PREFAZIONE

Questo volume, secondo i criterî dell'illustre e compianto prof.

Gentile, non dovrebbe avere introduzione, perchè questa sta dinanzi

al II volume per l'archeologia e per l'arte greca. Ma ragioni di

opportunità indussero l'editore comm. Hoepli a far precedere nella

stampa questo volume, quantunque anche l'altro sia già consegnato

manoscritto e pronto per la stampa, anzi possa dirsi ormai in lavoro.

Occorre quindi che, se non una introduzione, qualche parola di

prefazione si premetta per presentare questo secondo volume al lettore

prima del primo, e sotto una veste, come ognun vede, alquanto diversa

da quella della precedente edizione.

Il fine dell'editore fu di supplire alla lacuna di una terza edizione

del testo esaurito, lasciando l'Atlante relativo com'era al tempo della

seconda edizione. Quindi non si doveva mutare il criterio generale

di disposizione del lavoro del Gentile, ma d'altra parte bisognava

completare le lacune e del testo e dell'Atlante. Ricevendo io pertanto

il delicato incarico dalla fiducia dell'editore, ebbi costante scrupolo

di mantenere del Gentile quanto potevasi mantenere, e, pur adattandone

il testo alla nuova edizione, alterarlo solo per quel tanto ch'era

necessario per metterlo in luce maggiore.

Certe divisioni in periodi, certi paragrafi sottolineati ed ampliati

con le dovute note bibliografiche, non tutte riunite, come usava il

Gentile, alla fine di un intero periodo, ma a fine pagina, secondo che

suggerisce il testo o la necessità di ricerche più profonde, erano

modificazioni divenute ormai necessarie per far meglio conoscere il

lavoro coscienzioso e sotto ogni rapporto lodevole di quella mente

colta e veramente gentile, che scriveva bene italiano e sentiva quel

che scriveva, senza lasciarsi sopraffare dalla troppa erudizione,

troppo spesso straniera.

Per questa parte del lavoro non voglio paternità, ma la riconosco dal

Gentile, essendo quasi totalmente formali le mie modificazioni. Ciò

che posso dire mio sta nelle aggiunte, non col fine di migliorare il

testo, perchè non sento di arrogarmi questa abilità, ma con quello

di aggiungervi quei particolari che il Gentile non poteva conoscere,

perchè furono il risultato di scavi e di ricerche posteriori alla sua

seconda edizione. Non sono dunque queste aggiunte un biasimo o uno

sfregio alla memoria del Gentile, ma un complemento doveroso, che il

Gentile stesso avrebbe aggiunto, in modo più completo e perfetto di

me, se non fosse stato tolto troppo presto alla stima e all'affetto dei

colleghi e dei discepoli.

Sono quindi mie molte delle note a pie' pagina, le appendici, e

tutte le tavole scelte, compilate e fatte riprodurre non solo a

schiarimento del testo, ma a complemento indispensabile di un atlante

che, così com'è oggi, non risponderebbe neanche debolmente allo

scopo. Per agevolare la consultazione dell'Atlante e i confronti con

le tavole aggiunte ho unito un indice di queste ultime e, per quelle

dell'Atlante, un elenco comparativo tra le citazioni del Manuale della

seconda edizione e quelle del testo riveduto e corretto di questa

terza, che ora presento ai lettori. Così aggiunsi nella nuova edizione

i riferimenti alle tavole vecchie e nuove; testo e atlante formano

nell'ultima edizione un tutto più organico ed omogeneo, che non può non

giovare maggiormente alla coltura e alla pronta consultazione di chi

legge.

La parte da me rifatta ed ampliata, sulla quale desidero di richiamare

soprattutto l'attenzione degli studiosi, è quella paletnologica,

o più propriamente preromana, che, anche dopo la pubblicazione del

_Bullettino di paletnologia italiana_ e dell'opera magistrale del

Montelius, era rimasta monca e insufficiente, nè poteva ricevere luce

dal lavoro speciale del Regazzoni sulla _Paleoetnologia_ (Milano,

Hoepli, 1885), poichè quest'opera è quasi totalmente priva di quelle

illustrazioni che sono indispensabili a ben distinguere e a ritenere

le differenze fra età ed età, fra tecnica e tecnica; per questa parte

presi appunto a modello le belle tavole del Montelius.

Un altro contributo non meno utile e forse più interessante è dato

dai ritrovamenti sul Foro Romano e a Pompei. Tanto per la parte

preistorica, quanto per quest'ultima dell'Impero Romano mi aiutò

efficacemente l'intelligente ed opportuna liberalità del comm. Hoepli,

che sa conciliare sempre bene l'interesse del pubblico e proprio con

le esigenze più moderne della scienza e dell'arte, non indietreggiando

mai, qui, nella sua patria d'adozione, dinanzi a lavori che, nel dare

lustro alla sua Casa, siano opera italiana e meglio riuscita. A lui noi

italiani dobbiamo, più che a molti altri, il rispetto che gli stranieri

hanno ancora per buona parte della nostra produttività scientifica e

letteraria.

Ben novantasei tavole furono aggiunte, quali inserite nel testo, quali

doppie fuori testo, a questo volume dell'archeologia e della storia

dell'arte italica, etrusca e romana, e sono appena sufficienti — ognuno

dei competenti lo può riconoscere — a rendere una idea approssimativa

della grande epoca e della grande arte che vi si tratta.

*

* *

Ed ora una parola non al pubblico degli studiosi e dei dilettanti, che

apprezzano la divulgazione scientifica ed artistica in qualsiasi modo

sia fatta, purchè sia divulgazione utile al maggior numero di persone,

ma una parola a quelli fra gli specialisti che, pel solo fatto che

trattasi di un _Manuale Hoepli_, non fanno buon viso anche a lavori

fatti con ottimi intendimenti e con novità e serietà di trattazione.

Gran bella cosa senza dubbio è la scienza pura, ma non meno bella e

forse più utile è la scienza applicata alle cognizioni pratiche, e che

diventa pel gran pubblico mezzo potente di istruzione e di educazione

intellettuale e morale. Un Manuale utile deve saper conciliare i

progressi della scienza e dell'arte con la loro funzione sociale.

Ora, nella difficoltà di raggiungere insieme i due fini, io cercai di

presentare un Manuale il più possibile facile, esatto, completo per

il maggior numero dei lettori, che possono leggerlo d'un fiato, come

si suol dire, prescindendo da tutte, o quasi le osservazioni e le

critiche; ma collocai nelle note, nelle appendici, nella bibliografia

tutto quel repertorio scientifico, che è indispensabile per attingere

da fonti maggiori e dirette una preparazione più estesa e più profonda

intorno ad ogni singolo argomento. Per questo appunto ho diviso gli

indici bibliografici in generali e particolari, sicchè lo studioso già

iniziato nelle discipline archeologiche trovi nell'uno o nell'altro ciò

che più gli conviene per le sue ricerche.

E per questo ho bisogno — il lettore se lo imagina da sè — di tutta la

benevolenza del pubblico dotto, se in citazioni così minuziose e talora

di difficile controllo per la mancanza della pronta consultazione siano

sfuggite inesattezze e anche errori di lingua e di stampa; a tutto sarà

rimediato nella revisione più calma e più agevole di un'altra edizione.

Per conto mio, per quanto io abbia cercato di usare quella scrupolosa

esattezza che in lavori di tal genere non è mai troppa, preferisco, per

mio carattere personale, di aggiungere qualche nota, o qualche nome

d'autore di più, il quale schiuda alle menti giovanili nuovo campo

di ricerche, che non poche notizie troppo speciali, o vagliate allo

staccio di una ipercritica talora più dannosa che utile.

Che se alcuno trovasse eccessiva la bibliografia premessa alla parte

romana, pensi alla vastità e quantità dei temi proposti, e alla

imprescindibile necessità, col progresso odierno degli studî, di tener

calcolo di tutti i lavori dei dotti, specialmente stranieri, prima di

accingersi alla trattazione di un argomento qualsiasi. La bibliografia,

in questo caso, è come la face indispensabile al metodo storico, perchè

questo irradii nuova luce di verità e di bellezza sulle questioni

archeologiche e artistiche dei nostri tempi.

Di questo Manuale vorrei soprattutto facessero tesoro i giovani

studenti dei licei d'Italia, come già ne fecero in parte tesoro,

con la guida delle mie lezioni di storia dell'arte, quelli de' licei

di Milano, ai quali dedico il lavoro, augurandomi che il loro buon

senso e buon gusto, il loro amor patrio per i tesori d'arte italiani

facciano riconoscere meglio delle circolari ministeriali e degli

insegnamenti complementari la necessità dello studio dell'archeologia

e dell'arte come complemento agli studî classici, che solo alla luce

dei ritrovamenti archeologici e dei capilavori d'arte potranno far

rifluire nuova vena feconda di produzioni letterarie ed artistiche

in questo antico sangue latino, occupato nelle cure più urgenti della

patria e della società, e troppo dimentico, in quest'ultimo periodo,

delle nobili tradizioni classiche italiane e dell'intatto patrimonio di

tesori artistici che gli avi ci consegnarono.

A voi, giovani, tocca non solo il conservare questo patrimonio, ma

il farlo rifiorire. Possano gli sforzi dell'autore e l'infaticabile

attività dell'editore riuscire in questo intento, che certo desidera

pure dal suo meritato soggiorno di riposo l'anima candida e virtuosa di

Iginio Gentile!

_Milano, Febbraio 1901._

Trattato generale di Archeologia e Storia dell'Arte: Italica, Etrusca e Romana · 第 10 / 148 题