22 febbrajo 1848.

Non è facile a dire quanto ci rallegriamo di vedere il Governo

Sardo entrare innanzi ai privati, e dar loro splendido esempio in

questo fatto rilevantissimo del beneficare la plebe. Nell'articolo

quartodecimo del memorabil Decreto degli otto, fra le altre gravissime

disposizioni è registrato e promulgato, che dal primo di luglio in

poi la gabella del sale non eccederà il prezzo di 30 centesimi per

chilogrammo. Di tal benefizio a noi corre obbligo di ringraziare

particolarmente il Principe, così in nome nostro come della gente

minuta e più bisognosa, alla quale non dee sgradire che pure questo

Periodico si faccia interprete e testimonio dei sentimenti di lei.

Ognun sa che tra le tasse più dure e gravose per l'infimo popolo,

era da computarsi quella del sale, e segnatamente per gli uomini di

contado, a cui tornava costosissimo il quasichè solo condimento del suo

vitto più che frugale. E oltre ciò, difettava d'un mezzo efficace (per

quello che affermano parecchi pratici) di ben ristorare e ben nudrire

il bestiame: e chi considera che dal bestiame, e per conseguente

dal concime che dà, si origina ogni altro miglioramento agrario, dee

confessare che la gabella del sale, quando non sia tenuissima, prende

luogo fra quelle tasse perniciose ed improvvide che offendono la

prosperità e ricchezza comune nelle sue medesime scaturigini. Senza

dire quel che da taluni agronomi si va ripetendo; il sale, cioè,

poter servire da buon letame per praterie, e che non isconverrebbe

punto l'adoperarlo per succedaneo del guano, e d'alcuni altri concimi

artefatti. Ma di ciò veggano gl'intendenti.

Noi pigliamo fiducia, che da ora in poi il Governo Sardo cercherà e

studierà ogni guisa per iscemare notabilmente tutti quei dazj che

per diretto o per indiretto incarano le cose più necessarie alla

sussistenza. E il Tesoro ne riceverà molto minor danno che non si

stima; poichè il calo delle gabelle verrà riparato in gran parte, se

non in tutto, dall'aumentarsi il consumo, appunto come va succedendo

appresso gl'Inglesi. E quanto è al grave sbilancio che può accadere

ne' primi tempi, il Governo Sardo è in grado di non se ne sgomentare,

perchè i buoni risparmj fatti e l'ottimo assetto ministrativo gli

rendono agevoli molti compensi e molti partiti, di parecchi de' quali

faremo speciale ragionamento tra breve. Egli sarà in tal guisa lodato

da tutti i buoni, ammirato dagli Statisti ed Economisti d'ogni paese,

e, quel che più monta, verrà benedetto ogni giorno dalle famiglie de'

poveri; e la plebe, cogliendo larghi profitti dall'ordinamento nuovo

dello Stato, conoscerà con diletto quanto sia dolce cosa la libertà,

quanto giusto ed utile l'impero dell'opinione, quanto dignitoso

l'obbedire a un Principe liberale, e far parte di una Nazione che

risorge e grandeggia. E per tutti questi beni (siamone certi) la

plebe darà volentieri, occorrendo, il sangue e la vita; perchè nel

cuore di lei la gratitudine, per ordinario, è somma ed eroica, e

la devozione per ciò che ama ed ammira non ha misura nè termine. A

vero dire, il Governo procaccia dal lato suo di condurla a simili

sentimenti, e di ciò pure gli professiamo specialissima riconoscenza.

Per fermo, un pensier gentile e generoso fu quello di promettere al

popolo lo scemamento della gabella del sale in quel Decreto medesimo

che promulgava solennemente lo Statuto rappresentativo. Così vollero

i reggitori, che nell'animo della plebe stessero congiunte insieme

e annodate queste due cose: un suo profitto speciale, e le pubbliche

libertà e guarentigie. Questa è bontà sapiente e fruttifera, e annunzia

il disegno di grandi e malagevoli imprese, per le quali ricercasi non

pure la fedeltà e l'obbedienza, ma lo zelo animoso ed inestinguibile

delle moltitudini.

(Dalla _Lega Italiana_.)

Scritti politici · 第 151 / 310 题