_Era giunta notizia che Ferdinando di Napoli, più non fidandosi di
resistere, apparecchiava una Carta costituzionale._
Fratelli Napoletani!
La gioja che dentro al cuore ci abbonda non può rimanersene chiusa,
ma vuol mostrarsi di fuori ad ognuno; ed a voi particolarmente, o
Popoli Napoletani, aggiunti oggi a quella famiglia di patrioti che,
francheggiata dai Principi riformatori e stretta in lega santissima,
affrettava coi voti, preparava con gli scritti, predicava con gli
esempj la unione e rigenerazione di tutti i figliuoli d'Italia.
Deh! abbracciamoci strettamente, o Fratelli, in desiderio e in
ispirito, e ringraziamo dal profondo dell'animo il Dio Salvatore de'
Popoli e Datore eterno di libertà. Questi, nelle gran meraviglie che da
due anni fa comparire nella Penisola, manifestamente c'insegna che la
parola increata ha negli abissi di sua sapienza e bontà pronunziato che
l'Italia sia, e l'Italia infallibilmente sarà.
Oh quanti amari sospiri, quante angosciose sollecitudini, quante
querele sconsolatissime ci cagionavano i vostri mali, o Fratelli!
Oh come lo strapazzo indegno e la servitù miserissima d'una sì nobil
parte d'Italia spargeva di molto assenzio i cittadini banchetti e le
feste a cui entravamo! Oh come le lacrime vostre e ogni stilla del
vostro sangue dalla mannaja versato parea ripiovere sul nostro cuore, e
attristarlo dell'amaritudine della morte!
Ora godiamo delle speranze comuni, e nel puro e libero abbracciamento
dell'anime nostre esultiamo. Trenta secoli di civiltà sono già corsi
sulla Terra Italiana; e pur questo, o Fratelli, questo è il giorno
primissimo in cui gli abitatori dell'uno e dell'altro estremo di lei
possono pubblicamente e solennemente, in fatto e non in pensiero,
chiamarsi figliuoli e cittadini d'una sola gran patria. Nè cento mila
spade straniere bastano ad interdire quel grido sulle rive stesse del
Po, del Mincio e del Bacchiglione.
Fratelli Napoletani! sforziamoci con ardore e costanza operosa e
incolpevole di non rimanere inferiori all'altezza de' nostri destini.
Agli altri popoli è gran fatica il gir oltre, a noi il tornare quello
che fummo.
(Dalla _Lega Italiana_.)