G. P. ZULIANI

_Amico e maestro dilettissimo,_

_Firenze, 25 gennaio 1894._

Intitolando al chiaro nome di Lei questa mia commedia, io pago un debito

antico e per me sacro.

Chè di tutte le cose belle e buone che sono sulla terra, l'amicizia —

intesa e praticata come la intendevano e praticavano gli antichi romani

— è la più alta, la più gentile, la più sacra! oso anche dire la più

vera.

E Lei è stato sempre per me un amico, un fratello.

De' molti e salutari suoi consigli ho fatto in ogni tempo tesoro: e se

ho potuto dare al teatro italiano qualche commedia non del tutto

infelice, a Lei, a Lei solo, lo devo.

Confessandomene in pubblico, adempio un dolcissimo dovere; e dandole il

caro nome di maestro, dirò solo, e a mala pena, ciò che il cuore mi

detta.

Da Lei ho imparato ad amar l'arte sul serio: da Lei mi son venute le

prime norme dello scrivere per il teatro: dalla lettura delle sue

dottissime critiche l'insegnamento più utile e più salutare.

S'abbia, dunque, con la povera offerta di questa mia _Danza macàbra_ —

che la buona critica italiana ha giudicata degna figliuola delle

_Rozeno_ —, tutto il mio cuore e tutta la mia ineffabile gratitudine.

Con affetto di discepolo, di amico, di fratello m'è soprammodo caro

dichiararmi

Danza macàbra · 第 5 / 59 题