Appena Tartaglia ripetè la parolaccia che Pulcinella gli avea
detto all'orecchio, un grand'urlo e un fitto coro di fischi scoppiò
nella platea.
--Pezzo di ubbriacone! Basta! Basta!--
E una seggiola volò sul palcoscenico, poi un'altra, poi un'altra che
sfondò la scena di carta, dietro lo squarcio della quale si videro le
gambacce di don Carmelo e quelle magroline di Cardello.
Sarebbe avvenuto un gran guaio, se il brigadiere e due carabinieri non
si fossero trovati là a calmare la gente, a prenderla per le spalle, a
farla uscire, assicurando che il domani il burattinaio avrebbe chiesto
scusa ai signori e al pubblico per la parolaccia fatta pronunziare al
povero Tartaglia, che un colpo di seggiola aveva atterrato sul
piccolo palcoscenico.
Quando l'ultimo e più riottoso degli spettatori fu messo alla porta,
il brigadiere si affacciò dietro il palcoscenico dove il burattinaio
già staccava le assicelle dello scenario, dopo aver fatto un gran
fagotto dei burattini preparati per la serata.
--Signor brigadiere....
--Ma come vi è passato per la testa...?
--Li ho chiamati come li chiamano tutti, signor brigadiere.
--Va bene: è l'inguiria, come dicono qui, il nomignolo di cui li
regalano la gente dei paesi attorno....
--E l'offesa fatta a me la contate per niente, signor brigadiere?
--Quale offesa?
--Faccio una serata di onore pei signori, con inviti, a pagamento
s'intende, rimettendomi alla loro buona grazia, alla loro
generosità; il Sindaco accetta di proteggerla.... Mi ha mandato
cinque lire con l'usciere! E i signori intanto.... Che cosa si
credono? Divinità?... Bestie che non capiscono niente dell'arte
dell'opera... perchè altrimenti sarebbero intervenuti e non
avrebbero mandato invece le loro persone di servizio....
--Hanno mandato anche quattrini....
--Gliele ributto in viso le cinquanta miserabili lire che sono ancora
là... Lia, dov'è il vassoio?
--E domani che cosa farete?
--Domani? Ma io vado via sùbito da questo porcile!--
E così parlando, l'Orso peloso non aveva smesso di spiantare le assi
del palcoscenico, di piegare le quinte di carta e il sipario, aiutato
un po' da Cardello che aveva aperto gli occhi spauriti dalla paura
ed era indignato anche lui per l'offesa fatta al suo principale.
* * *
La povera madre, tuttavia in maglia, col rossetto che le si scioglieva
su le guance in larghe righe per le lacrime che le sgorgavano
silenziose dagli occhi--e lei non badava ad asciugarle--era curva su
la piccina, che, stesa sul pagliericcio dietro il palcoscenico, non
tossiva più e non si lamentava più, con nel pettuccio un rantolo che
le moriva nella gola e le faceva fiorire di tratto in tratto bollicine
di bava su le labbra pavonazze.
La povera madre non osava di piangere forte, di gridare:--Figlia,
figlioletta mia!--per non irritare di più il marito che bestemmiava e
brontolava l'ingiuria contro quel porcile e i signori che lo
abitavano; ed erano veri, verissimi porci...--Sì, signor brigadiere!--
Sentendo singhiozzare dietro il palcoscenico, il brigadiere aveva
sporto il capo e si era precipitato verso la donna che si dava pugni
su la testa e si strappava i capelli. Alla vista di lui, sembrò
ch'ella prendesse coraggio, che si sentisse difesa contro la possibile
brutalità del marito, e i singhiozzi le proruppero dalla gola e poi
l'urlo desolante:
--Figlia, figliolina mia!--
Cardello diè un salto giù dal palcoscenico, e scoppiò in pianto
anche lui, con le mani tese verso la morticina quasi avesse paura di
avvicinarsi e la chiamava per destarla, giacchè non gli pareva morta
ma addormentata.
Anche don Carmelo era accorso; e dimenticando il porcile e quei porci
di signori contro cui avea seguitato a brontolare, raccomandava al
brigadiere che tratteneva per le braccia la madre desolata:
--Lasciatela sfogare, signor brigadiere! Sarà meglio!... La portiamo
via; non voglio lasciarla qui.... Neppure morta!--
E con le grosse mani si asciugava inconsapevolmente le lacrime che non
gli inumidivano gli occhi, impietrate dentro....--Neppure morta!
Neppure morta!