I.

La lupa toglie a Dante il corto andare del bel monte, e Virgilio a lui

dichiara:[380]

A te convien tenere altro viaggio!

Quest'altro viaggio “per loco eterno„[381] abbiamo veduto come cominciò:

con la morte.

Dante sebben vivo corporalmente, può entrare nell'inferno, perchè la

porta fu lasciata senza serrami dal Redentore. Ogni vivo può entrare,

ogni morto deve entrare: nessuno o vivo o morto può uscire, chè ella ha

scritto al sommo:

Lasciate ogni speranza o voi ch'entrate.

Duro è entrare per chi è morto e per chi è vivo: chè una volta entrati,

non s'esce più. In vero non da quella porta esce Dante. Ma Virgilio sì,

ne esce. No; poichè dove si fa egli incontro a Dante? Nel gran diserto,

presso la selva oscura, di qua del passo; dunque nel limbo. Egli non ha,

misticamente, cambiato luogo: nel limbo era, nel limbo è. I morti non

tornano in vita.

Dante entra dunque nella porta della Redenzione. Passa l'Acheronte, cioè

muore. Se quella porta non era a lui aperta, egli non avrebbe potuto

morire quella benefica morte al peccato in generale, al peccato che non

può crescere o calare, perchè è il peccato,[382] perchè è la morte,

perchè è la tenebra. Ma Dante continua a morire, anzi si seppellisce,

nel suo viaggio: alla carne o alla concupiscenza, e al veleno cioè alla

malizia. C'è anche per queste morti un qualche mezzo che le renda

possibili, come la porta disserrata dal Redentore fa possibile quella

prima?

Sì: vi sono tre rovine.[383] La prima si trova nel cerchio dei

lussuriosi, la seconda sopra il cerchio dei violenti, la terza torno

torno la bolgia degl'ipocriti. Gli spiriti dei peccatori carnali[384]

quando giungon davanti alla _ruina_,

quivi le strida, il compianto e il lamento,

bestemmian quivi la virtù divina.

Così gl'ignavi del vestibolo sono presentati, con parole quasi uguali,

sospiranti e piangenti e guaiolanti, con

diverse lingue, orribili favelle,

parole di dolore, accenti d'ira,

voci alte e fioche e suon di man con elle;

come mai? perchè mai? Perchè passano avanti alla porta senza serrame: si

può credere. E il perchè delle strida dei peccatori carnali si può

subito indovinare dal perchè dei sospiri e pianti degli sciaurati. La

Redenzione fu in vano per gli uni e per gli altri.

Ma come la Redenzione può essere significata dalla _ruina_, al modo che

è espressa dalla porta infranta? Per scendere dagli spaldi della città

roggia al primo dei cerchietti, che è della violenza, Dante con Virgilio

prende[385]

via giù per lo scarco

di quelle pietre che spesso moviensi

sotto i _suoi_ piedi per lo nuovo carco.

Sotto il velame: Saggio di un'interpretazione generale del poema sacro · 第 59 / 142 题