Eccoti qui, tra le mie mani, sotto i miei occhi.
Nulla è più in te di ciò che era meraviglioso in te. Non hai nè colore,
nè rilievo, nè profumo. Il vento non ti culla più, gli insetti non ti
cercano, le farfalle ti hanno dimenticato. Appena appena al vederti si
può credere che tu sia stato un fiore, e che tu sia stato bello nessuno
lo crederebbe se io non lo affermassi.
Ebbene: in cotesto tuo aspetto freddo e rassegnato tu vali per me più di
tutti i fiori che abbelliscono e abbelliranno i giardini della terra.
Non perchè dal delicato ramo che ti diede la vita sia venuta a staccarti
trepidante la mano d'una donna, chè tale felice sorte non ti toccò. Non
perchè tu sappia la voluttà del riposo sopra il seno di _lei_ che amo, o
conosca il divino contatto delle sue labbra. No: in una notte buia,
quando tutto attorno a te era silenzioso e vuoto e tu dormivi sognando
forse il lieto sole del domani, io venni a coglierti.
Perchè ti colsi, quella notte, allorchè tutto taceva ed era vuoto
attorno a te? Perchè approfittai di quell'istante in cui tu eri rimasto
solo, e perchè ora sei mio e ti tengo celato e caro come il più prezioso
di tutti i tesori?
Perchè tu, un giorno, vivo, scarlatto, profumato, spiccando in mezzo al
verde tenero delle foglie, fosti il testimone.
Perchè tu fosti presente quando i miei occhi per la prima volta si
incontrarono nei suoi, e ammirasti il sorriso che illuminò la sua faccia
allorchè essa rispose leggiadramente al mio saluto.
Perchè tu assistesti al nostro primo incontro e contasti, uno ad uno, i
minuti di quell'ora che non ritornerà giammai.
Perchè mi vedesti felice al suo fianco, udisti il suono della sua voce e
la mirasti ascoltare benevolmente le mie parole.
Perchè contemplasti la mia sommissione e vedesti i miei occhi inalzarsi
a lei supplici.
Perchè udisti il suo riso e ammirasti la gentilezza della sua persona.
Perchè tu puoi far fede[VII.1] che ella un istante mi amò, affinchè io
mai non ne dubiti; perchè tu sentisti il dolore che velava la mia voce
allorchè le indirizzai l'ultima parola, e vedesti il subitaneo
smarrimento che passò in quell'istante dentro i suoi occhi.
Per questo io corsi a te, solo, di notte, e ti tolsi al tuo ramo senza
pietà, e mi impadronii di te come cosa che a buon diritto dovesse
appartenermi. Per questo ti tengo ora qui, mio prigioniero, e voglio che
tu mi risponda, e ti invito a raccontare lungamente. Descrivi in tutti i
suoi più minuti particolari la storia di quell'ora e falla[VII.2]
divenire la storia di cento secoli. Dimmi[VII.3] la sua bellezza,
rivelami tutte le grazie della sua persona, ricordami il colore dei suoi
occhi come se io già lo avessi dimenticato. Parlami della soavità del
suo sguardo e pensa insieme a me alla voluttà di un suo bacio. Parlami
di lei, di lei sempre, e quando credi di aver terminato, ricomincia
ancora!