UNA RECITA STRAORDINARIA.

Era già un anno che Cardello andava di paese in paese col

burattinaio, partecipando alla buona e alla cattiva fortuna; giacchè

non sempre gli affari procedevano felicemente. I cartelloni ornati dei

pupazzetti di Pulcinella e di Tartaglia, l'andata attorno di

Cardello--col camicione, il cappellaccio di feltro grigio e il

tamburo su la pancia,--e della moglie di don Carmelo in maglia e veste

corta, suonando la tromba--non riuscivano in certi posti a incuriosire

la gente, ad affollarla alle rappresentazioni. Le seggiole da cinque

soldi rimanevano vuote, o bisognava permettere che vi si sedessero gli

straccioni, la marmaglia, come sprezzantemente li qualificava

l'Orso peloso, e da cui non era possibile pretendere più di un

misero soldo di entrata.

Una volta non sapendo a qual santo votarsi, don Carmelo aveva

concepito la bella idea di una serata speciale pei signori, pei

galantuomini che, non volendo mescolarsi con la bassa gente nel suo

teatrino, vi lasciavano deserte le trenta seggiole da cinque soldi

destinate per essi. Era andato a raccomandarsi al Sindaco, agli

Assessori, ai Deputati del Casino di convegno.... Se non

proteggevano loro un povero artista! E Sindaco, Assessori, Deputati lo

avevano colmato di grandi promesse.

Cardello era stato incaricato di ridurre in pezzettini quattro

quinterni di carta, e bollarli, mentre don Carmelo, con gli occhiali a

cavalcioni sul naso, vi scriveva a grossi caratteri:

Cardello · 第 9 / 30 题