norme di tale unione hanno per base i principj e le
massime che qui seguono:
§ I. La Confederazione ha un esercito, una flotta da guerra, un tesoro
ed una rappresentanza diplomatica all'estero.
§ II. La bandiera federale è la tricolore italiana.
§ III. La Confederazione è rappresentata da un'autorità centrale,
composta d'un Congresso legislativo e d'un Potere esecutivo permanente.
§ IV. Il Congresso legislativo è composto di due Camere; nell'una
ogni Stato è ugualmente rappresentato; nell'altra la rappresentanza è
proporzionale alla popolazione.
Le due Camere saranno elettive. L'elezione della prima apparterrà ai
poteri costituiti di ciascuno Stato. Quella della seconda, ai popoli.
A tal uopo l'Assemblea Costituente promulgherà una legge elettorale
comune.
§ V. Il Potere esecutivo è composto di un Presidente responsale, con un
Consiglio di Ministri similmente responsali. Il Presidente è nominato,
a tempo, dal Congresso legislativo. I Ministri sono nominati dal
Presidente.
§ VI. Appartiene al Congresso di proporre e deliberare sopra ogni
materia d'interesse generale della Confederazione.
§ VII. S'appartiene pure al Congresso d'intervenire: