[1] Ved. MARQUIS DE NADAILLAC: _Moeurs et monuments des peuples
préhistoriques_. Parigi, Masson, 1888, pag. 4; SALOMON REINACH, _Le
Musée de l'empreur Auguste_ (_Revue d'anthropol._ di Parigi, Serie
terza, IV, pag. 28-36); ETTORE REGALIA, _Sul Museo dell'imperatore
Augusto_ (_Arch. per l'antrop._, XIX). Firenze, 1889.
[2] Le indicazioni bibliografiche intorno agli studî di paletnologia
e di archeologia preistorica in Italia si trovano tutte raccolte,
almeno quelle di opere pubblicate avanti al 1874, e diligentemente
ordinate nelle due utili pubblicazioni del professore LUIGI PIGORINI,
_Bibliografia paleoetnologica italiana dal 1850 al 1871_; e _Matériaux
pour l'histoire de la paléoethnologie italienne_. Parma, 1874. — Dopo
l'anno 1874 si consulti soprattutto il _Bullettino di paletnologia
italiana_, diretto appunto dall'illustre Pigorini, pubblicazione che fa
onore al nome italiano, e che contiene, oltre le relazioni sugli scavi
varî e sui nuovi ritrovamenti, anche una bibliografia paletnologica
molto accurata in ordine cronologico. Uno studio generale, ma
abbastanza esatto, della paleoetnologia, si trova nel Manuale Hoepli di
Innocenzo Regazzoni. Milano, 1885; più recente e dotto il bel lavoro
d'indole generale del ch. E. BRIZIO, _Storia politica d'Italia; epoca
preistorica_. Milano, Vallardi, 1899-1900.
[3] Esemplari vari e numerevoli di queste figure trovansi, p. es., al
R. Museo di Antichità di Torino, nelle sale delle antichità preromane,
provenienti da Lomello. Cfr. _Atti della Società di Archeologia e Belle
Arti_ per la provincia di Torino.
[4] Molte e chiare riproduzioni grafiche di questi oggetti di uso e
d'ornamento dei popoli preistorici d'Italia si trovano nel magistrale
Album del Montelius, unito all'opera: OSCAR MONTELIUS, _La civilisation
primitive en Italie, depuis l'introduction des métaux_: I Parte:
_Italie Septentrionale_, Stokholm. Imprimerie royale, 1895 (Testo e
Atlante). Da questo atlante riproduco qui qualcuna delle tavole più
importanti inserite nel testo.
[5] Sull'esistenza di questo popolo nella vallata del Po scrissero un
libro importantissimo gli archeologi ALESSANDRO BERTRAND e SALOMONE
REINACH, _Les Celtes dans les vallées du Pô et du Danube_. Parigi,
Leroux, 1894. Ved. per le antichità di Golasecca e Castelletto Ticino
le tav. 6 e 7.
[6] =Bibliografia sulle terremare=: Sulla loro costituzione e sulla
storia della loro scoperta ved. PIGORINI, op. cit.; cfr. _Nuova
Antologia_. 1870, pag. 347: _Boll. Ist. Corr. archeol. di Roma_,
1876, pag. 107: G. CHIERICI, _Le antichità preromane della provincia
di Reggio nell'Emilia_, 1871; cfr. _Boll. cit. di paletnologia ital.,
passim_, specialmente le prime annate. — Sulla questione etnografica,
si consulti, per l'opinione che i terramaricoli fossero Umbri: W.
HELBIG, _Die Italiker in der Poebene_, Leipzig 1879; per l'opinione
che fossero piuttosto Liguri: E. BRIZIO, _Nuova Antologia_. aprile e
ottobre 1880 (_Liguri nelle Terremare_); la _Coltura_, fasc. II, 1881.
Oltre i lavori generali di NICOLUCCI, _La stirpe ligure in Italia_, e
di MARIOTTI, _Sugli scavi di Velleja_, cfr. L. SCHIAPARELLI, _Le stirpi
Ibero-Liguri nell'Occidente e nell'Italia antica_, 1880.
[7] Ved. tav. 10 a pag. 31, e cfr. tav. 9 a pag. 30.
[8] Cfr. la figura qui di fronte, e GOZZADINI, _Di alcuni sepolcri
della necropoli felsinea_, pag. 20; cfr. BERTRAND-REINACH, _Les Celtes
dans les vallées du Pô et du Danube_. Parigi, Leroux, 1894. — Per
Micene, Ved. anche _Atl. di arte greca_, Manuali Hoepli, tav. IV, e la
figura a pag. 29 (tav. 8).
[9] Ved. DESOR, _Revue archéolog._, 1871, pag. 409. L'opera esauriente
sull'argomento è quella di ANTONIO ZANNONI, _La Fonderia di Bologna_.
Testo e Atlante. 1888.
[10] Circa l'opinione sostenuta precedentemente che l'opera appartenga
alla civiltà etrusca, ved. ZANNONI, _Scavi della Certosa_, CONESTABILE,
_“Compte rendu„ del Congresso di Bologna_, 1871; pag. 272. Ved. oggetti
funebri del periodo etrusco della Certosa in Bologna più avanti, nelle
tavole che illustrano la parte etrusca.
[11] Per i sepolcreti umbro-felsinei, ved. E. BRIZIO, _Monumenti
archeologici della provincia di Bologna_, nell'opera: _Appennino
bolognese, descrizioni e itinerarî_, Bologna, 1881, pag. 208; G.
GOZZADINI, _Sepolcri dell'Arsenale_, Bologna, 1875, e _Scavi Arnoaldi
Veli_, 1877; A. ZANNONI, _Scavi Benacci_, nel _Bollett. di Corr.
Arch._, 1875, pag. 177 e 299. Per gli oggetti di questi e di altri
ritrovamenti, ved. il Museo Civico di Bologna, che ha una sala
speciale pei _Monumenti della necropoli felsinea_, e cfr. il _Catalogo
scientifico del Museo_ dello stesso ch. prof. BRIZIO. Per la situla
istoriata ved. specialmente _Scavi della Certosa_, atlante, tav. XXXV.
[12] Anzi per il Gozzadini Villanova è dei Proto-etruschi (sec. X-IX;
ved. op. cit. a pag. 6, 52), mentre per lo Zannoni è di diverse genti
in epoche successive (_Boll. Ist. Corr. Arch._, 1875, pag. 46, 713);
per il Desor e per il Brizio, degli Umbri (_Grotta del Farnè_, pag.
46).
[13] Cfr. FR. GNECCHI, _Monete romane_, Milano, Hoepli, 1896, 1ª ediz.,
pag. 15 e segg.; cfr. S. AMBROSOLI, _Numismatica_, Milano, Hoepli,
1895, pag. 79.
[14] Che siano rasoi, crede lo ZANNONI, _Bollett. Ist. Corr. Arch._
1875, pag. 45; cfr. ibidem, pag. 14, l'opinione dello Helbig, che crede
importato l'uso del radersi per mezzo del commercio (cfr. _Atti Accad.
Lincei_, 1879-80, pag. 180) mentre pel prof. Lignana fu patrimonio
comune degli Arii (_Boll. Ist. Corr. Archeol._ 1875, pag. 16).
[15] _Boll. Ist. Corr. Arch._, 1875, pag. 51.
[16] Intorno alla necropoli di Villanova ved. GOZZADINI, _La nécropole
de Villanova découverte et décrite_. Bologna, 1890; cfr. _Boll. Ist.
Corr._, 1875, pag. 270: A. FABRETTI, _Archivio Storico italiano, Nuova
Serie_, Tom. I, parte 1, pag. 220; tom. IV, parte 1, p. 227.
[17] Ved. HELBIG, _Boll. Ist. Corr. Arch._, 1875, pag. 14 e 15.
[18] _Compte rendu du Congrès de Bologne_, 1871, pag. 195, 445 e segg.;
cfr. MICHELE DE ROSSI, _Boll. Ist. Corr. Archeol._, 1867, pag. 5; 1868,
pag. 116; 1871, pag. 247; cfr. _Annali Ist. Corr. Arch._, 1876, pag.
324.
[19] Intorno alle urne-capanne ved. ALESS. VISCONTI, _Atti Accad. rom.
d'Archeol._, parte 2ª; P. NICARD, _Revue Archéologique_, 1876, pag.
337; LISCH, _Über die Hausurnen...._, 1856; GHIRARDINI, _Notizie degli
Scavi_, 1881, 1882; R. VIRCHOW, _Über die Zeitbestimmung der italischen
und deutschen Hausurnen_, Berlino, 1883; A. TARAMELLI, _I cinerarî
antichissimi in forma di capanna scoperti nell'Europa_ (_Rendic. della
Accademia Lincei_, V, vol. II, classe di scienze morali); O. MONTELIUS,
_Zur ältesten Geschichte dés Wohnhausés in Europa, speciell in Nordin_
(_Arch. f. Anthrop._, XXIII).
[20] Ved. _Ann. Istit. Arch._ 1871, pag. 34-53. Cfr. GNECCHI, op. cit.,
pag. 19 e segg.; AMBROSOLI, op. cit., pag. 80 e segg.
[21] Ved. la _casa Romuli_ del Palatino rispondente alle descrizioni di
Dionigi (I, 78) e di Ovidio (_Inst._ III. 183): _Quare fuerit nostri,
si quaeris, regia nati | Aspice de canna viminibusque domus_.
[22] Si sono rinvenuti oggetti simili a questo, in bronzo a Corneto
Tarquinia.
[23] Ved. GHIRARDINI, _Notizie degli Scavi_, febbraio 1883.
[24] Ved. A. STOPPANI, _L'ambra nella storia e nella geologia_.
Milano, 1886; _Bull. di paletn. ital._, XII (1886), pag. 47 e segg.;
XIII (1887), pag. 21 e segg.; HELBIG, _Commercio dell'ambra_, pag.
10; id., _Das homer. Epos_, 2ª ediz., p. 89; BLÜMNER, _Technologie_,
ecc., II, pag. 385; BARNABEI in _Monum. ant._, IV, col. 386 e segg.; S.
RICCI, _Oggetti ornamentali provenienti dal territorio di Golasecca_
in _Bull. di paletn._, XXI (1895), pag. 89 e segg.; J. SZOMBATHY,
_Zur Vorgeschichte des Bernsteins_. Vienna, 1895; KLEBS, _Der
Bernsteinsschmuck der Steinzeit_; HOERNES, _Urgesch. d. bild. Kunst_.
Vienna, 1898, pag. 21 e segg.; 124, 128, 316, 376.
[25] Ved. L. BENVENUTI, _Museo euganeo-romano di Este_, 1880;
PROSDOCIMI, _Notizie degli Scavi_, 1882, pag. 5 e segg.; _Boll. Ist.
Corr. Arch._, 1881, pag. 70; HELBIG, _Bollett. Ist. Corr. Arch._, 1882,
pag. 74. Il Ghirardini completò e modificò alquanto nella maggiore e
più chiara distinzione sua quella dei quattro periodi Prosdocimi in
_Notizie degli Scavi_, 1888.
[26] Ved. intorno a queste scoperte interessantissime il lavoro dello
HELBIG, _Boll. Ist. Corr. Archeol._, 1875, pag. 233.
[27] Ved. _Boll. Ist. Corr. Arch._ 1835, pag. 216; cfr. GAMURRINI e
CONESTABILE, _Sopra due dischi di bronzo italici_, ecc. (_Memorie R.
Accad. di Scienze di Torino_, XXXVIII, 1876, serie II); cfr. il recente
ed ottimo lavoro dello GSELL, _Fouilles de Vulci_. Parigi, 1891.
[28] Ved. su Corneto-Tarquinia: GHIRARDINI, _Notizie degli Scavi_,
1881, pag. 342; 1882, pag. 136: HELBIG, _Boll. Istit. Corrispond.
Archeolog._, 1882.
[29] Cfr. pag. 40 e =tav. 15=.
[30] Cfr. FR. GNECCHI, =Monete romane=. Milano, Hoepli, 1900. 2ª ediz.,
pag. 85-89.
[31] Per gli scavi della Certosa ved. specialmente l'opera dell'ing.
A. ZANNONI, _Scavi della Certosa_, descritti ed illustrati. Bologna,
1876; C. CONESTABILE, _Compte rendu du Congrès_, pag. 263; E. BRIZIO,
_Bollett. C. A._, 1872, pag. 12 seg.; _Monumenti archeologici della
provincia di Bologna_, 1881.
[32] Intorno a Marzabotto ved. C. GOZZADINI, _D'un'antica necropoli
a Marzabotto_, Bologna, 1865; _Nuove scoperte a Marzabotto_, Bologna,
1870; C. CONESTABILE, _Rapport sur la Nécropole... in Compte rendu du
Congrès..._, pag. 242; cfr. G. CHIERICI, _Antichità preromane della
provincia di Reggio d'Emilia_, in cui l'autore espone l'opinione, in
parte dibattuta, che Marzabotto fosse un borgo abitato.
[33] Intorno a Cacrilio ved. HELBIG, _Die Italiker in der Poebene_,
pag. 125, con l'appendice del LÖSCHCKE su quel figulinaio.
[34] Ved. parte etrusca. Intorno alle ciste ved. CAVEDONI, _D'una cista
di Castelvetro_ in _Ann. Ist. Corr. Arch._, 1842, p. 67 (cfr. 1847,
pag. 71); ZANNONI, in _Memorie R. Accademia delle Scienze di Torino_,
1876, vol. XXVIII, pag. 111; HELBIG, _Bronzi di Capua_ in _Annali
dell'Ist. di Corr. Arch._, 1880, pag. 223, 240, ecc.; cfr. _Annali Ist.
Corr. Archeolog._ 1881, pag. 214.
[35] Ved. SEMPER, _Der Stil_, citato nella _Bibliografia_ che precede
questo Manuale, pag. 9.
[36] G. C. CONESTABILE, _Sopra due dischi di bronzo antico italici del
Museo di Perugia_ in _Memorie dell'Accad. delle Scienze di Torino_,
Tom. XXVIII (1876), serie II, pag. 26 e segg.; cfr. CONZE, _Zur
Geschichte der Anfänge der Griech. Kunst_, Vienna, 1870.
[37] HELBIG, _Sulla provenienza della decorazione geometrica_ in _An.
Ist. Corr. Arch._, 1875, pag. 221 e segg.
[38] Ved. CONZE, sostenitore più tardi di un primo studio di disegno
e ornamento geometrico presso tutti i popoli in _Ann. Ist. Corr.
Archeol._, 1877, pag. 354 e segg. (sopra oggetti di bronzo trovati nel
Tirolo Meridionale).
[39] La voce greca che genericamente indica “seppellire„ cioè θάπτειν,
nel valore primo della sua radicale ταφ, dice “ardere, abbrucciare„, ed
ha per riscontro la rad. _tep._ di _tep-eo_ e _tep-idus_ nel latino,
e per riprova τέθρα, “la cenere„ e l'uso della voce θάπτειν in senso
d'incenerire i morti, presso Omero (_Iliade_, XXI, 323: _Odissea_, XII,
12. XXIV, 417).
[40] Per es., nelle sepolture umbro-felsinee e di Villanova la
proporzione sarebbe di 4 umati per 100 combusti.
[41] Questo risulta da esplicita dichiarazione di Cicerone nel _de
legibus_ (II, 22), ripetuta da Plinio (_h. n._ VII, 54). Nel libro XI
dell'_Eneide_, Virgilio descrive i funerali dei caduti nella battaglia
fra Rutuli e Troiani: nel campo troiano tutti i morti sono arsi, nel
campo italico molti arsi e molti sotterrati.
[42] Ved. J. GRIMM, _Über das Verbrennen der Leichen_, in _Atti
Accad._, Berlino, 1849, pag. 191; BIONDELLI, _La cremazione dei
cadaveri_ in _Rivista italiana di Scienze e Lettere_. Milano, 1874; J.
MARQUARDT, _Handbuch der römischen Alterthümer_ (B. VIII, Th. I), pag.
330 e segg.
[43] Sui Pelasgi ved. A. VANNUCCI, _Storia dell'Italia antica_, vol.
I; L. SCHIAPARELLI, _I Pelasgi nell'Italia antica_, Torino, 1879;
MICALI, _L'Italia avanti il dominio dei Romani_, I, pag. 181; II, pag.
157; _Storia antica dei popoli italici_, I, pag. 195; PETIT RADEL,
ved. _Il Museo pelasgico d'Italia e d'altre regioni_ (Biblioteca
Mazarino a Parigi); cfr. _Bollettino e Annali dell'Ist. Corr. Arch.
di Roma_, 1829, 1830, 1831; C. A. DE CARA, _Le necropoli pelasgiche
d'Italia e le origini italiche_, Roma, 1894; V. DI CICCO, _Le città
pelasgiche nella Basilicata_ (in _Arte e Storia_, gennaio, 1896);
L. MAUCERI, _Sopra un'acropoli pelasgica esistente nei dintorni di
Termini Imerese_. Palermo, 1896; A. C. DE CARA, _Gli Hethei-Pelasgi
in Italia_. Opuscoletti varî tratti dalla _Civiltà Cattolica_, serie
XVI, vol. XI-XII; E. LATTES, _Di due nuove iscrizioni preromane trovate
presso Pesaro in relazione cogli ultimi studî intorno alla quistione
tirreno-pelasgica_, con 3 tavole (_Rendic. d. Acc. Lincei_, Classe
di Scienze morali, Ser. V, vol. II e III). Cfr. PIGORINI in _Boll. di
paletnol. ital._, 1889, fasc. 7-9, pag. 201-202 (_Le città pelasgiche
italiane_).
[44] Intorno agli Etruschi ved. C. O. MÜLLER, _Die Etrusker_ e nei
_Kleine deutsche Schriften_, vol. I, pag. 129; G. SCHWEGLER, nella
_Römische Geschichte_, volume I; MICALI, _Storia dei popoli italiani_,
vol. I; VANNUCCI, _Storia dell'Italia antica_, vol. I; NÖEL DES
VERGERS, _Les Etrusques_. Ved. l'esposizione delle più recenti opinioni
sugli Etruschi in uno studio del prof. BERTOLINI, _Nuova Antologia_
(maggio 1872). — Per l'arte etrusca in generale ved. C. O. MÜLLER, _Die
Kunst der Etrusker_ (_Kunstarchaeologische Werke_, vol. 3º, pag. 118) e
LANZI, _Saggio di lingua etrusca_, 1824, vol. 2º; Cfr. MARTHA, _Manuel
d'archéologie étrusque et romaine_. Paris Quantin, s. a.; _L'arte
étrusque_. Parigi, Firmin, Didot, 1889.
[45] Per le citazioni classiche, ved. NÖEL DE WERGERS, _L'Étrurie et
les Étrusques_, 2 vol., 1862.
[46] E. BRIZIO, _La provenienza degli Etruschi_ in _Atti_ cit., e
_Nuova Antologia_, 1890; ora, recentemente, in _Storia politica
d'Italia, Epoca preistorica_, Milano. Vallardi, 1899-1900, pag.
CXXXVIII-CXXXX.
[47] J. MARTHA, nell'_Art étrusque_, già citata.
[48] Ved. _Annali_, 1883, pag. 5-104.
[49] Ved. O. MÜLLER, _Die Etrusker_; CORSSEN, _Die Sprache der
Etrusker_, 1870-72; DEECKE, _Etruskische Forschungen_; DEECKE e PAULI,
_Etruskische Forschungen und Studien_; PAULI, _Altitalische Studien_.
Pei lavori del Lattes, cfr. la pagina seguente, not. 1.
[50] Ai lavori già citati dell'illustre Lattes (cfr. pag. 99 e 107),
aggiungiamo qui alcuni altri dei principali, che mostrano chiaramente
la sua attività e competenza nel campo dell'epigrafia e glottologia
etrusca dal 1890 fino ad oggi (cfr. un mio cenno nella _Rassegna
Nazionale_ dell'ottobre 1895). — 1890: Iscrizione metrologica di
un'anfora (_Rend. Ist. Lomb._). — 1891: Epigrafia e note di epigrafia
etrusca; La nuova iscrizione sabellica; La grande iscrizione del
cippo di Perugia tradotta ed illustrata; Un'iscrizione etrusca alla
Trivulziana (_Rend. Ist. Lomb._) — 1892: Le iscrizioni paleolatine dei
fittili e dei bronzi di provenienza etrusca (_Memorie Ist. Lomb._);
Primi appunti ermeneutici intorno alla Mummia di Agram (_Atti della
Regia Accademia di Scienze, Torino_). — 1893: Saggi ed appunti intorno
all'iscrizione etrusca della Mummia (_Memorie Istituto Lombardo_) —
1894: L'iscrizione etrusca della Mummia e il nuovo libro del Pauli
intorno alle iscrizioni tirrene di Lemno (_Rendiconti dell'Istituto
Lombardo_); L'ultima colonna della iscrizione etrusca della Mummia
(_Memorie R. Accad. Scienze, Torino_). — 1895: Etrusca _φui Fuimu_
per lat. _fui, fuimus_ (_Rend. Istit. Lomb._); Studî metrici intorno
all'iscrizione etrusca della Mummia (_Memorie Ist. Lomb._); Il vino
di Naxos in una iscrizione preromana dei Leponzi in Val d'Ossola
(_Atti R. Accad. Scienze, Torino_): I giudizi dello Stolz e del
Thurneysen.... e i nuovissimi fittili di Narce (_Riv. di Filologia e
d'Istruzione class._). — Inoltre nei volumi IV, V e VII degli _Studi
italiani di Filologia classica_ il Lattes pubblicò varî lavori critici
sugli otto fascicoli del nuovo _Corpus Inscriptionum Etruscarum_.
— 1896: Recensione dei primi quattro fascicoli come sopra (_Riv. di
Filologia e d'Istruz. class._); Le iscrizioni latine col matronimico
di provenienza etrusca (_Atti R. Accad., Napoli_); Ueber das
Alphabet und die Sprache der Inschriften von Novilara (_Hermes_, vol.
XXXI). — 1899: Di un'iscrizione etrusca trovata a Cartagine; di due
antichissime iscrizioni etrusche testè scoperte a Barbarano di Sutri;
La iscrizione anteromana di Poggio Sommavilla; Il numerale etrusco
θυ ecc.; Primi appunti sulla grande iscrizione etrusca trovata a S.
Maria di Capua (_Rendic. R. Ist. Lomb._). — Indagatore intelligente
ed esatto è uno scolaro del Lattes, ex-allievo della nostra Accademia
Scientifico-Letteraria, il dott. Bartolomeo Nogara, autore del
libro _Il nome personale nella Lombardia_, il quale da parecchi anni
inserisce nei nostri annuari dell'Accademia delle succinte _Relazioni_
intorno ai suoi viaggi epigrafici nei centri italiani rappresentati da
documenti epigrafici etruschi.
[51] Ved. MICALI, _Stor. dei pop. it._, tav. CVIII. — Credo piuttosto
che la prima origine di quest'uso sia provenuto dalla barbara
costumanza di appendere le teste dei generali nemici fatti prigionieri
ed uccisi, per spaventare il nemico stesso e in atto di tripudio per la
vittoria ottenuta.
[52] Ved. PLINIO, _Natur. histor._, XXXVI, 19.
[53] Ved. ERODOTO, _Stor. greca_, I, 93.
[54] Cfr. STÉPHANE GSELL, _Fouilles dans la nécropole de Vulci_.
Parigi, Thoia, 1891.
[55] Ved. PLINIO, _Natur. historia_, XXXV, 6; cfr. A. VANNUCCI, _Storia
dell'Italia antica_, vol. I, e la bibliografia relativa; cfr. L. A.
MILANI, _Il Museo topografico dell'Etruria_. Firenze, 1885.
[56] Sui _Nuraghi_ ved. E. PAIS, _La Sardegna prima del dominio romano_
in _Atti Accadem. dei Lincei_, VII, 1880-81, pag. 277. Cfr. REGAZZONI,
_Manuale di Paletnologia_, Milano, Hoepli, 1885, pag. 159-165. —
Ne parlano anche SFANO, _Paleoetnologia sarda_Alb. Lam, Cagliari,
1871; ALB. LAMARMORA, _Itineraire de l'Ile de Sardaigne_, tom. II;
GUIDO DALLA ROSA, _Abitazioni dell'epoca della pietra nell'Isola
Pantellaria_, Parma, 1871; BURTON, _Note sopra i Castellieri e rovine
preistoriche nella penisola istriana_, Capo d'Istria, 1877. Cfr. _Bull.
di Paletnol. ital._, IX (1883), pag. 74, 77, ove sono citati altri
lavori speciali sull'argomento.
[57] Ved. W. HELBIG, _Arte fenicia_ in _Ann. Ist. Corr. Arch._ 1876, p.
197.
[58] Ved. L. LANZI, _Saggio dello stile di scultori antichi_, p. 18.
[59] QUINTILIANUS, XII, 10; cfr. OVERBECK, _Die antiken Schriftquellen
zur Geschichte der bild. Künste bei den Griechen._ Lipsia, Engelmann,
1888, pag. 78-79.
[60] Cfr. vol. I, _Arte greca_, pag. 50, 51 della Iª edizione GENTILE,
tav. XXXIV.
[61] Cfr. vol. I, _Arte greca_ id., pag. 69, tav. XLVI.
[62] Cfr. vol. I, _Arte greca_ id., pag. 67, tav. XLI.
[63] Cfr. vol. I, _Arte greca_ id., pag. 210, 214, 219, tav.
CXXXVI-CXXXIX.
[64] Per le urne etrusche, ved. MICALI nelle tavole aggiuntive alla
_Storia dei popoli italici_, e nei _Monumenti inediti_: UHDEN negli
_Atti dell'Accademia di Berlino_, 1816, 1818, 1827-29; BRUNN _I rilievi
delle urne etrusche_, Roma, 1870.
[65] Ved. PROPERZIO, IV, 2, 61.
[66] Ved. DIONIS., I, 79.
[67] Ved. PLINIO, _Natur. histor._ XXXIV, 16; _Signa tuscanica per
terras dispersa, quae in Etruria factitata non est dubium_.
[68] Ved. ORAZIO, _Epistole_, II, 180.
[69] Ved. MICALI, _Storia dei popoli ital. antic._, tav. XXII-XXXVII; e
_Monum. inedit._, tav. XVII.
[70] Ved. _Bollettino Istit. Corr. Archeol._, 1837, pag. 7; _Annali_,
1837, pag. 26.
[71] Ved. MICALI, _Monum. inedit._, tav. XII.
[72] DIONISIO, I, 70. Cfr. HELBIG, _Führer_, traduzione francese di
Toutain (_Guide dans les musées d'archéologie classique de Rome_,
Lipsia, Baedeker, 1893, pag. 461, n. 618).
[73] Ved. ATENEO, _Deipnosofisti_, XV, 18.
[74] Ved. VIRGILIO, _Eneide_, I, 727; _..... dependent lychni
laquearibus aureis..... incensi....._
[75] Ved. disegni in MICALI, _Mon. ined._ IX e X e pag. 72; cenno della
scoperta in _Boll. C. A._, 1840, pag. 164, e studio di ABEKEN, negli
_Annali I. C. A._, 1842, pag. 53.
[76] CAVEDONI, _Annali Ist. Corr. Arch._, 1842, pag. 75.
[77] Per gli specchi etruschi ved. GERHARD, _Über die Metallspiegel der
Etrusker_ (_Abhandl. der koniglichen Akad. d. Wissensch. zu Berlin_,
1836, pag. 323), e la maggior opera dello stesso autore, _Etruskische
Spiegel_, 1840. Molti disegni e illustrazioni negli _Annali_ e nei
_Monumenti dell'Ist. d. C. A._
[78] _Boll. Ist. Corr. Arch._, 1880, pag. 213. Ved. per la cista
Ficoroni la nostra =tav. 34=.
[79] Ved. MICALI, _Mon. ined._, tav LIV.
[80] Ved. PLINIO, _N. H._, XXXV, 6. Egli dice che i dipinti di
Ardea, città per lo meno di occupazione etrusca, siano anteriori alla
fondazione di Roma.
[81] Ved. p. es., _Annali Ist. Corr. Arch._, 1873, pag. 239.
[82] Intorno alla storia della pittura etrusca ved. Helbig, _Ann. Ist.
Corr. Archeol._, 1863, pag. 336; BRUNN-HELBIG, ibid., 1866, 1870.
Intorno alla policromia ved. BRAUN, _Bollett. Ist. Corr. Archeol._,
1841, pag. 2; Martha, L'art étrusque già più volte citata.
[83] Ved. questo nostro _Manuale_ a pag. 78 e segg.
[84] Ved. MICALI, _Monum. ined._, tav. IV e V.
[85] Ved. p. es., _Monum. Istit. Corr. Archeol._ II, 8, 9, in cui sono
rappresentati due vasi, l'uno con Atteone sbranato dai cani, e con
Aiace che s'abbandona sulla spada; l'altro con Aiace che immola un
uomo ignudo, assistito da Charun, faccia mostruosa che si rivede sullo
stesso vaso con tre imagini femminili. Opera di pennello volgare e
non antico, ma prettamente etrusco. Cfr. pei vasi greci l'_Atl. d'arte
greca_, tav. CXXXVI e segg.
[86] Ved. _Annali Ist. Corr. Arch._, 1875, 98; cfr. _Bollettino_, 1874,
pag. 241. — Circa la composizione dei buccheri, ved. _Bollettino Ist.
Corr. Arch._, 1837, pag. 28; ibid., 1842, pag. 164, e recentemente
l'ill. prof. BARNABEI, che ritrattò la questione con nuovi esperimenti
e copia di prove critiche e bibliografiche in _Monum. Ant._ della _R.
Accad. dei Lincei_, IV, 1894.
Quanto ai disegni varî dei buccheri ved. MICALI, cit., _Monumenti
ined._, tavole XXVII-XXVIII, pag. 156; NÖEL DES VERGERS, _Atlante_ tav.
XVII e segg..
[87] Ved. A. FABBRONI, _Storia degli antichi vasi fittili aretini_.
1841.
[88] Ved. MICALI, _Mon. ined._, tav. IV, 2, pag. 40.
[89] Ved. KLÜGMANN, _Annali Ist. Corr. Arch._, 1871, pag. 1; _Mon._,
vol. VIII, tav. 26.
[90] Molti scritti pubblica l'avv. Giuseppe Fregni di Modena sulle
iscrizioni etrusche ed umbre, sulla Grotta di Corneto Tarquinia, sulla
Colonna di Foca (1897-1900), ma lascio agli specialisti in materia il
giudizio sul merito scientifico dei suoi lavori.
[91] Cfr. pag. 117-118.
Fin dal 1893 uno degli alunni del Lattes, il dott. Bartolomeo Nogara,
già citato, (cfr. pag. 118), raccolse calchi e disegni di iscrizioni
etrusche da lui fatti nel Museo di Perugia, (1º viaggio epigrafico
1893), e un primo manipolo di iscrizioni messapiche depositate con
quelle etrusche presso la R. Accademia Scientifico-Letteraria nel 1895
(2º viaggio epigrafico). Incoraggito dai premi Lattes, il dott. Nogara
continuò le sue ricerche e le sue collezioni di calchi e disegni per
gli anni successivi in altre città dell'Etruria fino all'anno scorso
(3º viaggio 1896; 4º, 1897; 5º, 1898; 6º-7º 1899); ved. _Relazioni_
nell'Annuario della R. Accademia Scientifico-Letteraria, dall'anno 1894
fino al 1900.
[92] L. A. MILANI, _Museo topografico dell'Etruria_. Firenze-Roma,
Bencini, 1898.
[93] Ved. GELLIO, _Nott. att._, XVII, 21.
[94] Ved. ORAZIO, _Epistol._ II. 1, 156-57. _Graecia capta ferum
victorem cepit et artes Intulit agresti Latio._
[95] Ved. VIRGILIO, _Aeneis_, VI, 843-853.
[96] Ved. LIVIO, _Stor. Rom._, l. XXXIX, c. 4 (orazione di Catone per
la legge Oppia).
[97] Su Damofilo e Gorgaso, che lavoravano al tempio di Cerere (493 a.
C.), ved. PLINIO, _N. H._, XXXV, 154: _Ante hanc aedem tuscanica omnia
in aedibus fuisse auctor est Varro_. Quindi i due artisti greci sono
per lo meno anteriori a Fidia e a Polignoto.
[98] Ved. LIVIO, I, 56: _Fabris undique ex Etruria accitis_.
[99] LIVIO, I, 55: _Arcem eam imperii caputque rerum fore_.
[100] Ved. intorno al tempio di Giove Capitolino la descrizione di
DIONIGI D'ALICARNASSO, IV, 61, 3, 4, e la ricostruzione in DURM,
_Baukunst der Etrusker und Römer_. Cfr. un suo disegno in un rilievo
di Aureliano (DURM, op. cit., pag. 45); B. V. KÖHNE, _Der Tempel des
kapitolin. Jupiter nach den Münzen_, Berlino, 1870.
[101] DONALDSON, _Architect. num._, pag. 6-11, tav. 3; COHEN, _Méd.
impér._ I^2, Vespas. n. 409; Domiz. n. 174 (?); cfr. _Ephem. epigr._
VIII 1892, tav. II, 5 (DRESSEL).
[102] Su TURANIUS ved. PLINIO, XXXV, 45.
[103] Sul _foedus latinum_ ved. DIONIS. IV, 26; cfr. S. RICCI,
_Epigrafia latina_, Milano, Hoepli, 1898, pag. 160-161.
[104] Ved. per la tomba di Porsenna, GUHL-KONER-GIUSSANI, op. cit. II,
pag. 116.
[105] Il trattato ci è conservato da Polibio nella sua storia romana,
III, 22.
[106] Cfr. pag. 196; ved. PLIN., _N. H._, XXXV, 154.
[107] Ved. LIVIO, _Stor. rom._, XLII, 3, _Populum romanum ruinis
templorum templa aedificantem_.
[108] Ved. S. RICCI, _Epigrafia latina_, Milano, Hoepli, 1898, pag. 144
e segg., tav. XXVI.
[109] Ved. LIVIO, _Stor. rom._, XXVI, 27.
[110] F. v. QUAST, _Die Basilika der Alten_, Berlino, 1845; O. MOTHES.
_Die Basilikenform bei den Christen der ersten Jahrhunderte._ Lipsia,
1865: HOLTZINGER, _Die römische Privatbasilika (in Repertorium für
Kunstwerke)_: K. LANGE, _Excursus_, II; _Basilica Ulpia_. — LESUEUR,
_La basilique Ulpienne_ (Roma), Parigi, 1877; cfr. DONALDSON,
_Architectura numismatica_, 1859; utilissimo per lo studio delle monete
rappresentanti basiliche romane.
[111] Ved. TACITO, _Annali_, XIV, 21.
[112] Ved. S. RICCI, _Epigrafia latina_, cit., p. 141 e segg. e tav.
XXIII-XXV. A tav. XXV e pag. 143 si corregga “_quonoro_ per _quorum_„
sfuggiti per errore, in “_duonoro_ per _bonorum_„.
[113] Cfr. Sui sarcofagi romani in confronto coi greci e coi cristiani,
ved. GUHL-ENGELMANN, MATZ, _Über den Unterschied der griech und
römischen Sarkophage_, dall'_Archäol. Zeitung_, XXV, pag. 16 e segg.;
RENÉ GROUSSET, _Étude sur l'histoire des sarcophages chrêtiens_.
[114] Ved. GENTILE, _Storia dell'arte greca_ cit., pag. 43.
[115] Cfr. S. RICCI, _Epigrafia latina_ cit., tav. LII. È ora nel Museo
Kircheriano al Collegio romano in Roma. L'iscrizione in carattere del
VI sec. di R. dice: _Dindia Macolnia filea[i] dedit | Novios Plautios
med Romai fecid_. La dama prenestina Dindia Macolnia passò in regalo
la cista alla figlia. Si corregga quindi al luogo cit. dell'_Epigrafia
latina_ la voce _filea_ in _filea[i]_, come richiede il senso. Ved. per
la Cista Ficoroni inoltre: E. BRAUN, _Die Ficoronische Cista_, Lipsia,
1830; O. JAHN, _Die Ficoronische Cista_, 1852; cfr. SCHôNE, in _Ann.
Istit. Corr. Arch._, 1868, pag. 150; e inoltre _Annali_, 1864, pag.
356; 1866, pag. 357; 1876, pag 105.
[116] Le tombe prenestine sono abbondanti di ciste e d'oggetti
d'ornamento muliebre. Fra le varie ciste una per la rappresentazione
sua singolarmente importante è quella in cui pare raffigurata l'unione
di Enea con Lavinia, onde sarebbe indicata la piena e diffusa esistenza
della leggenda già nel VI secolo di Roma. Degli oggetti di toletta
muliebre contenuti nelle ciste molti sono orientali, cioè vasetti
d'alabastro, smalti, oreficerie, e provano le relazioni commerciali che
fra il Lazio e i paesi transmarini erano mantenute da mercanti fenicî.
[117] Ved. LIVIO, _Storia rom._, VI, 29.
[118] Ved. PLINIO, _H. N._ XXXV, 22 e segg.
[119] Ved. LIVIO, _Stor. rom._ XXXVI, 52.
[120] Ved. LIVIO, itid. XXXIX, 5.
[121] Ved. PLINIO, _N. H._, XXXVI, 2; cfr. GUHL-KONER e GIUSSANI,
_La vita dei Romani_, Torino, Loescher, 1891; BORSARI, _Topografia
di Roma_, Milano, Hoepli, 1897, pag. 165, 271 e segg.; FRIEDLÄNDER,
_Sittengeschichte Roms_, II, pag. 322 e segg. della 5ª ediz. (1881).
[122] Ved. PLINIO, _N. H._, XXXVI, 24.
[123] Ved. sui teatri in generale: FR. WIESELER, _Theatergebäude und
Denkmäler des Bühnenwesens bei den Griechen und Römern_, Göttingen,
1851; SCIP. MAFFEI, _Dei teatri antichi e moderni_, Verona, 1753;
ÖHMICHEN, _Bühnenwesen_ nell'_Handbuch di_ IWAN MÜLLER; W. DÖRPFELD-E.
REISCH, _Das griechische Theater_, Roma, Loescher, 1895. Una
bibliografia molto copiosa sui varî teatri ho cercato di riunire nel
lavoro: S. RICCI, _Il teatro romano di Verona_, Venezia, 1895, Memorie
dell'Istituto di Scienze, Lettere ed Arti.
[124] Sugli anfiteatri leggasi, dopo i lavori di GIUSTO LIPSIO,
Antwerpen, 1528 e di POLENI e MONTENARI, Vicenza, 1735, le osservazioni
del NISSEN, _Pompejanische Studien_, e del FRIEDLÄNDER, in MARQUARDT,
_Staatsverwaltung_, III^2, 2, 556 e segg. — Sui circhi ved. G. L.
BIANCONI, _Descrizione dei circhi, particolarmente di quello di
Caracalla_, Roma, 1789; cfr. BURGESS, _Descrizione del circo sulla
Via Appia presso Roma_, Roma, 1829; FRIEDLÄNDER, in MARQUARDT'S,
_Staatsverwaltung_, III^2, 504 e segg.
[125] Il testamento di Augusto essendo infisso su lastre di marmo
del tempio d'Augusto e di Roma in Ancira, è detto il _Monumentum
Ancyranum_: vedasi S. RICCI, _Epigrafia latina_, Milano, Hoepli, 1898,
pag. 187, not. 1 e pagg. 195-203. L'opera capitale intorno a questo
è del MOMMSEN, _Res gestae divi Augusti ex monumentis Ancyrano et
Apolloniensi_, Berlino, Weidmann, 1883; alle pagg. 197-198 del mio
Manuale precitato vi è unita tutta la bibliografia relativa.
[126] Ved. SVETONIO, _Vit. Aug._, 29: _Marmoream se relinquere quam
latericiam accepisset_.
[127] BORSARI, _Topografia di Roma antica_, Milano, Hoepli, 1897, pag.
261-265.
[128] Oltre il nostro _Atlante_, sulle tavole qui sotto citate hanno
illustrazioni del Pantheon, come anche dei principali monumenti di Roma
imperiale, che saranno in sèguito descritti: H. STRACK, _Baudenkmäler
des Alten Rom_, Berlino, Wachsmuth, 1890; A. SCHNEIDER, _Das alte Rom.
Entwickelung seiner Grundrisse und Geschichte seiner Bauten auf 12
Karten und 14 Tafeln dargestellt_. Per uso didattico sono abbastanza
utili, i _Kunsthistorische Bilderbogen, zusammengestellt_ del Dottor
MENGE. Il nostro MELANI ha pure illustrazioni della parte romana nei
suoi _Manuali_, con speciale trattazione delle piante e degli stili
degli edifizî nel volume dell'_Architettura_; delle riproduzioni
romane di capilavori greci in quello della _Scultura_; degli affreschi
soprattutto pompeiani in quello della _Pittura_ (Milano, Hoepli, 1900).
Il prof. Archinti di Milano ha pure edito un volume sulla storia
dell'Architettura e degli stili con molte e belle tavole (Milano,
Vallardi, 1889), e il Melani un altro sull'ornamento artistico. Cfr.
per altre opere il mio indice bibliografico generale e speciale.
[129] VIRGILIO, _Eneide_, I, v. 448-449.
[130] Ved. DIONE, l. III. 27.
[131] Ved. PLINIO, _N. H._, XXXVI, 24.
[132] Ved. GENTILE, _Storia dell'arte greca_, Milano. Hoepli, 1892,
vol. I, pag. 83, 115. Cfr. _Atlante_, tav. LVII, LIX, LXXXIII.
[133] Da questo fatto della fusione del bronzo per i pezzi
d'artiglieria sorse il proverbio: _Quod non fecerunt barbari fecerunt
Barberini_. I due piccoli campanili laterali che stettero un pezzo alla
disapprovazione di tutti erano stati posti dal Bernini per ordine dello
stesso papa Urbano VIII, ed erano detti _gli orecchioni del Bernini_.
[134] Ved. LANCIANI, _Notizie degli Scavi_, 1881, anche per la
bibliografia.
[135] GENTILE, _Storia dell'arte greca_, Milano, Hoepli, 1883, pag. 87,
135-138, cfr. _Atlante_ (parte greca) tav. LXIV-LXV; CV-CVIII.
[136] Cfr. F. CERASOLI, _Documenti inediti medievali circa le terme di
Diocleziano_ in _Bull. Comm., archeol. comunale_. Roma, 1895, pag. 301
e seg.
[137] Ved. BORSARI, op. cit. pag. 87, 311-313; Cfr. MIDDLETON, _Ancient
Rom_ II, 282, 288-292; LANCIANI, _Forma Urbis_, t. 8.
[138] Ved. O. MARUCCHI, _Gli Obelischi egiziani in Roma_, in _Bull.
Comm. Arch. com._ Roma, 1896.
[139] Ved. GUHL-KONER-GIUSSANI, _La vita dei Greci e dei Romani_. Parte
II, _i Romani_, pag. 120 e segg., fig. 101: _Piramide di Cestio_.
[140] COHEN, _Médailles imperiales_, I^2, pag. 252, 254, n. 25-29; 48.
[141] Ved. intorno agli archi BELLORIUS e DE RUBEIS, _Veteres arcus
Augustorum, triumphis insignes_, Roma, 1690, 1824; L. ROSSINI,
_Gli archi di trionfo degli antichi Romani_, Roma, 1836. — GRÄF,
_Triumphbogen_, inserito nel dizionario di archeologia e di antichità
del BAUMEISTER, _Denkmaeler_, III, pag. 1865 e segg.
[142] Ved. _Bucoliche, Ecloga IV,_ 5.
[143] Ved. GENTILE, _Atl._ cit. (Parte romana), tav. XXXVIII; _Porta
Maggiore in Roma_ (acquedotto di Claudio imperatore).
[144] R. LANCIANI, _Commentarii di Frontino intorno le acque
ed acquedotti di Roma_, Roma, 1880. In quest'opera è citata la
bibliografia precedente, specialmente RAFFAELE FABRETTI, _De aquis et
aquaeductibus veteris Romae_, Roma, 1680; 2ª edizione, 1738; CASTRO,
_Corso delle acque antiche_, Roma, 1757, 2 voll.; DE PRONY, _Réchérches
sur le systeme hydraulique de l'Italie_; A. SECCHI, _Avanzi di opere
idrauliche antiche nell'Alatri_, Roma, 1865.
[145] Intorno all'opinione che l'incendio debba veramente attribuirsi
ai Cristiani ved. G. NEGRI, _Nerone e il Cristianesimo_ (_Rivista
d'Italia_, 1899, fasc. 8, 9); C. PASCAL, _L'incendio di Roma e i primi
cristiani_, Milano, 1900; A. COEN, _La persecuzione neroniana dei
cristiani_ (_Atene e Roma_, 1900, n. 21-23).
[146] Ved. TACITO, _Annali_, XV, 425; SVETONIO, _Nerone_, 31; cfr. per
maggiori particolari GUHL e KONER cit. II, pag. 104 e segg.; BORSARI,
_Topografia di Roma antica_, Milano, Hoepli, 1897, pag. 130, 132,
143-145, 349.
[147] Ved. le monete con l'Anfiteatro Flavio in COHEN, _Médailles
impériales_, vol. I^2, n. 399. È riprodotto anche su un conio del
Padovanino; Cfr. C. FONTANA, _L'Anfiteatro Flavio, 1725_; Haag, 1776;
C. WAGNER, _De Flavii Anphithéatro_, Marburg, 1829-31; cfr. anche A.
POMPEI, _Studî intorno all'anfiteatro di Verona_, Verona, 1877, che
contiene ottime osservazioni per lo studio generale degli anfiteatri.
Altri particolari sul Colosseo aggiunge il BORSARI, op. cit., pag. 132,
134.
[148] Intorno alle terme romane in generale ved., oltre il lavoro
di BACCIO sulle terme libr. VII, Venezia, 1588: ANDREA PALLADIO,
_Les thermes des Romains_, ediz. di Londra 1732, Vicenza, 1785: CH.
CAMERON, _The baths of the Romains_, Londra, 1772; MIRRI, _Le antiche
camere delle terme di Tito_, Roma, 1776; id. _Descriptions des bains
de Titus_, Paris, 1786; ANT. DE ROMANIS, _Le antiche camere Esquiline
dette Terme di Tito_, Roma, 1822. Delle Terme di Tito e adiacenze si
tratta anche in S. RICCI, _La_ Ξυστικὴ Σύνοσος e la _“Curia athletarum„
presso S. Pietro in Vincoli_, Roma, 1891, (_Bullettino della
Commissione Comunale di Roma_: LANCIANI, ibidem, 1891-1892).
[149] P. es., il celebre gruppo del Laocoonte, ora nel Vaticano, fu
rinvenuto nell'anno 1566 in una nicchia di queste stesse terme di
Tito; il così detto _Toro Farnese_, cioè il celebre gruppo di Zetos
ed Anfione, Dirce ed Antiope, che ora si ammira nel Museo nazionale
di Napoli, fu rinvenuto nell'anno 1546 nelle terme di Caracalla: ved.
GENTILE, _Storia dell'arte greca_; op. cit., pag. 171, 176; cfr.
A. HÄCKERMANN, _Die Laocoonsgruppe_, Greifswald, 1856; COLLIGNON,
_Histoire de la sculpture grecque_, Parigi, Didot, II, 533.
[150] Si osservi qui per incidenza quanti utili cimelî per la
conoscenza dell'arte e della vita si traggano dai monumenti dissepolti.
Intorno alla vita dei Romani, specialmente privata, per es., basti
rammentare quanti documenti autentici siansi tratti appunto dalle
rovine di Ercolano e di Pompei, e quanto ancora si tragga intorno alla
condizione della ricca civiltà romana del I secolo dell'Impero. Ved.
per queste città e per gli scavi relativi: OVERBECK-MAU, _Pompei_,
citato nell'_Indice bibliogr._
Di somma importanza per la storia della decorazione pittorica
sono i ritrovamenti della _Domus Vettiorum_ a Pompei, dei quali si
occuparono, si può dire, tutte le Riviste d'archeologia e d'arte
italiane e straniere. Cfr. A. SOGLIANO, _La casa dei Vettii_ nei
_Monumenti antichi_ per cura della R. Accademia dei Lincei, VIII, 1898;
PASQUALE D'AMELIO, _Nuovi scavi di Pompei — Casa dei Vettii_. Non meno
importanti per gli affreschi e per l'uso di case alte più piani sono
i ritrovamenti recentissimi di Boscoreale e di Ercolano (ved. =tav.
57-61=). Cfr. _Mittheil. d. k. d. arch. Inst. Röm. Abth._, 1894, p.
349 e segg.; 1896, pag 131-140, tav. III; A. MAU, _Pompei in Leben u.
Kunst_, Lipsia, 1900.
[151] Intorno all'Arco di Tito ved. S. REINACH, _L'arc de Titus et
les dépouilles du temple de Jerusalem_, Parigi, 1890. Sugli archi
trionfali, oltre le opere capitali del BELLORIUS e del DE RUBEIS, si
studî quella già citata di L. ROSSINI, _Gli archi di trionfo degli
antichi Romani_, Roma, 1836, e in particolare il lavoro del MANCINI
sull'arco d'Augusto a Fano, Pesaro, 1826; del PETERSEN sull'arco
di Trajano a Benevento, _Röm. Mittheil_, VII, pag. 239 e segg.; del
MASSAZZA e del PONSERA sull'arco antico di Susa, Torino, 1750, 1841.
[152] Ved. COHEN, _Médailles impériales_, II^2, n. 545 fol., Circo; n.
542-544 pel ponte sul Danubio.
[153] H. THÉDENAT, _Le Forum romain et les forums impériaux_, Parigi,
1898. Cfr. MELANI, _Archit._, 3.ª ediz., tav. X (_Ricostruzione_).
[154] Ved. ALBERTOLLI, _Fregi trovati negli scavi del Foro Trajano con
altri esistenti in Roma e in diverse altre città_. Milano, 1838. Per
la bibliografia intorno alla Colonna Trajana vedasi più innanzi; cfr.
F. CERASOLI, _I restauri alle colonne Antonina e Trajana ed ai cavalli
marmorei del Quirinale al tempo di Sisto V_, in _Bull. comm. archéol.
com._ 1896, pag. 179 e segg.
[155] Ved. AMMIANO MARCELLINO, _Rerum gestarum_ XVI, 10.
[156] Ved. COHEN, _Méd. impér._, II^2, n. 167-170.
[157] Ved. A. V. DOMASZEWSKI, _Die politische Bedeutung des
Trajansbogen in Benevent_ in _Jahresheft des österreisch. archäol.
Instituts_ II, 2, pag. 173 e seg.; FROTHINGHAM, _Der Trajansbogen in
Benevent_ in _Academie des inscriptions et belles lettres_ VII, 30.
[158] Si riferisce che Costantino anzi, ridendo, forse con mal simulata
invidia, dicesse il nome di Trajano esser così benemerito e noto e
ricordato dapertutto da parere l'erba parietaria che alligna sopra ogni
parete.
[159] Ved. DIONE CASSIO, LXV, 4.
[160] Intorno alle ville romane ved. all'Indice nostro bibliografico
speciale “Architettura„, i nomi CASTELL, MARQUEZ, MOULE, MAZOIS.
[161] Ved. CH. LUCAS, _L'empéreur-architecte Adrien_, Parigi, 1869.
[162] Ved. BORSARI, _Topografia di Roma antica_, cit., pag. 241. Una
delle opere più importanti nei lavori d'escavo del Foro Romano fu
l'isolamento del tempio, dietro alla cui area si può ora liberamente
passare fra il _templum Sacrae Urbis_ e la _Basilica di Costantino_
(Ved. l'Appendice sugli scavi del Foro romano).
[163] Intorno alla colonna di Marco Aurelio è uscito un lavoro
esauriente per cura del Petersen e del Domazewski con le contribuzioni
del Mommsen e del Calderini: _Die Marcussäule auf Piazza Colonna
in Rom_, herausgegeben von E. PETERSEN und von DOMASZEWSKI, mit
Beiträgen von MOMMSEN und G. CALDERINI, Monaco, Bruckmann, 1896. Cfr.
R. SCHRÖDER, _Germanische Rechtssymbolik auf der Marcussäule_ (_Neue
Heidelberger Jahrbücher_, VIII, 2 pag. 248 e segg.).
[164] Ved. C. REICHEL, _De Isidis apud Romanos cultu_. Berlino, Schade,
1849; L. PRELLER, _Les dieux de l'ancienne Rome_, trad. DIETZ, II
partie: _Cultes égyptiens: Isis et Sérapis_; G. LAFAYE, _Histoire
du culte des divinités d'Alexandrie_ (Sérapis, Isis, Harpocrate et
Anubis), Parigi, Thorin, 1884; A. VEYRIES, _Les figures criophores
dans l'art grec, l'art gréco-romain et l'art chrétien_. Parigi, Thorin,
1884.
[165] Sulla Scuola di Pergamo ved. GENTILE, _Storia dell'arte greca_,
Milano, Hoepli, 1883, pag. 164 e seg.; cfr. _Atlante_, id., tav., e
COLLIGNON, _Histoire de la sculpture grecque_, II, pag. 500.
[166] In questo volume non si tien conto che delle statue e delle opere
d'arte più specialmente romane, riservando lo studio degli originali
e delle copie dei capilavori greci al volume della _Storia dell'arte
greca_, che si sta preparando interamente rifatto sull'edizione del
prof. Gentile, (Milano, Hoepli, 1883), e che ha già a sua illustrazione
un _Atlante_ di 149 tav. (Milano, Hoepli, 1892).
[167] CICERONE in _Verr._, IV, 2.
[168] Ved. ORAZIO, _Satire_, 3, 64: _Insanit veteres statuas Damasippus
emendo_.
[169] Occorre il detto di Trimalcione: _Meum intendere nulla pecunia
vendo_, e l'osservazione di Stazio circa la bravura del riconoscere
l'autore d'un'opera anche senza essere segnato: _Silvae_, IV, 6:
_Artificium veteres cognoscere ductus — et non inscriptis auctorem
reddere signis_.
[170] Ved. GENTILE, _Storia dell'arte greca_ cit., pag. 145. Cfr.
_Atlante_ id., tav. CXV.
[171] Ved. PLINIO, _N. H._, XXXVI, 155.
[172] Ved. PLINIO, _N. H._, XXXVI, 41.
[173] Ved. BERNOUILLI, _Römische Ikonographie_, nell'_Indice bibl._ e
in altri autori, p. es. in CAMILLO SERAFINI, _L'arte nei ritratti della
moneta romana repubblicana_ in _Bull. Comm. arch. com._ di Roma 1897,
pag. 3 e segg., tav. I. Pei confronti con lo stile dei ritratti greci,
cfr. R. FOERSTER, _Das Porträt in der griech. Plastik_. Kiel 1882.
[174] Ved. _Boll. dell'Ist. di Corr. Arch. di Roma_, 1863.
[175] Ved. GENTILE, _Storia dell'arte greca_, Milano, Hoepli,
1883, pag. 136 e segg., con la bibliografia a pag. 137-138. Cfr. M.
COLLIGNON, _Histoire de la sculpture grecque_. Parigi, Didot, 1897, II
vol. pag. 215 e segg.
[176] Intorno alla Colonna Trajana. Ved. ALPH. CIACCONI, _columnae
trajanae orthographia_, Roma, 1773; FROEHNER, _La colonne trajane_.
Parigi, 1872-74; F. BOUCHER, _Die Charakterköpfe der Trajanssäule_,
1893; C. CICHORIUS, _Die Reliefs der Traianssäule, herausgegeben und
historisch erklärt_. Berlino, Reimer, 1896. I _Tafelband: Die Reliefs
des ersten dakischen Krieges_ (gran folio 57 tavole in eliotipia) — II
_Text-band: Commentär dazu_ (8 gr).
[177] Intorno ai sepolcri, ai sarcofaghi, ai monumenti sepolcrali in
genere ved. all'Indice generale, BIANCHINI, BARTOLI e BELLONI, inoltre
G. P. CAMPANA, _Illustrazioni di due sepolcri del secolo di Augusto
scoperti tra la via Latina e l'Appia presso la tomba degli Scipioni_,
Roma, 1852, 2ª ediz. Per i monumenti sepolcrali etruschi ved.
nell'_Indice generale_ BINDSEIL e ORIOLI.
[178] Per errore è stato considerato dal Gentile (tav. LXX cit., n. 2)
quale imperatore in piedi uno schiavo giudeo con le mani legate, e fu
per svista ripetuto l'errore nella mia _Epigrafia latina_. (Tav. LX, n.
2).
[179] Intorno ai camei e alle gemme, ved. KING, _Antique Gems, their
origin, uses_, Londra, 1872; CHABOUILLET, _Catalogue général des camées
et pierres gravées de la Bibliothèque impériale_. Quanto all'arte della
vetreria, non si può tenerne special conto se non nell'archeologia
propriamente detta: cfr. pertanto DEVILLE, _Histoire de l'art de la
verrerie dans l'antiquité_, Parigi 1873.
[180] Ved. sui bronzi GUILLAUME, _La sculpture en bronze_, 1868;
FRIEDERICHS, _Kleiner kunst und Industrie in Alterthum_, Berlino,
1871; LONGPÉRIER, _Notices des bronzes antiques du Louvre_, 1879.
Vedi per l'argenteria e la gioielleria, QUARANTA, _Di quattordici vasi
d'argento dissotterrati in Pompei_, Napoli, 1835; ARNETH, _Die antiken
Gold und Silbermonumente der k. k. Münz- und Antiken Cabinettes in
Wien_, 1850; MICHAELIS, _Das Corsinische Silbergefäss_, 1859; WIESELER,
_Hildesheimer Silberfund_, Gottinga, 1869. Intorno ai tesori di
Boscoreale presso Pompei, ved. _Notizie degli scavi_, 1894, pag. 385;
1895, pag. 109, 207, 235; 1896, pag. 204, 230; 1899, pagina 14. Uno
studio a parte meriterebbe la ceramica, ma a chi non vuol dar polvere
negli occhi occorre uscire dal tema per trattarne degnamente. Si
confronti la letteratura nella parte greca e si aggiunga: VON ROHDEN,
_Die Terracotten von Pompei_, Stuttgart, 1880.
[181] Lavori d'indole generale sulle monete, i quali però possono
dare un concetto esatto delle varie classi di monete antiche, sono:
MOMMSEN, _Histoire de la monnaie romaine_, Parigi, 1865-1875, 4 volumi;
LENORMANT, _La Monnaie dans l'antiquité_, 3 vol., 1879; IMHOOF-BLUMER,
_Portraitköpfe auf römischen Münzen der Republik und der Kaiserzeit_,
Lipsia, 1879; FROEHNER, _Les medaillons de l'empire romain_, Parigi,
1878; CH. ROBERT, _Études sur les medaillons contorniates_; S.
AMBROSOLI, _Manuale di numismatica_, Milano, Hoepli, 1895, 2ª ediz.,
pag. 79-145; FR. GNECCHI, _Monete romane_, Milano, Hoepli, 1896.
Di quest'opera _è stampata_ ora la 2ª ediz. di molto accresciuta,
anzi interamente rifatta dall'autore. Importantissimi articoli sulla
numismatica romana sono anche inseriti nella _Rivista italiana di
Numismatica_, diretta dai cavv. E. e FR. GNECCHI. — Sulle relazioni che
la storia dell'arte e l'architettura hanno con la numismatica, ved.
DONALDSON, _Architectura numismatica_, Londra, 1859, ove sono citati
gli autori precedenti. Cfr. per le considerazioni d'indole artistica
S. RICCI, _Intorno all'influenza dei tipi monetari greci su quelli
della repubblica romana_. Introduzione al lavoro: _L'arte greca nella
numismatica romana della Repubblica e dell'Impero_. Estratto dalle
_Mémoires du Congrès international de Numismatique_ del 1900, pp.
170-204.
[182] Di Timomaco scrisse F. BRANDSTÄTTER, _Timomachos' Werke und
Zeitalter_, Lipsia, 1889.
[183] PLINIO, _H. N._, XXXV, 20.
[184] LÉON RENIER-PERROT, _Les peintures du Palatin_, in _Rev.
Archéol._, serie XXI e XXII; F. SCHWECHTEN, _Wanddekoration aus den
Kaiserpalästen auf dem Palatin in Rom_, Berlino, 1878.
[185] Ved. _Alte Denkmäler_, Vol. I, 11; cfr. SITTL, _Archeöl. d.
Kunst_, pag. 739, nota 10. Cfr. per gli affreschi nella villa “La
Farnesina„ i _Monumenti_ cit., vol. XI. tav. 44-48. XII, tav. 5-8;
17-34; cfr. _Wand- und Deckenschmuch eines röm. Hauses aus der Zeit des
Augustus_. Berlino, 1891.
[186] Degne di nota sono le opere del Mau intorno ai dipinti e
agli scavi in genere di Pompei, le quali sono nella maggior parte
inserite nella _Römische Abtheilung delle Mittheilungen des deutschen.
Archäolog. Instituts_. Vi è anche una guida archeologica di Pompei
curata recentemente dal Mau. Cfr. PRESUHN, _Die pompejanischen
Wanddekorationen_. Lipsia, 1882.
[187] Ved. per Pompei: W. HELBIG, _Wandgemälde der von Vesuv
verschutteten Städte Campaniens_, Lipsia, 1868; O. DONNER, _Abhanlung
über die antiken Wandmalereie in technischer Beziehung_; ibidem,
Appendice al libro precedente. Cfr. G. BOISSIER, _Revue des deux
mondes_, ottobre, 1879; FIORELLI, _Relazioni sugli scavi_, dall'anno
1861 all'anno 1872; _Pompei e la regione sotterrata dal Vesuvio_.
(Ved. _Annali Ist. Corr. Arch._). A. MAU, _Pompeji in Leben und
Kunst_, Lipsia, Engelmann, 1900. Per le varie piante e sezioni di case
pompeiane, ved. =tav. 314, 315, 316= (=tav. 79-81=).
[188] Ved. E. PETERSEN, _I rilievi tondi dell'arco di Costantino.
Mittheil. d. k. d. arch. Instit.: Röm. Abtheil._ vol. IV (1889), pag.
314-339, tav. XII. Cfr. A. MONACI, _Le sculture aureliane sull'arco di
Costantino_ in _Bull. Com. arch._ di Roma, 1900, pag. 75 e segg.
[189] Ved. GENTILE, _Storia dell'arte greca_, op. cit., pag 171, 189,
190-91.
[190] Sulle terme di Caracalla ved. BLOUET, _Restauration des thermes
d'Antonin Caracalla_. Parigi, 1828. Su quelle di Diocleziano ved. E.
PAULIN, _Les thermes de Diocletien (Restauration des mon. ant.)_. Cfr.
gli studi su altre terme, come p. es., su quelle di Civitavecchia:
G. TORRACA, _Delle antiche terme taurine esistenti nel territorio di
Civitavecchia_. Roma. 1761; su quelle di Pisa: C. LUPI, _Nuovi studi
sulle antiche terme pisane_. Pisa, 1885; per Pompei: _Terme stabiane_,
in NISSEN, _Pompejanische studien_. pag. 140 e segg. Ved. S. A.
IWANOFF, _Aus den Thermen des Caracalla. Mit Erlaüterungen von_ CHR.
HÜLSEN. Berlino, 1891.
[191] Cfr. FR. CERASOLI, _Documenti inediti medievali circa le terme di
Diocleziano e il Mausoleo di Augusto, in Bull. Comm. arch. comun._ di
Roma 1895, pag. 301 e segg.
[192] Cfr. C. F. MAZZANTI, _La scultura ornamentale romana nei bassi
tempi_, in _Archivio Storico dell'arte_, s. II, anno II, fasc. 1 e 2 p.
33 e segg.; fasc. 3, p. 161-185.
[193] Tutto questo periodo dell'arte in Italia, che dalla decadenza
dell'arte perfetta in Roma si estende fino al Rinascimento, è ora
trattato egregiamente dall'illustre prof. Venturi nel suo recentissimo
libro _La Storia dell'arte in Italia_ (Milano, Hoepli, 1901), di cui
è uscito il primo volume, che giunge fino a Giustiniano, opera ricca
di tavole e di illustrazioni. Sono già in corso di stampa il secondo
volume, che tratterà del periodo _Dal tempo dei Longobardi all'inizio
dello stile nazionale_, e il terzo: _Dal secolo XIII alla fine del
Trecento._
[194] Ved. _Notizie degli Scavi di antichità comunicate alla R.
Accademia dei Lincei._ Roma, giugno 1900, pag. 220 e segg.
[195] Ved. tavola allegata alle _Notizie degli Scavi_ citate, a pag.
220-221: _Sacra Via et continentia aedificia_; cfr. _Atti dei Lincei,
Memorie della classe di Scienze mor._, Serie 5ª, vol. VIII.
[196] Ved. REINA, _Triangolazione della città di Roma in Rivista di
topografia e catasto. 1896_.
[197] Ved. l'arch. BONI, in _Notizie degli Scavi_, cit., pag. 229.
[198] G. TROPEA, _La stele arcaica del Foro Romano, cronaca della
discussione_. III. Messina, tip. della _Rivista di storia antica e
scienze affini_. 1900. Cfr. Parte Iª e IIª nella _Rivista_ medesima,
1892.
[199] Ved. _Notizie degli Scavi di Antichità comunicate alla Regia
Accademia dei Lincei_, maggio 1889, pag. 151 e segg.
[200] Ved. _Nuova Antologia._ 1 genn. 1900; cfr. 16 nov. 1900.
[201] Ved. _Notizie degli scavi_, aprile 1900, pag. 143 e segg.
[202] Il Pais ne discusse in varie riprese e recentemente
nell'articolo: _Le scoperte archeologiche e la buona fede scientifica_
inserito nella _Rivista di storia antica e scienze affini_ di Messina;
il Comparetti invece pubblica un lavoro a sè, intitolato: _Iscrizione
arcaica del Foro Romano_. Firenze-Roma, Bencini. 1900.
[203] A scanso di dimenticanze, ved. la cronaca citata dal prof. Tropea
in op. e luogo citati.
[204] Queste opinioni espressi già a suo tempo, nell'articolo di
divulgazione dell'_Almanacco italiano_ pel 1901, trattando delle
_Recenti scoperte archeologiche di Roma negli scavi del Foro Romano_
(ved. pag. 372 e segg.).
[205] Da un articolo sul _Popolo Romano_ del 23 maggio scorso il prof.
Tropea trae un riassunto dei capisaldi dell'opinione del Milani, mentre
si attende la sua pubblicazione nei _Rendiconti_ della R. Accademia
dei Lincei e nella seconda puntata dei suoi _Studî e materiali di
Archeologia e Numismatica_.
[206] _Notizie degli Scavi d'antichità comunicate alla R. Accademia dei
Lincei._ Roma, maggio 1900, pag. 159 e segg.
[207] Ved. in _Bollettino della Commiss. archeologica comun. di Roma
del 1900_. Cfr. anche il GATTESCHI nell'Indice bibliografico delle
opere speciali.