Chi non provò mai palpito
Finor d’affetto in core,
Doman lo dee dischiudere
Al più fervente amore.
Tutti si legan gli esseri
Col vincolo d’imene:
Sulla giovenca spingesi
Il toro, ed ecco viene
Mosso da questa legge
Lungo i ruscelli il gregge.
Vuole la Dea dispieghino
Gli augelli i loro canti,
Per le paludi stridono
I cigni e i proprii vanti
Moduli invidïata
Di Terëo la cognata[155].
La voce sua melodica,
Sarà d’amore invito,
Nè la sorella piangere
S’udrà pel reo marito:
Taccio al canto gentile,
Finchè verrà il mio aprile.
Come la rondin garrula,
Allor canterò anch’io,
Onde la Musa arridami
E l’Eliconio Dio;
Però che già Amiclea[156]
Sè col tacer perdea.