21 febbrajo 1848.

I giornali tedeschi, hanno questi giorni passati, profuso nuove un

po' troppo nuove, cioè strane e non molto credibili. Una di esse

annunziava, che i Russi domandano il passo per 60 mila uomini, i quali

calerebbero giù a furia a soccorrere il re di Napoli e l'ex-ministro

Del Carretto. Gl'Inglesi questa sorta di novelle domandano un _puff_:

noi, pensando alla gran nazione a cui riferiscesi quella notizia, non

la chiameremo una _sparata_, ma una spiritosa invenzione, che accenna

forse scherzando al malumore d'un monarca assoluto. Più volte ho veduto

in Parigi quell'orso badiale che ha nome Martino, e d'intorno al quale

scherzano e ruzzano di continuo e alla spensierata una gran turba di

monelli, perchè l'orso che è giù in una larga lustra murata, non può

loro far danno alcuno. Parecchi potentati europei operano qualcosa di

simile intorno alla grande orsa del Norte. Ben l'accarezzano volentieri

finchè passeggia dentro il circuito vastissimo del suo impero; ma

se le tenta il cuore la voglia di uscirne, tirata dalla dolcezza de'

nostri climi, e' se ne adombrano forte, e si pentono de' troppi vezzi.

E benchè quella proferiscasi ad ajutarli senza interesse alcuno, e

prometta loro di aggiustar le faccende proprio secondo il gusto comune,

cioè tutte a norma e a talento del potere assoluto; ciò nondimeno

ei si spaurano molto in pensando la dura fatica e il fiero impaccio

che avranno per ricondurla poi con le buone dentro alle sue gelide

abitazioni.

I Russi, adunque, non moverannosi per al presente, e Nicolò non è uomo

da ritrovare le temerarie pedate di Suvaroff. Ma che lo Czar esibisca

denari agli Austriaci, e questi si lascino prendere ed invescare alla

dolce offerta, ciò mi par naturale e molto probabile. L'Austria è

bruciata di danari e cercali da ogni banda, come fa il prodigo che

vuol levarsi un capriccio e va e picchia a tutti gli usci degli usurai.

Alla Russia, invece, le miniere nuove d'argento colmano, a quel che si

dice, tutti gli scrigni; e se l'Austria nel pagare sarà morosa, pagherà

largamente d'altra moneta sulle bocche del Danubio e lungo l'Eusino.

A questo pensano i Russi, e non a mischiarsi per via di fatto nelle

cose d'Italia. Però, noi replichiam volentieri quello che il nostro

Giornale affermava, son pochi giorni: che, cioè, in caso di qualche

grave conflitto fra l'Austria ed i nostri Principi, l'Europa starebbesi

ansiosa a riguardare le due parti contendenti, ma niuno de' suoi

potentati darebbe nell'armi, a cagione principalmente, che, movendosi

l'uno, subito tutti gli altri verrebbero in campo, e una guerra

generale e terribile ne scoppierebbe. Ora, una simigliante guerra a

tutti fa gran paura, e quasi niuno può sostenerla senza pericolo di

ruina; e l'Europa intera uscirebbene così mutata e scompaginata, che

il sol pensarlo fa sudar freddo ai sovrani ed ai diplomatici. Armiamoci

dunque speditamente, e non confidiamo che in noi medesimi; e ogni buon

cittadino ripeta infinite volte quelle benedette parole: l'Italia farà

da sè.

Ma, infine (osserverà qui taluno), se un terzo entrasse nello steccato

e l'Europa isse tutta sossopra, come certo avverrebbe movendosi

un esercito russo, o d'altra nazione, che sarà dell'Italia? Sarà

dell'Italia tutto quel maggior bene che le avremo ammannito, armandoci

ora con diligenza, ed affratellandoci di più in più, e collegandosi i

nostri Principi in santa confederazione. Dacchè fra i regni forestieri

gl'interessi sono divisi e sovente opposti, niuno di loro può passarsi

di buoni compagni: e però il coraggio, l'unione e la prudenza trovano

del sicuro poderosi alleati. Li trovarono gli Olandesi, picciola

gente, ma generosa; li trovò l'America divisa e lontana; la Grecia di

questi dì gli ha trovati: al coraggio e all'unione italiana neppur

mancheranno. Armiamoci, su, ed affratelliamoci tuttavia: all'uscir

della lotta, quella nazione starà a galla che avrà tra i guerreggianti

stranieri frapposta con ardire e prodezza la spada propria, e

combattuto con dirittura e magnanimità, così per li suoi sacri diritti,

come per quelli della ragione e della giustizia comune.

(Dalla _Lega Italiana_.)

Scritti politici · 第 147 / 310 题