R. I. P.

Null'altro rimaneva di quell'angelo passato sulla terra che una

pomposa iscrizione di dodici righe.

L'interno della chiesa era imponente. Le torce funebri l'illuminavano

di una luce bianca e severa. Come al di fuori era tutta parata di nero

e d'argento. In mezzo sorgeva il cataletto su cui era posata una

ghirlanda di fiori.

Il dolore del vecchio conte fu terribile e spaventevole. Dal suo

occhio non scese una lagrima--ma in due ore pareva invecchiato di

dieci anni.--Volle egli stesso presiedere a tutto ciò che concerneva

il funerale, perchè l'ultima dei Montsauron venisse sepolta

onorevolmente. Assistette alle esequie dalla tribuna della casa. Poi

accompagnò il corteo fino alla tomba di famiglia. Fu deposta vicino

alla contessa di Montsauron. Sulla tomba non leggevasi che il nome,

con la data della nascita e quella della morte.

Dopo adempiti codesti strazianti ufficii, il conte andò a piedi,

accompagnato dal marchese e dal curato, fino al limitare del

villaggio, dove una carrozza di posta lo aspettava.

--Là dove Ida è morta, diss'egli, additando la vecchia casa, io non ci

voglio star più.

Il marchese aveva offerto di accompagnarlo, ma egli aveva rifiutato.

Nessuno aveva voluto, tranne il suo vecchio cameriere, che triste egli

pure salì dietro la carrozza.

Il marchese ed il curato, col cappello alla mano ed il viso commosso

da un dolore così fiero e così fieramente sopportato, lo sorressero

mentre montava in carrozza.--Egli strinse loro la mano e gridò al

cocchiere:

--A Parigi!

La pesante carrozza si mosse e i quattro cavalli partirono di galoppo.

Il marchese di Sentis tornò alle sue terre di Normandia.

Paolo non si consolò mai della morte d'Ida--ma non ne morì. Il tempo e

l'arte sono grandi consolatori. Partì per Parigi dove non tardò a

farsi un nome.

Il dolore che fu veramente immenso fu quello del vecchio. Dolore

grande, augusto.

È solo di questo che ne resta a parlare.

La gran rivale · 第 28 / 53 题