ANACREONTE

Fra le colonne--d'un bianco tempio

Sacro a Minerva,--la Dea propizia

Ai savî, austera Dea,

Pensieroso sedea

Anacrëonte,--cantor dei fervidi

Baci e degli inni--nati fra i calici

E delle porporine

Rose allacciate al crine.

Sedea pensoso,--stringendo l'abile

Stil nella destra,--la intatta tavola

Sulle gambe giacente

Guardando avidamente.

Un sacerdote--dall'occhio linceo

Di là passava;--vide l'insolito

Vate nel sacro albergo

E gli si fece a tergo.

Ei non udìllo;--come le statue

Chiuse nel tempio--pareva immobile,

E la fisa pupilla

Non mandava scintilla.

Spesso la destra--la cerea tavola

Avvicinava;--ma sulla tenue

Veste che la copriva

Non un verso scolpiva.

E d'inusato--pallor coprivansi

D'Anacrëonte--le tempia, e l'unghia

Tormentava la lama

Con rabbïosa brama.

Nella clessidra--cadea la polvere,

E intorno, intorno--con suon monotono,

Sotto le arcate fosche,

Ronzavano le mosche.

Alfin lo stile--sovra la tavola

L'acuta punta--venne a configgere,

E con note indefesse

Questo cantico impresse:

"Perchè mi manca nel pensier la vita?

"Perchè come una spugna inaridita

"Mi sta il cervel nel cranio?

"Perchè la luce mi niega i colori?

"Perchè il profumo mi niegano i fiori,

"E la Musa un esametro?

"Non sono io quello che i ridenti canti

"Questa notte vergò?--Perchè gli incanti

"Söavi, perchè l'estasi

"E l'armonia dei non studiati carmi,

"Come donne, veniano a visitarmi,

"Innamorate e ingenue?

"Ed or ch'io chieggo un verso, una melòde;

"Or che una sete mi esagita e rode

"Di profumi e di cantici,

"Non una lieta immagin mi consola,

"E invano alla mia Musa una parola

"Io chieggo in elemosina!

"Forse Minerva, l'äustera diva,

"Si vendica di me;--greggia votiva

"Non reco;--nel suo tempio

"Prima di questo giorno io non entrai;

"Gli amori, il vin, le rose io sempre amai!;

"Minerva ama il trapezio!

"_Anacrëonte dai versi söavi

"Non t'è propizia la Diva dei savi!_"

"Dirà ridendo il popolo....

"Stolto!... Il più savio è chi gode la vita!

"Il più savio son io!... Pòpol m'addita

"Qual'è dunque il mio tempio!

"No!... Minerva è propizia al mio poeta!

"Io sono un savio dalla fronte lieta!...

"Rido, ma penso!--Ahi!... dubito

"Che la mia Musa, de' miei baci stanca,

"Or m'abbandoni!... Già il mio crin s'imbianca

"E gli occhi miei si offuscano!...

"Nave sdruscita, si rintana in porto

"A morir nella noja e lo sconforto!

"Oh!... splendide memorie!...

"Solcasti l'onde un dì, di fiori ornata,

"E sulla tua bandiera inalberata

"Stava scritto:--_Odi Erotiche_.

"Venian da lunge a udir la melodia

"Che dalle tue seriche sarchie uscia

"Sotto la man de' Zeffiri,

"E del mar della vita i nocchier stanchi

"Si fean dappresso ai tuoi dorati fianchi

"Per guarir dalla noja.

"Giungevan mesti e cogli occhi infossati

"E partivano lieti e consolati

"In cor benedicendoti;

"E, giunti in patria, alle persone care

"Recavan, talismano salutare,

"Un'ode a Bacco o a Venere.

"Or sei sdruscita; le sarchie di seta

"Son rotte; il fianco tuo puzza di creta

"Guasto dal tarlo e fracido!...

"Povera nave, ti rintana in porto

"Ahimè!... Pria di perire di sconforto

"Languirai di memorie!

"O Musa mia, dammi un ultimo canto,

"L'estremo bacio sia, l'estremo incanto

"Dell'amor tuo!... D'un'estasi

"Fammi ancora bëato!... E poi... ch'io muoja!

"Più della morte ho in orrore la noja....

"E il dolore di perderti!

"Ahi!... Vane preci!... Nel pensier la vita

"Mi langue!... Come spugna inaridita

"Mi sta il cervel nel cranio!

"Ahimè!... La luce mi nega i colori!

"Ahimè!... Un profumo mi niegano i fiori

"E la Musa un esametro!"

Sovra il suo ciglio--brillò una lagrima;

Scosso era il labbro--da un lieve tremito;

E la spaziosa fronte

Chinava Anacrëonte.

Allor dei vate--battè sull'omero

Il sacerdote,--la cerea tavola

Colla destra additando,

E disse sogghignando:

"Pazzi e pöeti--sono sinonimi!

"Tu della Musa--ti lagni, il ciglio

"Ancor molle hai di pianto....

"Ed hai crëato un canto!

Luglio 1875.

Poesie e novelle in versi · 第 17 / 104 题