Gli amanti passeggiavano--mentre cadeva il sole;
Mormoravan le labbra--portentose parole;
Un inno solo dalle labbra uscia,
Un inno che diceva:
_La parola dell'uomo è melodia,
Che sovra ogni idïoma si solleva!_
Gli usignuoli cantavano--mentre cadeva il sole
Echeggiavan nei boschi--i trilli delle gole;
E un lieto canto dalle gole ascia,
Un canto che diceva:
_Solo il nostro linguaggio è melodia
Che sovra ogni idïoma si solleva!_
Sui rugiadosi margini,--mentre cadeva il sole,
Nelle ebbrezze del polline--cantavan le viole;
Cantavano con note di profumi,
E cantavano il maggio;
E tremolanti sui roridi dumi
Diceano: _Il nostro è il più gentil linguaggio!_
Nascosta in un rigagnolo,--mentre il sol tramontava,
La femmina d'un rospo--ancor essa cantava;
Il prediletto che quel canto udia,
Da lungi rispondeva:
_La tua voce, o mia sposa, ë melodia
Che sovra ogni idïoma si solleva!_
Un pallido filosofo,--mentre il sol tramontava.
Sulla strada maëstra--pensieroso passava;
Egli ascoltò gli amanti, i fior, gli uccelli
E i rospi, e disse in cuore:
_I linguaggi quaggiù son tutti belli,
E specialmente se parlan d'amore!_