A ELVIRA

Vedi tu dove il rio

Lambendo un mirto va,

Là del riposo mio

La pietra surgerà,

Il passero amoroso.

E il nobile usignuol

Entro quel mirto ombroso

Racoglieranno il vol.

Vieni, diletta Elvira,

A quella tomba vien,

E sulla muta lira,

Appoggia il bianco sen.

Su quella bruna pietra,

Le tortore verran,

E intorno alla mia cetra,

Il nido intrecieran.

E ogni anno, il di che offendere

M'osasti tu infedel,

Farò la su discendere

La folgore del ciel.

Odi d'un uom che muore

Odi l'estremo suon,

Questo appassito fiore

Ti lascio, Elvira, in don.

Quanto prezioso ei sia

Saper tu il devi appien;

Il di che fosti mia,

Te l'involai dal sen.

Simbolo allor d'affetto,

Or pegno di dolor,

Torno a posarti in petto,

Quest'appassito fior.

E avrai nel cuor scolpito,

Se crudo il cor non è,

Come ti fu rapito,

Come fu reso a te.

De l'Amour Édition revue et corrigée et précédée d'une étude sur les oeuvres de Stendhal par Sainte-Beuve · 第 48 / 341 题