SPEZIALE. (Veggio un uomo innanzi la porta di Gerasto). Gentiluomo,
qui m'invia Gerasto medico, che facci un serviggiale ad un forastiero
ammalato. Se sète di casa, mi sapreste insegnar dove abbiti?
PANURGO. Entra in questa camera terrena, presso la scala, che lo
troverai giacente infermo. Di grazia, disponetelo prima con belle
parole, poi fate l'ufficio vostro.
SPEZIALE. Volentieri. Non mi darete voi due legna, che possa riscaldar
questo pignatino?
PANURGO. Fratello, noi siamo forastieri, legne non ne abbiamo; fate il
meglio che si può.
SPEZIALE. Cosí farassi.
PANURGO. (Come fui sciocco questa mattina non rispondere alcuna cosa a
questo fatto; ché difficil cosa mi pare che Morfeo si conduca a
farselo. Egli è tristo a tutta passata, e dubito non facci delle sue e
ruini il negozio).
MORFEO. Va' via, parteti di qua.
SPEZIALE. Che faresti se t'apportassi alcun male, che, apportandoti la
sanitá, cosí mi scacci?
MORFEO. Sia maladetta la sanitá che vien per tal via!
SPEZIALE. Fratello, nessun male si scaccia con piacere.
MORFEO. Mi fai del filosofo ancora. Fuggí di qua e fai bene.
SPEZIALE. Lásciatelo fare, e fai meglio.
MORFEO. Eh, va' via!
SPEZIALE. Eh, férmati!
MORFEO. Levamiti dinanzi, dico.
SPEZIALE. Io non ti sto innanzi ma dietro.
MORFEO. Dici il vero, che dovunque mi volgo, mi ti trovo dietro; par
che sii l'ombra mia.
SPEZIALE. Tutto è per tuo bene.
MORFEO. Vuoi tu un buon consiglio? Vattene via ben presto.
SPEZIALE. Vuoine tu un altro migliore? lásciatelo fare.
MORFEO. Tu sei risoluto non partirti?
SPEZIALE. Tu indovini, se prima nol faccio. Fa' buon animo.
MORFEO. Come ho a far per far buon animo?
SPEZIALE. Rissoluzione: cala la testa, stringi i denti e tira il fiato
a te.
MORFEO. Cosí farò.
PANURGO. (Pur alfin s'è contentato! Ma che rumore è questo?).
SPEZIALE. Oimè, oimè! che sia ammazzato quel fabro che fece quella
scure che tagliò quegli alberi che féro quella barca che ti portò in
questo paese!
PANURGO. Che cosa hai, uomo da bene?
SPEZIALE. In questa casa dicevi tu che ci era carestia di legne? che
in nessuna casa m'è accaduto mai me ne siano state date in piú
abondanza né a miglior mercato né con peggior modo!
MORFEO. Ancor sei qui, brutto poltrone?
SPEZIALE. Se non ti piaceva, non potevi licenziarmi senza cacciarmene
come si cacciano i cani?
MORFEO. Sgombra, fuggi di qua!
SPEZIALE. (Deh, se posso appuntartelo dietro, o ce lo ficcherò insino
al manico o farò il brodo tanto caldo che ti scotterò tutte le
budelle. Ti farò peggio che non hai fatto a me).
MORFEO. Che borbotti, sozzo asino?
SPEZIALE. Era venuto a farti il serviggiale, non per esser battuto.
MORFEO. Che hai ad impacciarti se voglio vivere o morire? sei mio
tutore?
SPEZIALE. Era venuto qui per un carlino, non bastano quattro a
medicarmi.
MORFEO. Ti duoli forse che non t'abbi dato quanto merita la tua
perfidia?
SPEZIALE. Che gran fatto era lasciarti far il rimedio? Questo ti cava
tutti i cattivi umori dal corpo: ti allegerisce la testa, ti leva le
fumositá dal cervello, ti mantien largo da dietro, che non arai piú
male in tua vita. Il male è poco, l'utile è molto: non sète giá putto,
che abbiate a vergognarvene.
MORFEO. Ben dice il proverbio: «Sei piú fastidioso del serviggiale»;
ma tu avanzi tutti i serviggiali del mondo.
SPEZIALE. Lo farò con tanta destrezza che, quando stimerai che non
abbi cominciato, arò finito.
MORFEO. Orsú, io fo stima che non abbi cominciato; fa' stima tu che
abbi finito, e va' via.
PANURGO. (Morfeo, di grazia, obedisci: non scopriamo il fatto per cosa
cosí leggiera).
MORFEO. (Fattelo far tu o il tuo padrone a cui appertiene questo,
accioché vi purgasse quelli umori che dice lo speziale. Che ho a far
io con gli umori tuoi o con gli amori di Essandro?).
SPEZIALE. Vorrei saper da te, vuoi o non vuoi farti questo rimedio?
MORFEO. Vorrei saper da te, vuoi o non vuoi partirti di qua?
SPEZIALE. Non accostarti, che giuro passarti questo alla trippa.
PANURGO. Di grazia, vattene.
SPEZIALE. Non me n'andrò senza vendetta: almeno, gli spezzarò questo
pignatino in testa e gli butterò il brodo in faccia.
MORFEO. Ah, poltron asino, che m'hai cieco! se ti giungo!