Nel quale s’inframmette discorso delle varie genti d’arme del Soldano,
e de’ suoi Cavalieri della Halcqua.
Ma per ciò che, in perseguendo nostra materia, egli ci conviene
intralacciare alcune cose e ridurle a memoria, a fine d’intendere e
sapere la maniera che ’l Soldano teneva nella fazione di sue genti
d’arme, e donde esse venivano ordinariamente, così vi dirò io com’egli
sia vero che il più di sua cavalleria era fatta di genti istranie
che li mercatanti, andando e venendo sopra mare, vendevano, le
quali genti gli Egiziani da parte il Soldano accattavano. E venivano
queste d’Oriente, perchè quando uno Re d’Oriente avea disconfitto
e conquiso l’altro Re, quegli che avea avuto vittoria e le sue
milizie, prendevano le povere genti che poteano aver prigioniere, e
le vendevano a’ mercatanti, i quali le menavano rivendere in Egitto,
siccome io ho detto davanti. E di tali genti uscivano de’ figliuoli
che il Soldano facea nodrire e guardare. E quando essi cominciavano
a muover pelo, il Soldano lor facea apprendere a tirar de l’arco per
isbattimento e solazzo, e ciascun giorno, quando elli era dilibero,
li facea trarre. E quando si vedea ch’egli ne avea alcuni i quali
cominciavano d’inforzarsi, toglievansi loro gli archi fievoli e puerili
e se ne davano di più forti, secondo che ne mostrava balìa. E questi
giovincelli portavano l’armi del Soldano, e l’uomo appellavali li
_Bagherizzi_[71] del Soldano. E tutto incontanente che barba loro
veniva, ed il Soldano li facea Cavalieri, portando tuttavia sue armi,
le quali erano d’oro puro e fino, salvo che per differenza vi si mettea
o sbarre di vermiglio, o rose, od uccelli, o grifoni o qualche altra
pezza a loro piacere. E tali genti erano appellate le genti della
_Halcqua_, come voi direste gli arcieri della guardia del Re, ed erano
tutto giorno presso del Soldano e guardando il suo corpo. E quando esso
Soldano era in guerra, costoro eran sempre alloggiati presso di lui
come guardie del corpo suo.
Ed ancora più presso di lui aveva egli altre guardie, com’è a dire
Portieri e Ministrieri. E sonavano que’ Ministrieri a la punta del
giorno il levare del Soldano, ed a la sera la sua ritratta; e con
loro stormenti di più maniere facevano tale bruìto, che coloro i
quali erano colà presso non si potevano udire, non che intendere,
l’un l’altro, ma ben n’udiva chiaramente il bombo tutt’uomo per mezzo
l’oste. E ben sappiate che in fra ’l dì essi non sarebbono stati sì
arditi d’aver sonato, se non per lo espresso congedo del Maestro della
Halcqua. E quando il Soldano volea qualche cosa dallo esercito, o dare
qualche comandamento a sue genti d’arme, egli diceva ciò al Maestro
della Halcqua, lo quale facea tosto venire suoi Ministrieri, e questi
sonavano, e di loro corni saracineschi e nacchere e tamburi ordinavano
l’accolta. Perchè a questo suono assembravansi tutte le genti davanti
il Soldano, ed allora il Maestro della Halcqua dicea loro il buon
piacere del Signore, e queste incontanente il facevano a lor podere.
E quando il Soldano era colla persona in guerra combattendo, quegli
tra Cavalieri della Halcqua che meglio provavasi e facea d’arme si era
fatto da lui Almirante[72] o Capitano, od avea carico e condotta di
genti d’arme, secondo ciò ch’elli lo meritava. E chi più faceva, più
gli donava il Soldano, e per tutto ciò ciascun d’essi isforzavansi di
fare oltre il poder loro s’essi avessono potuto farlo.
La fazione e maniera di fare del Soldano era poi questa, che quando
alcuno de’ suoi Cavalieri della Halcqua per sue prodezze e cavallerie
avea guadagnato di bene tanto ch’elli non ne avea più soffratta, e
ch’e’ si poteva leggermente passare di lui; ed egli, di paura ch’avea
che colui non se gli rubellasse o l’uccidesse, sì il facea prendere
e morire in sue prigioni segretamente; e poi che non se ne sapean più
novelle, s’apprendea tutto il bene che aveano le sue donne e figliuoli.
E questa cosa bene fu provata durante che fummo nel paese delle parti
di là, perchè il Soldano fece prendere e imprigionare coloro ch’avean
catturato li Conti di Monforte e di Bar per loro valenza e arditezza,
poichè in odio ed invidia ch’elli ne ebbe contr’essi, e poi che li
dottava forte, sì li fece morire. Ed a simigliante fece egli dei
Bodendardi, i quali sono genti soggette al detto Soldano, per ciò
che, appresso ch’elli ebbero disconfitto lo Re d’Erminia[73], uno
giorno essi vennero per messaggi di verso il Soldano raccontargliene
la novella, e lo trovarono cacciando alle bestie selvagge, e tutti
discesero a piè per fargli la reverenza e donargli la salute si
credendo ben fare, ed essere remunerati da lui. Ed egli loro rispose
maliziosamente che mica non salutavali, e ch’essi gli avean fatto
ismarrire e perder sua caccia, e di fatto lor fece crudelmente tagliare
le teste.