LA MOGLIE DI UN GRAND'UOMO

Vi era una volta una fanciulla--ohimè! quante ve ne furono e quante ve

ne sono!--una fanciulla che doveva pacificamente sposare un

giovanotto. Costui era un bravo ragazzo, negoziante all'ingrosso di

spirito e di zucchero: i suoi buoni amici dicevano che del primo non

gliene rimaneva mai in deposito e del secondo troppo, volendo

significare, con una ignobile freddura, che era buono e stupido.

Viceversa, la fanciulla aveva un professore di lingua italiana che la

dichiarava un ingegnaccio; ella leggeva romanzi e parti letterarie di

giornali illetterati assisteva a conferenze scientifiche, storiche e

poetiche, spiegava sciarade, era immancabile alle prime

rappresentazioni, prendeva viva parte alle discussioni critiche ed

inutili che ne scaturivano: insomma una fanciulla moderna, una

fanciulla superiore. Qui si comprende che prima di diventar tale, il

suo matrimonio col negoziante di zucchero e spirito poteva sembrar

logico, ma giunta che fu la superiorità si cambiava in una

proposizione assurda: poichè ogni fanciulla superiore che si rispetta,

deve sposare un uomo illustre o morire zitella. I genitori che amavano

molto la loro figliuola, si persuasero di questa profonda verità e

licenziarono il fidanzato: egli pianse per un'ora, si disperò per tre

giorni, fu malinconico per una settimana e finì per isposare la

figliuola di un negoziante in legname. La storia non aggiunge se

ebbero lunga prole, ma all'onesto lettore è lecito supporlo.

Intanto la fanciulla cercava il suo uomo illustre e dopo molte

difficoltà, ne ritrovò uno; difficoltà, non già per la scarsezza del

genere, perchè a sentire i contemporanei siamo nell'epoca delle

grandezze,--ma ella ne voleva una vera, autentica, bella e buona.

Quello che scelse era, come al solito, _sorto dal nulla_, perchè una

celebrità che si permettesse di sorgere da qualche cosa di diverso dal

nulla, sarebbe una falsa celebrità; aveva combattuto con la miseria,

la fame ed il freddo, gioconda compagnia della sua giovinezza: come

molti altri entrò in carriera per la porta piccola del giornalismo e

portandovi due qualità opposte, la pazienza e l'ardire, riuscì a

conquistare un nome ed un posto nella schiera militante. Poi gli si

volsero sempre favorevoli gli eventi, per lui accaddero miracoli

inauditi; gli editori pagavano, i suoi libri arrivavano alla sesta

edizione, la critica lo carezzava, la gloria gli cascava addosso sua

vita natural durante. Tentò la politica, questo grande spegnitoio

delle intelligenze artistiche, e fu tanto fortunato da uscirne vivo e

vincitore. Quando una sua interpellanza era annunziata, il ministero

faceva l'esame di coscienza, gli avversarii affilavano i ferruzzi

delle risposte, le tribune si affollavano di ascoltanti; un

portafoglio gli era stato offerto, aveva avuto lo spirito di

rifiutarlo. Gli giungevano onorificenze, gradi, titoli, croci da tutte

le parti: egli accettava tutto con serenità olimpica e rimaneva un

uomo illustre, osservato, studiato discusso, commentato e sempre

applaudito dal pubblico.

Come la fanciulla potè vederlo, conoscerlo, portarselo in casa,

persuadere i parenti, sarebbe lunghissimo il narrare: giorno per

giorno, per la parola matrimonio, si disperdono nell'oceano della vita

torrenti di diplomazia femminile. Al certo non fu lieve impresa fare

la conquista di quell'eterno trionfatore, perchè egli si amava troppo

per amar molto qualcun altro; ma la giovinetta era ricca, bella,

elegante; sapeva a memoria i libri di lui e ne recitava qualche brano

con un grazioso sorriso di ammirazione; era in un'adorazione perpetua

degli atti, delle parole del grand'uomo; i genitori con la loro

adorazione pareano chiedere umilmente l'onore di tanto parentado; lo

adoravano gli amici di casa, lo adoravano i servi: egli si inebbriò di

quell'incenso, si commosse allo spettacolo di tanta brava gente ai

suoi piedi; scese dal trono della sua grandezza e si lasciò strappare

un benevolo consenso.

Un'adorazione meritata: pensava la sposina. Un uomo di genio nulla ha

di simigliante con la turba degli altri esseri piccoli e comuni: egli

vive in una sfera elevata, circonfusa di luce. Il portamento altero

della testa con la noncurante disinvoltura della persona; lo sguardo

ora fisso sulla terra, ora perduto nel cielo, sempre profondo; la

sprezzatura artistica dei capelli, il solco della fronte, il senso di

mistero dei vari sorrisi, la piega ironica del labbro, tutto rivela la

razza degli eletti. Nessuno come lui sa entrare in un salone,

inchinarsi, richiamare su di sè tutti gli sguardi, essere il centro

dell'attenzione, dominare tutta la riunione. Tutto quello che egli

dice ha un senso riposto che talvolta sfugge ai profani; spesso egli

dice delle cose molto semplici, che ognuno sa, ma v'imprime un

suggello d'originalità elegante; la sorridente modestia con cui parla

di sè stesso, la bonomia con cui accoglie i giovani principianti,

quella velatura di disprezzo, con cui tratta gli avversari, la calma

con cui affronta la discussione ed il subitaneo scoppio dell'idea sono

tutte cose che completano la sua grandezza! Egli ha la singolare

potenza di dare un aspetto poetico anche ai nostri prosaici abiti

moderni: il petto della camicia sembra nebuloso, i guanti hanno una

tinta, soave ed indefinibile, lo stesso _frack_ acquista delle linee

artistiche--viene la voglia di chiedere se quest'uomo pranzi, beva e

dorma come il resto dell'umanità. Come deve essere sublime nel momento

dell'ispirazione! E nell'amore. Essere la moglie di quest'uomo,

portare il suo nome, possedere il suo cuore, dividere la sua gloria:

ecco la felicità delle felicità.

*

* *

Distacco alcune noterelle dal giornale della giovane sposa.

.... Viaggio bellissimo. Guglielmo a Roma mi ha parlato delle

antichità romane, a Firenze delle repubbliche italiane, a Bologna

dell'Università, dappertutto di arte e di estetica. In un viaggio di

nozze...

.... Gli amici di Guglielmo finiranno per irritarmi. Lo circondano

sempre, lo assediano, non me lo lasciano un sol momento; con me poi, o

m'inganno o usano una cert'aria compassionevole che mi dà sui nervi.

Ce ne è uno specialmente che quando va via, non manca mai di dirmi:

«Vi raccomando il grand'uomo.» E l'altro giorno, mi disse con un tôno

sentimentale: «Fatelo felice, signora, fatelo felice, perchè la storia

ve ne chiederà stretto conto!» Domando io se la storia deve ficcare il

naso in certe cose!

.... Siamo a casa. Guglielmo ha quattro librerie, moltissimi libri che

sono ammirati dai visitatori, ma egli non legge mai. Io credeva che

studiasse almeno otto ore al giorno; mi ingannavo, avrà studiato

_prima_.

.... Orribile, orribile! Egli porta un berretto da notte con un fiocco

rosa, col pretesto di conservare l'arricciatura dei capelli!

.... Egli restava ore intiere nel suo gabinetto da _toilette_ e ciò

stuzzicava la mia curiosità,--ammesso che marito e moglie sono la

stessa cosa, non vi è indiscrezione a vedere che cosa fa l'altra metà

di sè stesso; ho posto l'occhio al buco della serratura. Egli studia

davanti allo specchio; gli ho visto provare una dozzina di sorrisi ed

otto pose diverse....

.... Nei momenti d'ispirazione mio marito somiglia tal quale uno

stupido. E guai ad entrare allora in camera sua! È scortese,

ineducato, vi manda via con superbe parole!

.... Egli pranza benissimo. Vuole sempre dei grandi pezzi di carne

sanguinolenta che gli danno l'aria di un cannibale che squarta un

cristiano. Venitemi un'altra volta a discorrere dell'_ambrosia_ dei

poeti!

.... Sono otto giorni che mio marito passeggia per la casa, declamando

il discorso che improvviserà alla Camera. Non andrò a sentirlo; a

momenti lo pronunzio io il discorso, tante volte l'ho inteso ripetere.

.... Il segretario di mio marito!....

.... Questa politica mi obbliga a fare moltissime cose che mi

dispiacciono. Adesso sono obbligata a far visita alla signora Zeta,

una donnina gentile, troppo gentile; taci lingua, che ti darò un

biscotto! Lo so, noi siamo esseri deboli, ma almeno salvare le

apparenze! Ed è moglie di un uomo politico; non ha dunque imparato

nulla alla scuola di suo marito?

.... Sono furiosa. Guglielmo riceve delle lettere amorose da signore

incognite che lo amano nei suoi libri; quando gli ho fatta una scena,

mi ha risposto con la sua solita freddezza: «Cara mia, sposandomi

dovevate saperlo, sono gli _incerti_ della posizione!» Me li chiama

_incerti_! Una di queste sfrontate gli scrive: _Sono sicura che vostra

moglie non comprende la vostra grandezza_. Vorrei che questa signorina

lo vedesse col suo berretto da notte!

.... Il segretario di mio marito!....

.... Guglielmo fa una corte assidua alla moglie dell'ambasciatore. Se

gli dite nulla, vi risponde che è per ragion politica; anzi l'altro

giorno mi raccomandò di lasciarmela fare dall'ambasciatore marito:

così le potenze rimangono in equilibrio e la pace Europea è

assicurata. Non già che mi dispiaccia mettere nella lista mia anche

l'ambasciatore--ma egli è così noioso, così noioso....

.... Guglielmo non può accompagnarmi ai bagni. Va a fare un viaggio

diplomatico, dove non posso andare anche io. Pazienza, mi

rassegnerò....

.... Grandi uomini..... Ammirarli sì, sposarli mai.

Dal vero · 第 48 / 67 题