O quella scioccheria in dialetto

Tre colori, tre colori,

I Tedeschi gà i dolori,

ecc. ecc.

Di lì a poco però, sporgendo avanti la testa come chi da una finestra

del secondo piano vuole attaccar conversazione con gl'inquilini del

primo, ella arrischiava una domanda:

--Zio Gasparo, cosa m'hai portato?

--Niente--rispondeva serio serio l'ufficiale.

Ed ella, con un suo vezzo inimitabile:

--Sì che m'hai portato qualcosa.

Allora egli la faceva discendere dal punto elevato in cui l'aveva posta,

si metteva a sedere con lei e le diceva:

--Cerca.

Margherita cercava di qua, cercava di là e finiva col tirar fuori da una

tasca della tunica o dei calzoni gli oggetti che lo zio le aveva

destinati e che le strappavano un grido d'ammirazione.

--Guarda, mamma, guarda.... Oh bello, bello!

Fortunata ringraziava il fratello con gli occhi che le si velavano di

lagrime. Ah se Leonardo avesse voluto alla sua figliuola la metà del

bene che Gasparo voleva alla nipote!

In verità Gasparo Rialdi era meravigliato lui stesso della parte che

questa bimba prendeva nei suoi pensieri. Severo, ruvido qualche volta,

alieno sempre dalle soverchie espansioni, egli era pienamente convinto

d'essere un orso, come gli aveva detto una donna gentile che non era

riuscita ad ammansarlo. Ma ciò che non avevan potuto le donne lo poteva

ora una fanciulletta di men che quattro anni; l'orso era ammansato.

Un giorno, verso la fine di luglio, quando le previsioni dell'avvenire

eran più fosche che mai, e il nemico stringeva intorno alla città

assediata il suo cerchio di ferro e di fuoco, e scarseggiavano i viveri,

e il lugubre spettro del colèra appariva sull'orizzonte, Gasparo, venuto

a casa per poche ore, fece alla sorella una inattesa proposta.

--Fortunata.--egli le disse, e il suo aspetto era più grave e la sua

voce più commossa dell'usato--nessuno osa confessarlo, ma tutti lo

sentono. Venezia non potrà resistere a lungo.... Fra due mesi, fra un

mese forse, ci mancheranno i soldati, le munizioni, il pane... bisognerà

cedere come ha ceduto Roma.... Se in questo mese, se in questi due mesi

la mia buona stella non mi manda una palla di cannone, e sa Iddio se la

cerco....

--Oh Gasparo, Gasparo, che parole son queste?

--Beati quelli che son morti--egli riprese in tuono solenne;--beati

quelli che morranno prima che il giallo e nero abborrito torni a

sventolar sugli stendardi del nostro San Marco!... Ma io non sarò fra

questi felici... pare un destino.... Ebbene, se io sopravvivo, credi tu

che io possa rimaner qui? Io, antico ufficiale austriaco, io, disertore?

--No, no... è necessario che tu fugga... subito....

--Non oggi, o Fortunata, non prima che Venezia sia caduta.... Allora

prenderò la via dell'esilio.

--Dove andrai?

--Non lo so;... forse a Londra, ove un signore che ho conosciuto a

Smirne mi offre un impiego... a ogni modo, ho ventisette anni, ho una

salute robusta, conosco le lingue, la matematica; potrò dar delle

lezioni.

A questo punto egli afferrò tutt'e due le mani della sorella e

guardandola fissa negli occhi, le disse:

--Vuoi seguirmi, Fortunata... insieme con la tua Margherita, s'intende?

Fortunata impallidì.

--Partire?

--Sì, partire.... Ho qualche risparmio che basterà per il viaggio di

tutti noi tre.... Poi lavorerò.... Sarete la mia famiglia.

Ma Fortunata, non rimessa ancora del suo smarrimento, ripeteva

balbettando:

--Partire?.... Abbandonare....

--I nostri genitori?--interruppe bruscamente Gasparo compiendo a suo

modo la frase.--Poveri vecchi! Lo so, restan soli, ma che puoi tu fare

per loro?... Afflitta da tante sventure, nella casa già triste, tu non

puoi portare che una tristezza di più.... Certo la mancanza dei figli è

un gran dolore, ma nostro padre ha il suo impiego che probabilmente gli

sarà conservato, la mamma è d'un carattere ottimista, vede molta

gente;... insomma, finiranno col passarsela alla meno peggio, tanto più,

se, non avendo da pensare che a sè, godranno d'una discreta

agiatezza.... Credilo, Fortunata, ciò ch'io ti propongo non nuoce a

nessuno e può giovare a molti:... a me, a Margherita, a te stessa, che

qui sei troppo vicina alla prima cagione di tutti i tuoi mali.

Così Gasparo, per necessità di cose, arrivava al punto che avrebbe

voluto schivare.

E Fortunata, che sino a quel momento era riuscita a padroneggiarsi,

scoppiò in un pianto dirotto o disse con voce soffocata dai singhiozzi:

--Sì, sì... è vero... la prima cagione dei miei mali è qui.... E te lo

giuro... non lo vedo più da un pezzo... non lo vedrò finchè egli non

abbia bisogno di me.... Ma se ne avesse, se desiderasse riavvicinarsi a

sua moglie, alla sua bimba, e noi fossimo lontane... lontane?...

--Ancora infatuata di quei miserabile!...--esclamò Gasparo.--Apri una

volta gli occhi, per Dio.... Che obblighi hai verso di lui?...

Quell'uomo è di fango.... Egli aveva una via di salvezza, gliel'abbiamo

offerta, non l'ha voluta.... Gli esseri più spregevoli hanno pur qualche

cosa da contrapporre ai loro vizi, ai loro delitti....

--Oh delitti egli non ne ha commessi....

--Lo credi?... E sia pure.... Ci sono degli sciagurati a cui si

perdonano i delitti in nome di un loro impeto di generosità, d'un loro

atto di coraggio; quello che non si perdona è l'abbiezione continua, la

vigliaccheria contenta di sè....

--Oh Gasparo.... Sono sua moglie....

--Ma sei anche madre.... E più che a un marito indegno, devi pensare a

una figlia ingenua, innocente.... Che sarà di lei?... Chi si curerà

della sua educazione?... Sei moglie, sei moglie!... Ebbene, se tanto ti

preme quell'uomo, se per amor suo vuoi rimanere a Venezia, lasciami

Margherita.....

--Lasciarti Margherita?... Staccarmene forse per sempre?... No, no....

Gasparo, per carità, non me la rubare.

Quindi, alzando le palme al cielo in un parossismo di

disperazione:--Vergine santa--esclamò la povera donna--intercedetemi la

grazia di morire... Che ci faccio io a questo mondo? Sono un impiccio

per me e per gli altri.... Vergine santa, ottenetemi questa grazia....

Ho patito tanto.... E nessuno ha bisogno di me.... Mia figlia starà

molto meglio con mio fratello... Vergine santa, datemi retta, salvate

lui e fatemi morire, fatemi morire.

Fortunata avrebbe impietosito i sassi. L'ufficiale chinandosi sopra di

lei le diede un bacio in fronte e le disse:

--Calmati... una madre non è mai un impiccio per sua figlia.... Io non

te la ruberò la tua Margherita... con che diritto potrei rubartela?...

Se tu non vorrai separartene, se non vorrai venire con lei e con me...

mi avrai dato un gran dolore, m'avrai privato di ciò che poteva rendermi

meno amaro l'esilio, ma non importa, io non te la ruberò.... Per altro

fino all'ultimo giorno, fino all'ultima ora conserverò la speranza di

persuaderti.... Oggi non parliamone più, è tardi e debbo essere al mio

posto prima di sera....

Il cannone tuonava. Gasparo sorrise.

--E noi facciamo i conti sull'avvenire--egli mormorò tristamente.

Di lì a poco, abbracciati i genitori e la nipotina, egli s'avviava alla

batteria.

Fortunata, corse a chiudersi nella sua camera e ponendosi in ginocchio

davanti a un'immagine della Madonna rinnovò la preghiera di poco

prima:--Vergine santa, salvate mio fratello e fatemi morire, fatemi

morire!

Dal primo piano alla soffitta · 第 45 / 57 题