MORFEO. _Sbu, sbu._

NARTICOFORO. Oimè, che putore! che cosa è questo che m'hai buttato in

faccia?

MORFEO. È ro... rotta la postema: è lo san... sangue e la mar...

marcia.

NARTICOFORO. Oimè, che fetulenzia, che cloaca è questa!

MORFEO. Ti giuro...

NARTICOFORO. Non giurare a chi non crede al tuo giuramento. Parteti di

qua; se non, mi partirò io.

GERASTO. Entra, Cintio mio caro. Ecco, hai pur visto esser vero quanto

ti ho detto.

NARTICOFORO. Mio figlio non è cosí fatto: è un Adone, un Ganimede,

immo centies piú bello dell'uno e dell'altro. Questi è un deforme

Tersite. Proh Iuppiter, questa Napoli deve essere qualche terra

incantata, dove gli uomini diventano altri di quel che sono; onde son

ancipite come si trovano qui uomini che non solo mentiscono chi sono,

ma s'usurpano i nomi e le condizioni d'altri.

GERASTO. Ed è possibile che in Roma si trovino uomini cosí ignoranti e

di sí fatta condizione che non si voglino persuadere che altri non

sieno quelli che sono, e or si vogliono far conoscere per quelli che

non sono?

NARTICOFORO. Non fu inteso mai il piú insigne mendacio in questa

machina mundiale!

GERASTO. Perché sei incredulo?

NARTICOFORO. Anzi, tu bugiardo?

GERASTO. Questa tua barba bianca m'ave ingannato.

NARTICOFORO. La tua ciera m'ha detto la veritá. Mira faccia di boia!

GERASTO. Mira faccia d'appiccato! stolto ignorante!

NARTICOFORO. Mentiris per guttur! oh avessi la mia ferola, che ti

vorrei far pentire di quanto hai detto.

GERASTO. Ti risponderei con le mani, se avessi qui un bastone, e ti

impararei la creanza.

NARTICOFORO. Tu la creanza a me? il quale con publico stipendio lègo

una lezione estraordinaria alla Rotonda di versi di Mancinello di

costumi? Pensi che per esser qui forastiero non abbi in questa cittá

alcun amico? o abbi la crumèna cosí vacua che non possa far pentirti

del tuo stultiloquio? Condurrò io qui or ora il capitan Dante,

hispanus Hector, e ti farò conoscere quanto importi usar ingiuria a

chi non la meritò mai.

GERASTO. Né tu mi trovarai qui solo. Ma ben hai fatto a partirti,

ch'essendo scemo di cervello, con un bastone ti volea far tornar

savio. Mira che sorte di uomini vanno per lo mondo, mira che

cantafavole! Diceva la casa mia essere appestata, che lui era

Narticoforo e ch'io non fusse Gerasto; alfin volea che Cintio non

fusse figlio di Narticoforo.

La fantesca · 第 62 / 96 题