2. _Transpadano orientale, o veneto_ (situle atestine).

3. _Transpadano occidentale, o ligure-celtico_ (situle di Golasecca e

di Trezzo).

4. _Alpino, o reto-illirico_ (situle del Trentino e del Tirolo, del

Bellunese e del Cadore, di Gorizia e dell'Istria).

Studiate le situle più note dei varî gruppi, l'A. ricerca l'origine del

nome, del tipo, dell'uso della situla. La situla è una vera secchia, a

forma di tronco di cono capovolto; la sua tecnica è quella comune dei

vasi di bronzo della prima età del ferro a lamine tirate col martello e

riunite con chiodi. Sulle stesse situle si vedono altre situle tenute

da persone ivi rappresentate, il che mostra che le rappresentazioni

sono prese dalla vita del tempo in cui erano fabbricate (ved. vol.

II dei _Monumenti_ cit., col. 195-200, figg. 1, 2, 3, 4). Secondo il

Ghirardini, l'invenzione di questo tipo di vasi è dovuta all'Oriente;

ai Fenici si deve l'introduzione di esso in Italia. Se ne son trovati

di simili fra quella serie di vasi che sono rappresentati nelle pitture

murali della celebre tomba di Rekhmara, intendente di Thoutmes III

(1591-1565 av. C.), e che rappresentano il tributo dei Kefa, cioè dei

Fenici, ai Faraoni, specialmente in opere metalliche.

Studiata poi la situla particolarmente nei singoli centri

sopraccennati, e diffusosi specialmente a parlare della situla in Este

e della sua decorazione geometrica, il Ghirardini conclude che “nella

Lombardia e nelle Alpi la situla è pervenuta, non v'ha dubbio, per un

influsso esercitato dalla civiltà del tipo di Villanova e di Este, ma

in ambedue le contrade si localizzò, e nella seconda massimamente trovò

importantissime sedi di fabbricazione, siccome dimostra il grandissimo

numero degli esemplari alpini registrati nella statistica„.

Fra i sepolcreti del gruppo alpino primeggia per lo straordinario

numero delle tombe quello di S. Lucia, la cui esplorazione si deve al

dott. Marchesetti: a S. Lucia si ebbe il maggior centro di produzione

di questo genere di vasi dopo Bologna ed Este. Tanto nella Lombardia,

quanto nelle Alpi le situle fungevano di consueto da vasi cinerarî; e

in ambedue le regioni se ne fecero molte riproduzioni in terracotta,

nello stesso modo che si fecero a Bologna e ad Este.

=APPENDICE V.=

=Elenco delle ciste a cordoni e delle situle istoriate e loro

distribuzione geografica.=

Trattato generale di Archeologia e Storia dell'Arte: Italica, Etrusca e Romana · 第 45 / 148 题