14 febbrajo 1848.

Noi, sotto questa rubrica, intendiamo d'intrattenere i lettori

nell'esame e speculazione di quegli alti problemi sociali e politici,

la cui soluzione sembra più specialmente commessa al Genio Italiano

ora ridestato: e così compiremo, se l'ingegno e la fatica ci basti,

quello che si annunzia nel nostro Programma; l'idea e il disegno,

cioè, dell'edificio nuovo civile, a cui tutti i buoni pongono mano.

Che se ciò non vien praticato dalla più parte de' giornali politici

forestieri, si voglia considerare che l'Inghilterra e la Francia

non sono al presente, o non credono essere, in via di profonda

trasformazione; e le leggi che si discutono nei lor parlamenti entrano

molto di rado nel novero di quelle che si domandano organiche, e

sono fondamentali e costitutive. Per lo contrario, chiunque andrà un

poco sfogliando i giornali francesi dettati in sul cadere del secolo

scorso, vedrà con quanto compiacimento e abbondanza discorrevano e

disputavano le teoriche di alta filosofia civile. Ma oltre a ciò, noi

non iscorgiamo ragion sufficiente per imitare in ogni qualunque cosa

le effemeridi oltramontane. E di più aggiungiamo, che tuttavolta che

occorre a quei fogli di entrare ad esaminare i principj (il che avviene

pur di frequente), la povertà e incertezza di lor cognizioni si fa

manifesta ai meno avveduti. Per la ragione stessa, le massime direttive

che nelle questioni cotidiane s'aggirano come spiriti ed elementi

vitali di tutto il corpo della scienza politica, sono accolte ed

asseverate il più del tempo e dalla più gente alla cieca e per forza di

uso. Onde poi interviene che molti e gravissimi errori son mantenuti e

perpetuati: e ne porge esempio l'Economia pubblica, intorno alla quale

ognun si ricorda il ripetere che hanno fatto i giornali francesi, per

tanti anni e con sicurtà e intrepidezza compiuta, abbagli sperticati e

falsissimi ragionamenti.

Ma come ciò sia, noi vorremmo nell'animo de' lettori trasfondere parte

del convincimento nostro intero e ben radicato; il quale è, che il

risvegliamento d'Italia non può non riuscire principio di cose grandi

e novissime nella vita sociale del mondo; e che però le fa d'uopo una

matura sapienza civile, la qual consiste precipuamente nella cognizione

profonda dell'umana natura, e nell'esperienza trita e copiosa dei

fatti, purgata e universalizzata al lume delle prime cagioni.

Posto che tale credenza risieda altresì nell'animo della pluralità

de' lettori, noi non temiamo con queste nostre dottrine e teoriche

di lor parere gente infusa di pedanteria e con indosso la zimarra

accademica. Dacchè gli è impossibile a chicchessia di persuadersi

che l'idea non debba antecedere al fatto, e che la repubblica umana

possa rassomigliare e imitare quella delle api, ove lo istinto insegna

misteriosamente ogni cosa.

(Dalla _Lega Italiana_.)

Scritti politici · 第 129 / 310 题