Il Piemontese, arrivato assieme con l'ingegnere provinciale, per due
giorni aveva avuto ben altro pel capo che occuparsi dei suoi
esperimenti di terracotte. Era di cattivo umore; Cardello che lo
aveva accompagnato laggiù, sentendolo discutere violentemente con
l'ingegnere avea temuto, in certi momenti, che non venissero alle
mani, alla presenza del Sindaco e degli Assessori presenti anch'essi
per la ispezione.
Poi tutto era andato bene. L'ingegnere partito, i lavori di scavo
ripresi, Cardello per parecchi giorni avea dovuto tornare al suo
posto di sorvegliante ora che si iniziava il traforo della collina;
traforo di qualche centinaio di metri, che però richiedeva molta
attenzione e molte precauzioni perchè non accadessero disgrazie.... E
degli esperimenti di terracotta neppure una parola!
Cardello si sentiva rodere dalla smania di mostrare al Piemontese
il bellissimo vasetto; ma quegli, preoccupato della natura del terreno
della collina da traforare, la sera, desinando, parlava delle opere di
travatura che occorrevano per prevenire una frana e, tra un boccone e
l'altro, faceva calcoli, col lapis, sul libretto degli appunti e
tentennava la testa, e borbottava contro l'ingegnere, contro il
Sindaco.... E degli esperimenti di terracotta neppure una parola!
Era proprio un'angoscia per Cardello. Di tanto in tanto, si sentiva
spinto a interrompere i ragionamenti e i calcoli del Piemontese e
gridargli:--Ma che traforo! Ma che travatura!... Pensiamo a cose più
serie.... Non le preme dunque di vedere il mio vasetto?--
Quasi quegli ne sapesse qualcosa!
Una mattina Cardello non ne potè più. Corse al baule dove il vasetto
era nascosto, involtato in un giornale, e così com'era lo presentò al
Piemontese senza neppur dirgli: "Guardi!"
--Dove l'hai trovato?--domandò questi, spalancando gli occhi dallo
stupore.
--L'ho fatto io,--rispose timidamente Cardello.
--Come? Tu! Come?--
Di mano in mano che Cardello, preso animo, gli raccontava un po'
confusamente quel che aveva operato, il Piemontese se lo divorava
con gli occhi, ne approvava con la testa ogni parola, sollecitandolo,
col gesto, di andare avanti, di andare avanti.... Quel che più
gl'interessava di sapere era il mezzo con cui Cardello aveva
ottenuto quello splendore di cristallizzazione....
--E hai preso.... Quale preparato hai preso?
--Un po' da una boccetta, un po' dall'altra... a casaccio....
--Da questa?
--Sì.
--E anche da quest'altra?
--Da quasi tutte.... Ho fatto male?
--No.... Ma ricòrdati bene.... In che dosi?
--Che ne so!... Da una più, da un'altra meno, come capitava, a
occhio. Da quella boccettina là, soltanto un pizzico.
--Imbecille! Cretino! Ma prova a ricordarti! Ma sfòrzati!...--si
spazientiva il Piemontese.--Fai un esperimento così delicato e,
per precauzione, non prendi nota neppure delle
dosi... dell'essenziale! Ed eri presente...--imbecille!
cretino!...--quando io pesavo diligentemente i preparati e misuravo
l'acqua col provino.... Non sapevi, va bene, quale preparato
sciogliere prima, quale dopo; ma, pensando a quel che ne poteva
nascere, dovevi capire.... Niente! Butta giù tutto come vien
viene... e gli càpita la disgrazia.... Sì, è stata una disgrazia;
perchè se tu capissi che miracolo hai prodotto--e nessuno saprà più
riprodurlo--dalla rabbia ti sbatteresti la testa a un muro. Su,
vediamo: tenta dunque di ricordarti....--
Ora lo prendeva con le buone, accorgendosi che sgridandolo a quel modo
lo sbalordiva maggiormente.
--Su, tenta.... Non sarà difficile.... Ma non intendi che poter
ottenere quello stagno sarebbe la nostra fortuna? E senza
scomodarci, senza lavorare, vendendo soltanto la privativa del
segreto.... In Francia, in Germania, in Inghilterra, in America
farebbero a gara per strapparcelo di mano a furia di centinaia di
mila lire!--
Cardello scoppiò in un gran pianto, quasi quelle centinaia di mila
lire se le vedesse rubare proprio in quel momento da qualcuno
invisibile, contro cui non era possibile resistenza alcuna. E
singhiozzando balbettava:
--La mia disgrazia è stata di non essere andato a scuola! Se avessi
saputo leggere bene, se mi avessero fatto studiare! Ci ho perduto
gli occhi in quel suo libro, senza capirne niente. È colpa mia
forse?... Chi poteva prevedere quel che è accaduto? Neppure lei,
credo....
Il Piemontese smaniava, aggirandosi per la stanza, alzando i pugni
al soffitto, fermandosi a contemplare il vasetto posato sul tavolino,
e che pareva formicolasse di iridi, goffo di forma ma inarrivabilmente
bello con quel verde pallidissimo su cui si ricamavano le venature di
oro rosso cupo.... E tutto ciò era opera del caso!--E tornava a
smaniare, ad alzare minacciosamente i pugni al soffitto, mentre il
povero Cardello singhiozzava in un canto, senza osar di guardare il
vasetto che avrebbe potuto essere la sua fortuna, se lui avesse
saputo....
--Ritenteremo...--egli disse all'ultimo, per consolare il
padrone.... Chi sa? Potrà darsi!...
* * *
Un'altra scena avveniva il giorno dopo quando il Piemontese volle
restituirgli le cento lire.
--No! No! Le tenga. Comprerà altri medicamenti!
--Le hai guadagnate con tanti stenti e vorresti sciuparle così?
Rimèttile nella cassa postale, non far lo sciocco!
--No! No!--insisteva Cardello.
--E del vasetto che farai?--soggiunse il Piemontese dopo che
Cardello, vedendolo irritare, aveva ripreso il biglietto da cento
lire.
--Ma il vasetto è suo.
--Via, sì, mio per metà. Lo manderò a Torino; ce lo pagheranno
bene.... È un pezzo unico al mondo! Tu ancora non lo capisci.--
Dopo tutti quei dispiaceri, il pensare ch'egli, senza volerlo, senza
sapere quel che facesse, era riuscito a produrre quel che il
Piemontese chiamava un pezzo unico, lo riempiva d'orgoglio e di
speranza. Il Signore, che lo aveva aiutato finora, avrebbe continuato
ad aiutarlo. Ormai si credeva uomo maturo, a vent'anni, Non aveva
frasche per la testa. Per lui si poteva dire che i divertimenti e gli
svaghi non esistessero. Voleva essere un onesto operaio, guadagnarsi
il pane col sudore della sua fronte, e crearsi--se il Signore lo
aiutava--una discreta posizioncina al sole. Poter arrivare a metter su
un piccolo negozio era la sua più alta aspirazione. E se davvero il
Piemontese si decideva a fondare la fabbrica di stoviglie
stagnate.... Non era cattivo mestiere quello dello stovigliaio. Col
tempo forse non gli sarebbe difficile avere una piccola fornace di
suo, trovare un compagno che possedesse qualche capitale da
impiegare.... Tanti e tanti avevano cominciato più modestamente di
lui, ed ora erano ricchi negozianti, con palazzi e ville e giardini.
E si rivedeva ragazzo in casa della nonna, mal coperto dai laceri
panni ricevuti per elemosina, ma attivo, allegro, pronto a qualunque
servizio; e poi giovane di burattinaio.... Quello era stato il suo
primo passo nella via della fortuna.... E i due anni passati con quel
mezzo matto del decano Russo, ripensandovi, non gli sembravano poi
tanto cattivi, non ostante il vestito nero e la tuba e l'ombrello di
seta rosso!... Che fissazione il farsi portar dietro l'ombrello anche
col bel tempo!... Un altro non si sarebbe mosso da quella casa, dove
la principale occupazione era il mangiar bene.... Ma lui voleva
lavorare e, soprattutto, essere un uomo libero, un buon
operaio.... Era stato fortunato capitando col Piemontese. Quando si
dice il destino! Era proprio vero: ognuno ha il suo destino!... Se don
Carmelo non avesse ammazzato la povera donna Lia--la rivedeva come in
quella notte, in una pozza di sangue, coi capelli sciolti e le mani
increspate dalla convulsione della morte--egli errerebbe ancora di
paese in paese, non sempre sicuro che l'Orso peloso guadagnasse da
regalargli qualche paio di lire al mese e da dargli da mangiare ogni
giorno; e forse, all'ultimo, si sarebbe trovato su una via, senz'arte
nè parte....
Intanto quella galleria da scavare non permetteva al Piemontese nè a
lui di riprendere gli esperimenti. Si procedeva lentamente, con gran
cautela, e il Piemontese voleva sorvegliare i lavori d'impalcatura,
mentre i muratori rizzavano il rivestimento dei lati e della vôlta con
solidi massi, di mano in mano che si procedeva innanzi. Il
Piemontese ripeteva spesso a Cardello:
--Voglio guadagnarmi le dieci mila lire di premio, consegnando i
lavori con l'anticipazione di sei mesi. Serviranno per la
fabbrica.--
E sentendola nominare, Cardello la vedeva coi forni rotondi, come li
indicava il libro, con dieci, venti ruote in movimento e parecchie
dozzine di operai intenti a foggiare vasi di ogni genere, ad
asciuttarli al sole, e riporli gli uni su gli altri per essere cotti
con trent'ore di fuoco, come indicava il libro. Lui si sarebbe
riservato la immersione nello stagno, operazione delicatissima, come
diceva il Piemontese, e che richiedeva abile lestezza di mano... E
vedeva le stoviglie che partivano pei paesi attorno, e anche più
lontano, accatastate sui carri, o incassate per le spedizioni con la
ferrovia. Giacchè la sera, desinando, anche il Piemontese
almanaccava quanto lui, e gli faceva su la tovaglia, col manico di una
forchetta o di un cucchiaio, il disegno all'ingrosso della fabbrica
che doveva occupare un vasto terreno... laggiù vicino al posto dei
futuri canali, dov'erano le rovine di un vecchio convento, terreno che
dal Governo egli avrebbe avuto quasi per niente. Cardello, passando
di là nel recarsi a sorvegliare i lavori della galleria, lo accennava
compiacentemente al padrone, e per poco non gli sembrava che già fosse
cosa decisa, e che quei fittaiuoli che mietevano il rachitico fieno
sotto gli ulivi, fossero degl'intrusi che commettevano una prepotenza
occupando la proprietà altrui.