10 febbrajo 1848.

A noi non è facile significare quanto ci gode il cuore di veder

chiamato all'ufficio di ministro dell'Interno il cavalier Bozelli, uomo

insigne di virtù e di scienza, stato maggiore delle sventure, serbatosi

puro ed integro nella povertà, nell'esilio e nella prigionia, e alla

libertà e salute d'Italia invariabilmente devoto. Ma oltre a ciò, noi

godiamo di tal promozione, perchè ci è sicura caparra che quasi tutto

il ministero nuovo napolitano dovrà mutare fra breve. Il cavalier

Bozelli non può avere per lungo tempo a colleghi il duca di Serra

Capriola, il principe di Cassero e il generale Garsia; tre nomi che

non dànno alcuna sufficiente malleveria del loro zelo vivo e sincero

per la libertà e per la causa del popolo. Quanto più si vuole intera

e perfetta la inviolabilità del monarca e divertere dal suo capo le

imputazioni d'ogni mal operato, tanto fa bisogno sicurezza maggiore

ed anzi certezza piena dell'animo libero, generoso ed energico dei

ministri. Chi ha patteggiato con gli oppressori, e servito o lontano o

d'appresso un Governo che ha fatto arrossire l'Italia intera in faccia

al mondo civile, non può, non dee sedere nel consiglio del Re. Fratelli

Napolitani, sovvengavi spesso il disastro del 1821.

(Dalla _Lega Italiana_.)

Scritti politici · 第 127 / 310 题