IL BEL CONTINO (_infastidito_). Che! Che! I bimbi si mandano a letto!

Dagli occhi della piccina, che non ha ancora cenato, sparisce a un

tratto ogni luce di sorriso e non vi restan più che le lacrime.

IL BOLERO (_Aggrottando le ciglia, con la voce più ròca, più aspra_). È

una mocciosa, che ci serve di compagnia.

LA TIROLESE (_Lanciando sulla bimba un'occhiata bieca, torva_). Per le

guardie. È meglio non essere del tutto sole.

L'EX MAGGIORE (_Allontanandosi dal tavolo della_ ROULETTE: _ha

guadagnato le sue dieci lirette e ha capito da un'occhiata del

De-Farentes che per quella sera, basta_). Signore?... Oh! Oh! Abbiamo la

visita di due signore!

— Buona sera!

— Buona sera!

LA BIMBA. — Complimenti!

L'EX MAGGIORE. — Oh! Oh! Anche l'infanzia abbandonata! (_Siede pure al

tavolino e prende da uno dei piatti del_ DESSERT _dell'ambasciatore un

savoiardo per la bimba e un cannoncino alla crema, per sè_).

LA TIROLESE (_dando un pizzicotto rabbioso alla piccina che divora, con

la bocca, il savoiardo e con gli occhi il cannoncino_). Ringrazia,

villana!

LA BIMBA (_trasalendo per il dolore improvviso ma sorridendo e

inchinandosi amabilmente_). Grazie, signore! Tante grazie! Complimenti!

L'EX MAGGIORE (_Ingolla d'un colpo il cannoncino per non imbrattarsi di

crema_). Brava! Una buona educazione è il condimento della virtù! E un

_marron glacé_, sarebbe aggradito, signorina?

La bimba, che si era aggrappata con una mano alla veste del bolèro, è

spinta per un braccio dinanzi al tavolino dei tre signori, e ripete i

complimenti e i ringraziamenti con un inchino e un sorriso ardito che ha

già perduta la bella timidezza, ma non tutta ancora la soavità

infantile, e che illumina, fugacemente, il pallido visino per lasciarlo,

dopo, più smunto e più avvizzito.

La bimba ha fame e ha freddo. Lì, nel salotto, si soffoca; ma essa ha

portato con sè, dentro di sè, tanto freddo dalla strada!

Quanto girare quella sera!... Su e giù! Su e giù! Quanto girare!

Dalla scollatura del corto vestitino di seta rosa, spuntano le esili

spalluccie e il collo fino fino, trasparente, con una riga nerognola

sotto la grossa collana di perle azzurre. Ha le gambine nude screpolate

dal gelo, inzaccherate, come le calzette di lana e gli scarpini gialli,

di neve motosa.

L'EX MAGGIORE. (_Scherzando sempre con la bimba e offrendole, dopo il

marron glacé, una susina di Marsiglia_). A lei, madamigella! Anche una

prugna secca!... Vedo che l'appetito le serve!

LA TIROLESE (_ingolosita adocchiando i dolci del dessert_). — È una

ghiottona! Non è mai sazia!

L'EX MAGGIORE. — Abito _décolleté_! E anche le perle! Che lusso!

L'ex maggiore continua a scherzare e a divertirsi con la piccina: le

regala un altro mezzo biscotto, uno spicchio di mandarino e intanto

approfitta dell'occasione per fare _gratis_ la sua piccola cenetta dopo

la partita. Quattro mandorle spaccarelle, un pezzetto di grana, per

assicurarsi se la principessa lo abbia fatto venire direttamente da

Parma seguendo il suo consiglio; poi una fetta di panettone... poi, in

fine, deve chiedere al contino un bicchiere di bordò, perchè gli è

rimasto, — e fa le boccacce, — quel maledetto sapore di formaggio!

— Desidera ancora qualche cosa, la signorina? Un grappolo d'uva?

Signorina... — E il nome? Come ti chiami?

Casta diva · 第 28 / 54 题