16 febbrajo 1848.

Non v'è Lega e Confederazione durevole al mondo, che non si compia e

non si mantenga con una Dieta. Perchè, unendosi e stringendosi i popoli

per lungo tempo, crescono gl'interessi e i negozj comuni, a tutti i

quali volendo dar sesto con mutua soddisfazione, occorre adunarsi a

certi tempi e discutere. Pertanto, la Confederazione Italiana avrà

essa pure una Dieta; e se i Principi nostri vorranno affrettarsi

ad assecondare il voto unanime delle provincie confederande,

saviamente faranno a mostrare all'Europa la volontà ferma in cui

sono di collegarsi, principiando dall'istituire una Dieta. Nessun

pronunziato di dritto pubblico, nessun articolo di trattato può loro

interdirlo; e intanto l'impressione che in tutte le menti e in tutti

gli animi recherebbe un tal fatto, appena si può immaginare. Ma perchè

dalla parte de' nostri popoli quella impressione viva e profonda

perseverasse, e la Dieta si mantenesse forte e autorevole, ognun

comprende che in lei non dovrebbero congregarsi solamente i ministri

plenipotenziarj di ciascun governo della Lega.

Qual paese in Europa era meglio disposto della Germania a entrare in

istretta confederazione? Certo nessuno. Benchè spartita e quasi direi

sminuzzata in numerosissimi Stati e feudi, pure il nome soltanto e

la dignità quasi inerme dell'imperatore l'avea per secoli tenuta in

certa unità, ed apparecchiata a ricevere un modo e una forma più salda

e più permanente di vita comune. A tutte quelle mutazioni e divisioni

intestine che avea cagionato la guerra terribile dei trent'anni, e

poi l'ambizione della casa di Brandeburgo e il declinare continuo

dell'autorità dell'impero, ponea rimedio e compenso il rinnovamento

dello spirito antico alemanno; il quale, dalla metà del secolo

scorso, invase prima le cattedre e le accademie, quindi comparve nella

politica, ed ebbe suggello dal sangue abbondantemente versato nei campi

di Lipsia. Di tutto quell'ardor nazionale fu erede e signora la nuova

Dieta di Francoforte, e niuna cosa parea doverle tornare difficile per

istringere in un sol volere e in un sol patto di fratellanza la gran

famiglia germanica. Ma tanto bene mancò affatto per questa cagione,

che nella Dieta di Francoforte, oltre al prevalere sfacciatamente i

forti sui deboli, fu rimossa eziandio qualunque rappresentanza diretta

dei popoli. Da ciò avvenne che a poco a poco i ministri dei Principi

non ebbero altra cura nè altro proposito se non di allargare le regie

prerogative, e combattere di concerto il desiderio di libertà che in

ogni parte ripullulava.

Simili errori non commetterà del certo la Dieta Italiana, perchè ai

Principi nostri la libertà non fa più spavento, ed ei si pregiano di

regnare col suffragio sincero e continuo dell'opinione. Oltrechè, una

Dieta Italiana, come delibera a nome delle provincie collegate, così

dee volerle rappresentare nel vero essere loro; e come in esse la

legislatura è spartita fra il re e i mandatarj del popolo, similmente

la legislatura della Dieta dee procedere da ambedue quelle fonti di

autorità. Del modo parleremo altra volta un po' più alla distesa,

essendo materia non pur di molta ma di suprema importanza. Deh!

affretti il giorno fortunatissimo, che in Roma e nelle stanze del

Campidoglio salutino tutti i figliuoli d'Italia la prima Dieta della

Nazione. Trenta secoli sono corsi per preparare e maturare quel giorno.

(Dalla _Lega Italiana_.)

Scritti politici · 第 133 / 310 题