Del resto, quand'anche Alfonso Varchi fosse caduto a temer dell'amico
per la sua tranquillità domestica e fosse stato preso da gelosia,
si sarebbe dovuto acquietare in un confronto fra le donne accostate
da Giulio nell'alta società e sua moglie: questa non era una donna
per Giulio. Bella sì, ma non sentimentale, non intellettuale, non
nevrotica: Giovanna era sana e savia. E Giulio Galardi, per parte sua,
non si curava punto di quella signora Giovanna, che agli aneddoti
e ai pettegolezzi da lui riferiti fedelmente e coscienziosamente,
porgeva orecchi e occhi incerti, come a storie inverosimili, e quasi
per opporre la serietà sua alla fatuità di quelle eroine, domandava al
marito notizie politiche, commerciali, industriali e agricole. Lieto
della felicità dell'amico, Giulio si ripeteva spesso:
— Che stupida! Alfonso non poteva essere più fortunato!
Passarono così tre anni; durante i quali nella famiglia Varchi e
nello scapolo Galardi nulla avvenne, a loro credere, che adombrasse la
reciproca e triplice confidenza. Frattanto Giovanna procreò l'un dopo
l'altro due mirabili maschiotti; Alfonso s'ingolfò sempre più nelle
faccende, non restandogli tempo oramai che d'accarezzare i bimbi dopo
pranzo; e Giulio mutò quattro o cinque illusioni d'amore in delusioni,
trovando le une e le altre sempre identiche. La migliore società
infatti è sempre tale e quale: in tutti gli uomini, in tutte le donne
— gentiluomini e gentildonne — che la compongono; in tutte le cose; in
tutte le passioni; in tutti i capricci.
_Sì sì!_ Che noia!
L'amore? noia! Il gioco? noia! I teatri? noia! I cavalli? noia! Uf!
Appunto da questo terribile male, la noia, che è la figlia di tutti
i vizi, dovevano cominciare i guai di Galardi; e cominciarono appunto
dal dì che all'entrare in casa Varchi gli parve di tornare in porto,
non quale nocchiero dopo lunga tempesta, ma quale pescatore che non ha
pescato niente. I guai cominciarono quando egli, stufo e ristufo di
troppe donne «per lui», contò i suoi anni e si chiese: «Se prendessi
moglie anch'io? una donna come...?»; quando sentì una fitta al cuore,
mentre abbassava il capo alla dura riflessione che gli venne fatta: «Di
Giovanne ce n'è una sola!» Altro che stupida! Bella sì, ma tutt'affetto
per i figli, per il marito, per la casa; onesta, pacifica, tenera,
economa.
A farla corta, Giulio Galardi s'innamorò senza volere (e fu veramente
il suo primo amore) della signora Giovanna Varchi; ella — stupida o no,
poco importa, chè di certe cose se ne accorgono anche le stupide — se
n'accorse; e Alfonso Varchi non se ne accorse.