Ma pel povero padre--vennero i giorni mesti

* * * * *

Il volto allegro e sano--della bella fanciulla

Si fe' pallido e magro

"Che hai?" Le chiese.

"Nulla!"

Ella rispose.

Il vecchio--divenne da quel giorno

Pensieroso. Le stava--ogni momento attorno;

Volea leggerle in cuore;--di notte non dormiva.

* * * * *

Una notte, fra l'altre,--(era una notte estiva)

Egli balzò dal letto--e s'affacciò inquieto

Alla finestra,

Il lume--degli astri, mansüeto

Come un guardo materno,--sulla terra piovea:

Il corteggio dei colli,--da lungi, si perdea

Dietro il caro ideale--dell'azzurro dei cieli;

Lo stormir delle fronde--parea fruscio di veli;

Le campagne riarse--dai torridi sollioni

Beveano la rugiada;--le Talli aveano suoni

Indistinti, söavi;--il villaggio dormia

Sul guancial di granito--che e il monte gli fornia.

Ei guardò gli astri, i colli,--e l'azzurro orizzonte,

E le piante, ed i campi,--ed il villaggio, e il monte

Che gli sorgea daccanto...--Parea cercar la via

Su cui stornar la mente--da una triste malia...

Ma la cercava invano!--Ei pensava a sua figlia.

* * * * *

Che è questo?

Al primo piano--s'è dischiusa una griglia,

Giù, nella via, si muove--un'ombra nera.

Dice

Una voce da basso:--"Lisa, notte felice!

"Come ti voglio bene!"

--L'altra risponde: "Anch'io!"

Allor l'ombra soggiunge:--"Domattina, amor mio,

"Voglio farmi coraggio!--Vo' chiederti in isposa

"A tuo padre..."

Ad un tratto--cordiale e fragorosa

Scoppia, come una folgore,--una risata in alto.

Già l'ombra coraggiosa--sta per spiccare un salto

E fuggire...

Ma il vecchio--le grida: "Evvia!.,. Perdiana,

"Fermati, giovinetto!--Cosa son? La befana?

"Orsù!.. Per risparmiarmi--le mille infreddature

"Fate presto! Sposatevi,--mie care crëature!"

* * * * *

O lettrice cortese,--non dir che t'ho ingannata!

È vero, troppo semplice--novella io t'ho narrata!

La colpa non è mia--ma degli umani eventi!...

Una storia monotona--han gli amori innocenti!

Nella gente volgare--(che invidio e che rispetto

Per rispettar me stesso)--si ricopia ogni affetto

Di padre in figlio.

È un calcolo--infinitesimale;

È l'acqua, che può forse--aver nome _termale_,

O _salsa_, o _benedetta_,--o _tofana_, o _stagnante_,

Ma s'assomiglia sempre--con ben poca variante!

E quest'acqua è il racconto.

* * * * *

--"Per farlo men meschino

(Tu mi dirai) "Poeta--ci hai messo anche del vino!

Ahi!... L'acqua guasta tutto!--Persino il vino buono!

La bevanda fu insipida--te ne chieggo perdono...

Vuoi un'altra novella?

--La leggerai fra poco.

Bada!.. Non riscaldarti!..--Ha per titolo: _Fuoco!_

Milano, 1875.

Poesie e novelle in versi · 第 71 / 104 题