Vedi tu dove il rio
Lambendo un mirto va,
Là del riposo mio
La pietra surgerà,
Il passero amoroso.
E il nobile usignuol
Entro quel mirto ombroso
Racoglieranno il vol.
Vieni, diletta Elvira,
A quella tomba vien,
E sulla muta lira,
Appoggia il bianco sen.
Su quella bruna pietra,
Le tortore verran,
E intorno alla mia cetra,
Il nido intrecieran.
E ogni anno, il di che offendere
M'osasti tu infedel,
Farò la su discendere
La folgore del ciel.
Odi d'un uom che muore
Odi l'estremo suon,
Questo appassito fiore
Ti lascio, Elvira, in don.
Quanto prezioso ei sia
Saper tu il devi appien;
Il di che fosti mia,
Te l'involai dal sen.
Simbolo allor d'affetto,
Or pegno di dolor,
Torno a posarti in petto,
Quest'appassito fior.
E avrai nel cuor scolpito,
Se crudo il cor non è,
Come ti fu rapito,
Come fu reso a te.