mettersi anche contro Franco_)
No, scusi: bisogna riconoscere che almeno una resipiscenza l'ha avuta.
FRANCO
Ma quando? Quando m'ha visto qua pronto a riparare ciò che credevo una
mia colpa.
LUDOVICO
Capisco, capisco —
FRANCO
E questo, badi, nel migliore dei casi! Voglio dire che fosse diventata
l'amante di quello, _dopo_! Che se fosse _prima_, io avrei patito — lei
se l'immagina? — l'inganno più ignominioso da parte di tutt'e due!
LUDOVICO
No! Questo —
FRANCO
— sono qua, le dico, per accertarmi di questo!
LUDOVICO
E che vorrebbe fare? Non può negare, scusi, d'essersi trovato qua di
fronte alla più recisa e violenta opposizione da parte di lei.
FRANCO
Ma io dico _prima_! L'inganno di _prima_!
LUDOVICO
Eh no, scusi, lei — in ogni caso — non avrebbe patito mai nulla.
FRANCO
Ah no? E come? Io —
LUDOVICO
(_fermo_)
— nulla! neanche prima! — Se stava per sposare qua un'altra, scusi!
FRANCO
Ma no, aspetti!
LUDOVICO
Mi lasci dire! Lei le aveva già reso il cambio, mi pare, col suo
inganno.
FRANCO
Ma io l'ho riconosciuto!
LUDOVICO
No, no, anche prima di conoscere l'inganno che loro le avevano fatto!
FRANCO
E il mio, se mai, escluderebbe il loro?
LUDOVICO
No, certo! Ma non le può più dare il diritto di chiederne conto a
nessuno. Abbia pazienza!
FRANCO
(_con forza_)
Sì che me lo può dare! Me lo può dare! Perchè loro, il tradimento,
lo commisero, lo compirono; mentre io, invece, ho mandato a monte il
matrimonio e sono accorso qua!
LUDOVICO
Quand'ha saputo che ella aveva tentato d'uccidersi —
FRANCO
(_c. s._)
— ma non per me! E l'ha confessato lei stessa! Oh bella! Lei rinfaccia
a me il mio tradimento, quasi che per quella là, il mio, potesse più
essere un tradimento!
LUDOVICO
No, no — guardi — non rinfaccio nulla io — voglio soltanto dimostrarle
che lei ha ragione per una cosa sola: che ella cioè abbia mentito,
dicendo — senza averne più il diritto — che s'uccideva per lei. E
veramente io non riesco a capire il perchè di questa menzogna, e
proprio in punto di morte! Possono essere utili per la vita, non per
la morte, certe menzogne. E per la vita è certo che lei stessa l'ha
riconosciuta inutile.
FRANCO
Ma lo dice lei, inutile!
ONORIA
Se non vuole tener conto dei fatti!
LUDOVICO
Ah, ecco, questo sì! Questo è vero! È il mio difetto, questo. Non
riesco mai a tener conto dei fatti.
ONORIA
Meno male che lo confessa lei stesso! E i fatti, sa quali sono? Che è
stata salvata: numero uno!
FRANCO
E che la menzogna le è stata utile! Sissignore, utile — se non per me —
che sarebbe stato il colmo — utile perchè ha trovato qua uno come lei.
ONORIA
Figuriamoci: uno scrittore!
LUDOVICO
Già: un imbecille.
FRANCO
(_subito_)
Non dico questo!
LUDOVICO
Ma sì, dica pure, dica pure!
ONORIA
Lo può ben dire, se se lo dice da sè!
FRANCO
Certo che sarà stata lusingata — uh! — di vedere accolta, assunta nel
regno dell'arte la sua impostura: questa storia romantica del suicidio
per amore, narrata non più da un giornalista; ma da uno scrittore come
lei!
LUDOVICO
E sì, difatti; voleva.
FRANCO
Lo vede?
LUDOVICO
S'è anche avuta per male, che ci vedessi un'altra, diversa.
ONORIA
Bella coppia avrebbero fatta! Lei che le diceva, le bugie, e lui che le
scriveva!
LUDOVICO
Le bugie — già! — che si chiamano anche storie. Ma non ha mica nessuna
colpa, sa? di non esser vera, questa storia. Importa assai che non sia
vera; se poi è bella! Sarà riuscita male a lei, nel fatto; ma ciò non
toglie che possa riuscire bene a me, scrivendola. E le dico di più: che
così, è più bella! Oh, molto, molto più bella! E sono contentissimo che
sia venuta in chiaro! (_Indica a Franco Onoria_) Guardi: che questa
signora qua, per esempio, prima tutta sdegnata, furiosa, e poi tutta
miele, e ora tutta fiele —
ONORIA
(_insorgendo_)
Sfido!
LUDOVICO
(_subito approvando_)
Ma sì, sì, ha ragione! Però è bellissimo, non neghi! (_Rivolgendosi a
Franco_) E che lei, prima, jeri, così esaltato —
FRANCO
(_insorgendo_)
Ma gliel'ho detto io stesso!
LUDOVICO
(_c. s._)
Sì, sì, ed è giusto! giustissimo! E appunto per questo, bellissimo! —
Ma scusate, voi credete che io debba far qui la figura dell'imbecille?
No, ecco! Mi diverto allora a farvi vedere quant'è bella — bella —
bellissima — questa commedia d'una bugia scoperta —
FRANCO
(_di nuovo insorgendo, addolorato_)
— bella, lei dice?
LUDOVICO
(_subito, compenetrandosi del dolore di lui_)
Appunto perchè lei ne soffre e ne ha sofferto così! Oh, comprendo,
sento in me — non creda! — le sue sofferenze; e non dubiti che saprò
rappresentarle al vivo, se ne farò un romanzo o una commedia.
ONORIA
E che niente niente vorrebbe farci entrare anche me?
LUDOVICO
Se ne faccio una commedia, sì.
ONORIA
Ah, non s'arrischi di mettermi in commedia, sa!
LUDOVICO
Che farebbe? Si metterebbe a gridare che non è vero?
ONORIA
Che non è vero! che non è vero! Che lei è un impostore da fare il pajo
con quella!
LUDOVICO
(_ridendo_)
Ma lo direbbero i critici, stia tranquilla, che non è vero!
(_Staccando_) Com'è intanto che ancora non ritorna? A quest'ora
dovrebbe già esser qui.... — Le ho dato un po' di denaro....
ONORIA
(_subito_)
Denaro, a lei? Ah, bravo! E allora, figuriamoci!
LUDOVICO
Per pagare il conticino dell'albergo e ritirare la valigia.
ONORIA
Ma se le ha dato del danaro, non torna più! non torna più! Addio,
commedia! Posso star tranquilla davvero!
LUDOVICO
No, per questo — veda — c'è sempre modo d'immaginare una fine
concludente, anche se un fatto nella vita non conclude!
FRANCO
Teme che non debba più davvero ritornare?
LUDOVICO
Ecco: secondo. Se lo scopo della sua menzogna era nei «fatti», come voi
dite, ho paura che non ritornerà più. Ritornerà soltanto nel caso che
il suo scopo — come a me pare — era sopra e fuori dei fatti. E allora
io farò la commedia. — Ma la farò anche se ella non ritorna.
FRANCO
Senza tener conto dei fatti?
LUDOVICO
I fatti! I fatti! Caro signore, i fatti sono come si assumono; e
allora, nello spirito, non sono più fatti: ma vita che appare, così
o in altro modo. I fatti sono il passato, quando l'animo cede, — lo
diceva lei stesso — e la vita li abbandona. Perciò non credo ai fatti.
Entra a questo punto dalla comune EMMA, ad annunziare:
EMMA
C'è il signor console Grotti che chiede della signorina o di lei,
signor Nota.
LUDOVICO
Ah, viene qua lui, invece.
FRANCO
(_fiero e minaccioso, accennando di muoversi per andargli incontro_)
E viene a proposito!
LUDOVICO
(_calmo e fermo, ponendoglisi davanti_)
Lei mi farà il piacere di star tranquillo, in casa mia; e le ripeto che
non ha da chiedere conto a nessuno!
FRANCO
(_c. s._)
Io me ne posso anche andare!
LUDOVICO
No! Lei si fermerà qui. Andrò io da questo signore.
Si presenta sulla soglia, in ansia e agitatissimo il console
GROTTI. EMMA si ritira.
GROTTI
Permesso? La signorina Drei?
ONORIA
(_allarmata, irritata, impaziente_)
Ma non c'è! Se n'è andata!
FRANCO
E forse non ritornerà più!
GROTTI
Oh Dio, ma sanno.... — mi rivolgo a lei, signor Nota —
LUDOVICO
Lei s'introduce in casa mia, senza averne il permesso.
GROTTI
Chiedo perdono! Ma mi preme di sapere se la signorina Drei è a
conoscenza che mia moglie —
FRANCO
(_subito_)
— è andata dai parenti della mia fidanzata a denunziare —
GROTTI
(_subito con fierezza, gridando_)
— la sua pazzia!
FRANCO
Ah, lei dunque nega?
GROTTI
(_c. s. con furia e con sdegno_)
Ma io non ho niente nè da affermare nè da negare a lei!
FRANCO
Ah no! s'inganna! Perchè lei mi deve rispondere —
GROTTI
— di che vuole che le risponda? Della pazzia di una donna? — Sono
pronto a risponderne, quando lei vuole!
FRANCO
Sta bene!
GROTTI
(_subito rivolgendosi a Ludovico_)
Mi preme soltanto di sapere, signor Nota, se la signorina Drei ne è a
conoscenza!
LUDOVICO
No, io non credo.
GROTTI
Ah, sia lodato Dio, sia lodato Dio!
LUDOVICO
È stata con me: l'ho lasciata perchè doveva recarsi all'albergo.
GROTTI
E non lo sapeva neanche lei?
LUDOVICO
No; l'ho saputo ora dal signor Laspiga che ho trovato qua.
GROTTI
Ah bene, bene! Perchè nella disperazione in cui è, quest'altro colpo....
LUDOVICO
Ma il fatto è che — la aspettiamo — e ancora non ritorna.
FRANCO
Se non lo sa, è più che probabile che se l'aspetti! E poichè il signor
Nota le ha dato un po' di denaro, forse avrà preso la via.
GROTTI
Dio volesse che fosse così! Ma purtroppo temo —
FRANCO
Ah, dunque lei ora ammette?
GROTTI
Io non ammetto nulla!
FRANCO
Già per cavalleria!
GROTTI
Ma non capisce che a me non importa affatto che lei creda o non creda?
Lei può credere quello che vuole e che le fa comodo!
FRANCO
(_di scatto, fiero_)
Io? Quello che mi fa comodo? Io voglio sapere quello che è vero, non
credere quello che mi fa comodo!
GROTTI
E poi? Quando le avrò detto che non è vero? Ma non vuol comprendere che
è stato lei, proprio lei, a ridurla alla disperazione?
FRANCO
Io?
GROTTI
Sì! Lei!
FRANCO
Ma se fu scacciata innocente, da sua moglie, senza neanche colpa della
disgrazia della bambina —
GROTTI
(_subito, reciso_)
Questo no!
FRANCO
È menzogna, questa?
GROTTI
Sono andato appunto a protestare per questo, al giornale — contro
questa menzogna!
FRANCO
E poi è venuto a mettersi qua d'accordo con lei?
GROTTI
(_fremendo, quasi avventandosi e contenendosi_)
Mi scusi, signor Nota.... (_Poi, a Franco_) Sono venuto qua perchè
pregato dal padre della sua fidanzata, e ho trovato che ella — del
resto, alla sua stessa presenza, e di tutti — si disperava perchè
lei —
FRANCO
(_subito con forza stringente_)
— perchè io volevo riparare al male che le avevo fatto! Perchè se ne
dispera — vorrei sapere — se questo male che io le avrei fatto, è vero?
GROTTI
Ma perchè ella non vuole la sua riparazione! Oh bella! Non la vuole!
Non la vuole! Gliel'ha detto! Ripetuto! È una bella ostinazione,
perdio!
FRANCO
(_c. s._)
Ma non può credere che mi faccia comodo! Questo no! Lei vorrebbe
escludermi, con la scusa di questa disperazione, per fare facilmente
qua, la sua parte davanti al signore (_indicando Ludovico_), dandogli
a credere che non è vero niente! — Ma io sono qua, non per piacere, ma
perchè lei, lei stessa, dichiarò pubblicamente che s'era uccisa per me!
GROTTI
E non le ha già confessato d'aver mentito?
FRANCO
(_subito, con violenza, sempre più stringente_)
Una seconda menzogna! E due! — L'ho costretta io, forse, a mentire?
GROTTI
E chi lo sa, se non ha detto di no, per questo?
FRANCO
(_c. s._)
Dunque sarebbe vero che ha tentato d'uccidersi per me?
GROTTI
Io non lo so, perchè l'ha fatto.
FRANCO
(_c. s._)
Se è come lei dice, l'ha fatto per me, per il mio matrimonio! Non vedo
altra ragione, perchè l'avrebbe fatto!
LUDOVICO
Se non fu forse, per come disse a me —
FRANCO
(_voltandosi di scatto_)
Ma no, scusi, lei poc'anzi ha detto che non ne vedeva nessuna, neppure
lei!
LUDOVICO
No, ecco, che s'avvilì.... per istrada.... come una mendicante....
FRANCO
(_con ironia_)
Già! quando si offrì, di sera, al primo che passava....
GROTTI
(_infoscandosi_)
Disse anche questo?
FRANCO
(_forte, con foga, venendo avanti_)
Anche questo! anche questo! E avrebbe fatto anche questo per colpa mia,
per il mio tradimento! E lei vorrebbe che io, ammettendo questo, non
m'ostinassi a pretendere, con tutta la forza della mia coscienza, che
ella accettasse la mia riparazione? Ma io sono pronto a pretenderlo
anche ora, se lei mi dà la sua parola d'onore che sua moglie ha detto
il falso, denunciando che è stata la sua amante!
Accorre a questo punto EMMA, dalla comune, gridando spaventata:
EMMA
Signora! signora! Dio mio.... signora....
ONORIA
Che cos'è?
LUDOVICO
Lei?
EMMA
Sissignore.... è tornata....
GROTTI
E dov'è?
ONORIA
Dov'è?
EMMA
Come una morta.... Appena ho aperto.... è caduta, con la valigia....
LUDOVICO
Il veleno.... ah Dio, nella valigia aveva il veleno....
Mentre fanno per accorrere appare ERSILIA dalla comune:
cadaverica, ma calma, dolce, quasi sorridente.
ONORIA
(_arretrando, con gli altri_)
Oh.... eccola....
GROTTI
(_prorompendo_)
Ersilia.... Ersilia.... che hai fatto?
FRANCO
(_quasi tra sè_)
Ecco che s'è tradito!
LUDOVICO
(_accorrendo, come per sorreggerla_)
Signorina.... signorina....
ONORIA
(_con raccapriccio, quasi tra sè_)
Oh Dio.... di nuovo?
ERSILIA
Niente. Zitti.... Questa volta, niente.... (_fa segno col dito davanti
alla bocca_).
GROTTI
(_con un grido_)
No! No.... Dio, Dio! Bisogna darle ajuto subito! Portarla via, subito!
ONORIA
(_spaventata_)
Ma sì! Subito, subito!
LUDOVICO
(_accorrendo a lei_)
Sì, sì.... venga, venga....
ERSILIA
(_schermendosi_)
No: non voglio! — Basta! Per carità....
GROTTI
(_accorrendo anche lui_)
Ma sì! Vieni, vieni con me! Ti condurrò io!
ERSILIA
(_c. s._)
Non voglio, ti dico....
LUDOVICO
(_c. s._)
Ma sì, si lasci persuadere, si lasci condurre, signorina!
ONORIA
Mando per una vettura!
ERSILIA
Per carità, basta, vi dico.... Sarebbe inutile!
GROTTI
Ma chi lo dice? Non bisogna perder tempo piuttosto!
ERSILIA
È inutile! Non c'è più rimedio. Zitti, per carità. Lasciatemi
tranquilla. Se lei, signor Nota, e lei signora.... — non sarà subito,
purtroppo.... ma spero presto....
LUDOVICO
Dica, sì.... — che desidera? che desidera?
ERSILIA
Il suo letto.
LUDOVICO
Ma sì, subito, venga!
ONORIA
Venga, venga!
GROTTI
(_di nuovo prorompendo con violenta commozione_)
Che hai fatto? che hai fatto?
ERSILIA
Basta. Andate, andate....
LUDOVICO
Poteva pensare, signorina, che c'ero io! poteva restare qua, con me!
ERSILIA
Se non l'avessi fatto, nessuno mi avrebbe più creduto.
FRANCO
(_con orgasmo, commosso_)
Ma che cosa, che cosa dovevamo credere?
ERSILIA
(_pacata_)
Che non mentii per vivere. Questo.
FRANCO
E perchè allora?
ERSILIA
Ma per morire. Ecco. Vedi? — Te lo gridai, che quando dissi quella
menzogna per me doveva essere tutto finito, e che la dissi appunto
per questo. Tu non l'hai voluto credere; e hai ragione, sì, perchè non
pensai a te — proprio per nulla — hai ragione, non pensai che t'avrei
turbato, sconvolto così.... — Ma mi disprezzavo tanto!
FRANCO
Ma come? M'accusavi....
ERSILIA
No.
FRANCO
Come no?
ERSILIA
No, no.... È così difficile dirlo... — figurati, crederlo. — Ma ora
ti dirò. Mi disprezzavo tanto, che non credetti che t'avrei cagionato
tutto questo danno. — Puoi credermi. Vedi, ho voluto acquistarmi prima,
apposta, questo diritto d'esser creduta: per dirtelo. T'ho cagionato
tutto questo sconvolgimento, e anche alla tua fidanzata, e sapevo,
sapevo di non doverlo fare; che non avevo più nessun diritto di farlo,
perchè.... (_guarda verso il Grotti, poi si rivolge di nuovo a Franco_)
L'hai saputo? — Da sua moglie, è vero?
FRANCO
(_quasi senza voce_)
Sì.
ERSILIA
L'ho preveduto. E lui è venuto qua a negare, è vero?
FRANCO
(_c. s._)
Sì.
ERSILIA
Ecco, vedi? (_Lo guarda e fa un gesto di sconsolata pietà, aprendo
appena le mani; gesto che dice senza parole la ragione per cui
l'umanità martoriata sente il bisogno di mentire. Dolcissimamente
aggiunge:_) E anche tu....
FRANCO
(_commosso, con impeto di sincerità, intendendo il gesto_)
Sì, anch'io, anch'io!
ERSILIA
(_sorridendo, quasi d'un sorriso lontano_)
Hai detto il sogno.... non so.... cose belle. — E sei accorso qua
per riparare. — Sì, come lui — per riparare — ha negato. (_Il Grotti
scoppia in violenti singhiozzi. E allora ella turbandosi e facendogli
cenno di frenarsi e di smettere_) No, no, per carità! — È che ciascuno,
ciascuno vuol fare una bella figura. — Più si è.... più si è.... (_vuol
dire «laidi», ma ne prova schifo e insieme ancora tanta pietà, che
quasi non le viene di dirlo_) — e più ci vogliamo far belli, ecco.
(_E sorride_) Dio mio sì, coprirci con un abitino decente, ecco. — Io
non ne avevo più nessuno per ricomparirti davanti. Ma seppi che anche
tu.... sì, t'eri strappato quell'abito bello di marinajo. E allora mi
vidi.... mi vidi per la strada, senza più nulla.... — e.... (_s'infosca
al ricordo di quella sera per la strada, uscita dall'alberguccio_) —
sì, ancora un altro po' di fango addosso, a finire d'insudiciarmi. —
Dio, che schifo! che nausea! — E allora.... e allora volli farmela per
la morte, almeno, una vestina decente. — Ecco, vedete perchè mentii?
Per questo, vi giuro! — Non avevo potuto averne mai una per la vita, da
poter figurare in qualche modo, che non mi fosse strappata dai tanti
cani.... dai tanti cani che mi sono saltati sempre addosso, per ogni
via, che non mi fosse imbrattata da tutte le miserie più basse e più
vili — me ne volli fare una — bella — per la morte — la più bella —
quella che era stata per me come un sogno, là — e che mi fu strappata
subito, anch'essa — quella di fidanzata; ma per morirci, per morirci,
per morirci e basta — ecco — con un po' di rimpianto di tutti, e
basta. — Ebbene, no! no! Non ho potuto avere neanche questa! Lacerata
addosso, strappata anche questa! No! Morire nuda! Scoperta, avvilita, e
spregiata! — Ecco qua: siete contenti? E ora andate, andate. Lasciatemi
morire in silenzio: nuda. Andate! Lo posso ben dire, ora, mi pare, che
non voglio più vedere, che non voglio più sentire nessuno? Andate,
andatelo a dire, tu a tua moglie, tu alla tua fidanzata, che questa
morta — ecco qua — non s'è potuta vestire.
TELA
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
senza annotazione minimi errori tipografici.