Lascia ch’io teco ammiri a parte a parte
Le combuste rovine, e di =Pompei=,
Col sagace poter delle tue carte,
L’immagine si desti agli occhi miei!
Qui s’ergeano i delubri, e qui dell’Arte
Del bello eternatrice e degli Dei
Immortale custode, ecco le sparte
Reliquie, onde il disìo pungi e ricrei.
Del suo classico peplo rivestita,
— Tanta innanzi mi scorre onda di vero, —
Pompei ne’ marmi e nello spirto ha vita.
Tu la vorace ira del tempo hai doma...
Nel passato io risorgo, e col pensiero
Teco son fatto cittadin di Roma.