PER IL SANTO NATALE

(A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER)

Eugenio, l'abitudine

È una cinica Dea,

Che avvelenò coll'alito

Ogni sublime idea!

Profuse il genio ai popoli

Le perle smaglïanti

E un'orda di baccanti

In pietre le mutò!

Dal dì che all'Evangelio

Pace e conforto io chiesi,

Dal dì che il cor degli uomini

A interrogare appresi

E, come un serpe, ascondersi

Vidi nel Bene il Male,

Il giorno di Natale,

Da allora mi indignò!

I pöetastri raglino

Vieti e melliflui canti,

Le olenti dame pensino

Ai bambini lattanti,

Credan davver gli stolidi

Ch'oggi ogni sdegno è spento,

Biascichi un complimento

Ogni bocca volgar!

Io, solitario, medito

Chiuso nella mia stanza

Che retaggio di popoli

Grulli è una grulla usanza...

Nè a vagolar pei trivii

Coi miei pensier discendo,

Chè fuggo un quadro orrendo

Che m'eccita a imprecar.

Giù v'è un delirio, un'orgia

Di sangue e di carname;

Polpe squarciate e muscoli

Ornati di fogliame,

Bestie sgozzate e viscere

Ancora palpitanti,

E rosse man fumanti,

E gocciolanti acciar!

Lungi da me l'orribile

Tripudio dei macelli,

Ove le fronti pallide

Di pecore e vitelli,

Trofëo spaventevole,

Col livid'occhio spento,

Mandandomi un lamento,

Mi possono guardar!

Lungi da me, o limosine

D'un mondo imbellettato,

Chicche donate ai bamboli

D'un popolo affamato!

Lungi da me l'ingenua

Fede dei tardi ingegni,

Che spengansi gli sdegni

Coll'agape d'un dì!

Lungi da me quest'ebete

Sfida a chi più divora,

Quest'inno che da gonfie

Ventraglie erutta fuora!

Lungi da me l'effluvio

Di frutta e di dolciumi,

A cui gli acri profumi

Inutil sangue unì!

O triste lotta!... O vincolo

Fatal della Natura!

È ver, dell'altrui sangue

Vive ogni creatura!

È ver, la morte è il nocciolo

Che genera la vita!

In terra e in ciel scolpita

La dura legge io so!...

Ma, per far festa, uccidere,

Non per sbramar la fame;

Ma il rider tra i cadaveri,

Gridando: _Pace_!... è infame!

Ma l'esclamar tra i rantoli

"_Quest'oggi è un giorno gajo!_"

È lazzo da beccajo

Che il sangue inebrïò!

Deh! Se nei vostri pargoli

Sensi d'amor bramate

Dal barbaro spettacolo,

Madri, li allontanate...

O scenderanno funebri

Fantasimi crudeli

A rapir loro i cieli

Del sonno verginal!

Ah! dite lor che scordino

Quest'efferata usanza;

Che a feste meno stolide

Rivolgan la speranza;

Che verrà un dì in cui gli uomini

Saran davver fratelli,

Senza l'orgie e i macelli

Di questo saturnal!

Poesie e novelle in versi · 第 30 / 104 题