I fucilieri si partirono, e d’Artagnan restò solo con Raolo.

«E adesso, soffrite? gli domandò.

«Si, ho la testa grave, e che mi piglia fuoco.

«E che avete su codesta testa?...»

D’Artagnan tirò su il cappello, e disse:

«Ah! ah! una contusione!

«Sì.... credo che mi sia stato gettato sul capo un vaso di fiori.

«Canaglia!.... Ma avete gli sproni!.... dunque eravate a cavallo?

«Sì, ma ero smontato per difendere il signor di Comminges, ed il

cavallo mi è stato tolto.... Oh! eccolo!....»

Difatti nel momento passava il corsiero di Raolo su cui era Friquet,

il quale, andando di galoppo, agitava per aria la berretta di quattro

colori, e gridava:

«Broussel! Broussel!

«Ehi, briccone! fermati! urlò d’Artagnan, e porta qua codesta

bestia!....»

Friquet udì benissimo, ma fece da sordo, e procurò di seguitare avanti.

Per un poco d’Artagnan ebbe voglia di andargli appresso; ma non gli

parve opportuno lasciar solo Raolo; e quindi si limitò a cavar fuori

una pistola e caricarla.

Friquet aveva l’occhio accorto e l’orecchio fino; vide il gesto del

tenente, udì il rumore del grilletto, fermò di botto il palafreno.

«Oh! siete voi, signor uffiziale, esclamò venendo inverso d’Artagnan!

davvero, ho caro d’incontrarvi».

Il tenente guardò attento Friquet, e ravvisò il ragazzaccio della via

della Calandra.

«Ah! disse, sei tu, briccone? vien qua.

«Sì, son io, signor militare, rispose lo sguajato con i suoi modi

sdolcinati.

«Dunque hai cambiato mestiere? dunque non sei più cantore di chiesa?

dunque non sei più garzone di osteria? dunque sei ladro di cavalli?

«Uh, signor uffiziale! e s’ha egli a dir codesto? s’ha egli a dire?

esclamò Friquet, cercavo il gentiluomo padrone di questo animale, bel

cavaliero veh! coraggioso come un Cesare. (E fingeva veder allora

Bragelonne per la prima volta) Ohi! non m’inganno, eccolo qua!....

Signore, non vi scorderete mica del garzone, eh?»

Raolo si mise la mano nel borsellino.

«Che volete fare? gli domandò d’Artagnan.

«Dar dieci lire a questo buon ragazzo, rispose Raolo».

E cavava fuori di tasca una doppia.

«Dieci pedate nella pancia! urlò d’Artagnan. Va via, monello! e

rammentati che so dove tu abiti».

Friquet, che non si aspettava di uscirne tanto bene, fece un salto solo

dall’argine alla via Delfina, e là sparì affatto.

Raolo montò a cavallo; d’Artagnan avea cura di lui come fosse suo

figlio, ed entrambi, andando di passo, s’incamminarono verso la Strada

Tiquetonne.

Durante il tragitto, vi furono e mormorio e minaccie da lontano, ma

all’aspetto di quell’ufficiale, di portamento tanto militare, al mirare

la terribile spada che gli pendeva dal pugno, tutti si discostarono, e

non fu fatto sul serio verun tentativo contro i due cavalcanti.

Talchè giunsero dessi, senza disgrazie, all’albergo del Granchio.

La bella Maddalena partecipò a d’Artagnan qualmente era tornato

Planchet conducendo con sè Mousqueton, che aveva sopportata eroicamente

l’estrazione della palla e stava bene per quanto lo comportava la sua

situazione.

Allora d’Artagnan ordinò si chiamasse Planchet; ma Planchet, benchè

chiamato, non comparve. Era sparito.

«Dunque si porti del vino, comandò d’Artagnan».

E il vino essendogli recato, ed egli rimasto solo con Raolo, domandò a

questo guatandolo sottocchi:

«Siete contento di voi stesso?

«Eh sì! rispose Bragelonne, e’ mi pare di aver fatto l’obbligo mio. Non

ho difeso il re?

«E chi vi ha detto di difendere il re?

«Oh! il signor conte di la Fère in persona.

«Sì, il re; ma oggi non avete difeso il re, ma bensì il Mazzarino, lo

che non è lo stesso.

«Però, signore....

«Giovanotto, avete fatto uno sproposito, vi siete ingerito in cose che

non vi riguardano.

«Eppure voi....

«Oh! per me gli è tutt’altro; io ho dovuto obbedire agli ordini del

mio capitano. Il capitano vostro è il signor Principe: lo capite? non

ne avete altri... Ma s’è visto mai (continuava il tenente) una testa

sventata simile, che è per farsi partigiano del Mazzarino e dà ajuto

ad arrestare Broussel?.... almeno non fate motto su questo imbroglio, o

che il conte di la Fère andrebbe sulle furie.

«Credete che il signor conte sarebbe meco adirato?

«Se lo credo! ne sono sicuro. Se no vi ringrazierei, giacchè in

sostanza avete lavorato per noi. E perciò vi rimprovero in luogo e vece

di lui, e statene persuaso, la tempesta sarà più mite. E poi, mio caro

giovanotto, io mi prevalgo del privilegio concessomi dal vostro tutore.

«Non v’intendo, disse Raolo».

D’Artagnan si alzò, e tolta dallo stipo una lettera, a lui la porse.

Tosto che Raolo v’ebbe data una scorsa gli si fe’ torvo lo sguardo.

«Oh mio Dio! (e volgeva sul tenente i begli occhi gonfi di pianto)

dunque il signor conte ha abbandonato Parigi senza vedermi!

«È partito da quattro giorni.

«Ma dalla sua lettera sembra si accenni ch’ei si espone a rischio

mortale?....

«Oh sì! rischio mortale a lui!.... non ci pensate: viaggia per

affari, e sarà reduce in breve.... spero che non abbiate ripugnanza ad

accettarmi come suo facente funzioni.

«Ah no, signor d’Artagnan! voi siete un sì prode gentiluomo! il conte

di la Fère vi ama tanto!

«Or bene, amatemi anche voi; non vi tormenterò, ma con patto che siate

addetto alla _Fronda_, e per bene addetto alla _Fronda_!

«Posso bensì seguitare a frequentare la signora di Chevreuse?

«Eh sì, per Bacco! e anche il Coadjutore, e anche madama di

Longueville; e se fosse qua il buon uomo Broussel, al di cui arresto

avete contribuito sconsideratamente, vi direi: Fate presto le vostre

scuse a messer Broussel e dategli un bacio sopra ognuna delle guancie.

«Allora, signor mio, vi obbedirò sebbene non vi capisca.

«È inutile che m’intendiate. A voi (disse d’Artagnan volgendosi verso

l’uscio apertosi nel momento), ecco il signor du Vallon che capita qui

con le vesti tutte lacere.

«Sì, fece Porthos, che grondava di sudore ed era carico di polvere, sì,

ma in compenso ho lacerata la pelle a molti.... Quei prepotenti non mi

volevano levare la spada? Capperi! che agitazione popolare! (proseguiva

il gigante con la sua calma usitata), ma io ne ho accoppata una ventina

e più col pomo di Balizarda.... D’Artagnan, qua un dito di vino.

«Oh! mi rapporto a voi; gli rispose il Guascone empiendogli il

bicchiere sino all’orlo, bensì dopo che avrete bevuto, ditemi la vostra

opinione».

Porthos inghiottì tutto in un sorso; e posato il bicchiere sulla

tavola, e succiatesi le basette, domandò:

«Su che cosa?

«Sentite, disse d’Artagnan: ecco il signor di Bragelonne che ad ogni

patto voleva dar mano all’arresto di Broussel, e che a stento io ho

potuto trattenere dal difendere Comminges.

«Perdinci! esclamò Porthos, e che avrebbe detto il tutore se lo avesse

saputo?....

«Vedete? interruppe d’Artagnan, amico mio, datevi alla _Fronda_, e

pensate che io sono subentrato al conte in tutto e per tutto».

E fece suonare la borsa.

Indi giratosi verso il compagno:

«Venite, Porthos, sì o no?

«Dove? chiese questi mescendosi un bicchier di vino.

«A presentare i nostri omaggi al ministro».

Porthos s’ingojò il secondo bicchiere con la medesima pace che il

primo, riprese il cappello che avea posato sopra una seggiola, e andò

con d’Artagnan.

Raolo restò là sbalordito da quanto aveva veduto, essendogli vietato

da d’Artagnan di muoversi dalla stanza prima che fosse calmata ogni

agitazione.

Venti anni dopo · 第 66 / 130 题