Sonetto

Lascia ch’io teco ammiri a parte a parte

Le combuste rovine, e di =Pompei=,

Col sagace poter delle tue carte,

L’immagine si desti agli occhi miei!

Qui s’ergeano i delubri, e qui dell’Arte

Del bello eternatrice e degli Dei

Immortale custode, ecco le sparte

Reliquie, onde il disìo pungi e ricrei.

Del suo classico peplo rivestita,

— Tanta innanzi mi scorre onda di vero, —

Pompei ne’ marmi e nello spirto ha vita.

Tu la vorace ira del tempo hai doma...

Nel passato io risorgo, e col pensiero

Teco son fatto cittadin di Roma.

Pompei e le sue rovine, Vol. 3 (of 3) · 第 32 / 55 题