NARTICOFORO, GERASTO.

NARTICOFORO. (Heu, misero Narticoforo, tu stai in un pelago di

ancipiti pensieri! A me duole partirmi senza far molti consci della

ingiuria con che m'ha lacessito Gerasto; e se non mi parto, quel suo

nipote vuoi trucidarmi: io sono tra Cariddi e Scilla!).

GERASTO. (Fioretta non è in camera: andrò in casa, gli farò cenno che

venghi, e vedrò se gli forastieri han pranzato e se si riposano).

NARTICOFORO. (Costui deve esser forastiero in questa cittá, perché va

alla casa appestata e la batte per entrare). O viro probo, arrige

aures a quel che dico.

GERASTO. O son sordi o dormono.

NARTICOFORO. Perché battete quel ostio con tanta veemenzia?

GERASTO. Perché ho voglia d'entrare.

NARTICOFORO. Voi dovete esser forastiero e l'arete presa in cambio.

GERASTO. Or questa è bella, che un forastiero dica ad un cittadino che

è forastiero, e gli vogli insegnar la sua casa!

La fantesca · 第 58 / 96 题