CAPITOLO XXV.

Nel quale s’inframmette discorso delle varie genti d’arme del Soldano,

e de’ suoi Cavalieri della Halcqua.

Ma per ciò che, in perseguendo nostra materia, egli ci conviene

intralacciare alcune cose e ridurle a memoria, a fine d’intendere e

sapere la maniera che ’l Soldano teneva nella fazione di sue genti

d’arme, e donde esse venivano ordinariamente, così vi dirò io com’egli

sia vero che il più di sua cavalleria era fatta di genti istranie

che li mercatanti, andando e venendo sopra mare, vendevano, le

quali genti gli Egiziani da parte il Soldano accattavano. E venivano

queste d’Oriente, perchè quando uno Re d’Oriente avea disconfitto

e conquiso l’altro Re, quegli che avea avuto vittoria e le sue

milizie, prendevano le povere genti che poteano aver prigioniere, e

le vendevano a’ mercatanti, i quali le menavano rivendere in Egitto,

siccome io ho detto davanti. E di tali genti uscivano de’ figliuoli

che il Soldano facea nodrire e guardare. E quando essi cominciavano

a muover pelo, il Soldano lor facea apprendere a tirar de l’arco per

isbattimento e solazzo, e ciascun giorno, quando elli era dilibero,

li facea trarre. E quando si vedea ch’egli ne avea alcuni i quali

cominciavano d’inforzarsi, toglievansi loro gli archi fievoli e puerili

e se ne davano di più forti, secondo che ne mostrava balìa. E questi

giovincelli portavano l’armi del Soldano, e l’uomo appellavali li

_Bagherizzi_[71] del Soldano. E tutto incontanente che barba loro

veniva, ed il Soldano li facea Cavalieri, portando tuttavia sue armi,

le quali erano d’oro puro e fino, salvo che per differenza vi si mettea

o sbarre di vermiglio, o rose, od uccelli, o grifoni o qualche altra

pezza a loro piacere. E tali genti erano appellate le genti della

_Halcqua_, come voi direste gli arcieri della guardia del Re, ed erano

tutto giorno presso del Soldano e guardando il suo corpo. E quando esso

Soldano era in guerra, costoro eran sempre alloggiati presso di lui

come guardie del corpo suo.

Ed ancora più presso di lui aveva egli altre guardie, com’è a dire

Portieri e Ministrieri. E sonavano que’ Ministrieri a la punta del

giorno il levare del Soldano, ed a la sera la sua ritratta; e con

loro stormenti di più maniere facevano tale bruìto, che coloro i

quali erano colà presso non si potevano udire, non che intendere,

l’un l’altro, ma ben n’udiva chiaramente il bombo tutt’uomo per mezzo

l’oste. E ben sappiate che in fra ’l dì essi non sarebbono stati sì

arditi d’aver sonato, se non per lo espresso congedo del Maestro della

Halcqua. E quando il Soldano volea qualche cosa dallo esercito, o dare

qualche comandamento a sue genti d’arme, egli diceva ciò al Maestro

della Halcqua, lo quale facea tosto venire suoi Ministrieri, e questi

sonavano, e di loro corni saracineschi e nacchere e tamburi ordinavano

l’accolta. Perchè a questo suono assembravansi tutte le genti davanti

il Soldano, ed allora il Maestro della Halcqua dicea loro il buon

piacere del Signore, e queste incontanente il facevano a lor podere.

E quando il Soldano era colla persona in guerra combattendo, quegli

tra Cavalieri della Halcqua che meglio provavasi e facea d’arme si era

fatto da lui Almirante[72] o Capitano, od avea carico e condotta di

genti d’arme, secondo ciò ch’elli lo meritava. E chi più faceva, più

gli donava il Soldano, e per tutto ciò ciascun d’essi isforzavansi di

fare oltre il poder loro s’essi avessono potuto farlo.

La fazione e maniera di fare del Soldano era poi questa, che quando

alcuno de’ suoi Cavalieri della Halcqua per sue prodezze e cavallerie

avea guadagnato di bene tanto ch’elli non ne avea più soffratta, e

ch’e’ si poteva leggermente passare di lui; ed egli, di paura ch’avea

che colui non se gli rubellasse o l’uccidesse, sì il facea prendere

e morire in sue prigioni segretamente; e poi che non se ne sapean più

novelle, s’apprendea tutto il bene che aveano le sue donne e figliuoli.

E questa cosa bene fu provata durante che fummo nel paese delle parti

di là, perchè il Soldano fece prendere e imprigionare coloro ch’avean

catturato li Conti di Monforte e di Bar per loro valenza e arditezza,

poichè in odio ed invidia ch’elli ne ebbe contr’essi, e poi che li

dottava forte, sì li fece morire. Ed a simigliante fece egli dei

Bodendardi, i quali sono genti soggette al detto Soldano, per ciò

che, appresso ch’elli ebbero disconfitto lo Re d’Erminia[73], uno

giorno essi vennero per messaggi di verso il Soldano raccontargliene

la novella, e lo trovarono cacciando alle bestie selvagge, e tutti

discesero a piè per fargli la reverenza e donargli la salute si

credendo ben fare, ed essere remunerati da lui. Ed egli loro rispose

maliziosamente che mica non salutavali, e ch’essi gli avean fatto

ismarrire e perder sua caccia, e di fatto lor fece crudelmente tagliare

le teste.

La sesta crociata ovvero l'istoria della santa vita e delle grandi cavallerie di re Luigi IX di Francia · 第 46 / 97 题