Sospirando come chi è tratto a ricordare la sua maggiore sventura, Edon
cominciò:
— La compagna che io m'ero scelta nella vita, la donna che io amava,
la donna che mi amava, era un angelo. Dal giorno del nostro connubio,
quasi un anno vivemmo felici; d'una incredibile, divina felicità;
quindi, a poco a poco, vivemmo meno bene, finchè la nostra esistenza
divenne insopportabile.
Disse Polla, già dolente della sua richiesta inopportuna e dolorosa:
— Non andavate d'accordo...?
Edon gli volse lo sguardo di uno che tema d'essere canzonato.
— Andavamo troppo d'accordo!
E poichè l'amico, a sua volta, lo fissava con sospetto, aggiunse:
— Sì! Eravamo eravamo d'indole e carattere identici; ci amavamo tanto
che l'amore aveva soffocato in noi ogni egoismo; aveva distrutta in
noi ogni forza d'indipendenza: io viveva per lei, e lei per me; io non
potevo vivere senza di lei nemmeno un secondo, e lei non poteva vivere
senza di me: così giunse presto il giorno che non potemmo più vivere
nessuno dei due.
Era troppo! Pareva a Polla di destarsi come a una rivelazione
improvvisa; e rosso, prima, di rabbia; poi giallo di bile, con lo
sguardo velato e la voce tremante gridò:
— Finalmente vi ho compreso! Voi scherzate.... Ma con me tutt'al più si
discute: non si scherza!
— No, amico: non scherzo.
— Voi mi avete preso in gioco, sempre. Siete entrato perciò dalla mia
finestra!
— No, in verità.
— Voi mentite! Siete un «emissario» della borghesia!
Allora, con severità tranquilla, disse Edon:
— Noi in Eldorado non conosciamo l'arte della menzogna. Non dovendo
mentire per necessità, cioè per politica, per industria, per commercio,
per patriottismo, per la storia, per la gloria, per l'arte e per
l'amore (l'amore pur troppo è libero da noi), noi non diciamo bugie
neanche per divertimento. Appunto per questo, perchè non seppi
ingannare e fingere, la mia vita coniugale doveva essere tanto
infelice!
«Pensate che quello che io volevo, la mia compagna voleva; quello
che lei voleva, io volevo; e a poco a poco io non volli più nulla,
aspettando che volesse lei; e ugualmente faceva lei con me. Imaginatevi
un amore senza volontà; una funzione senza affanni, senza virtù, senza
conforto. D'altra parte, noi ci leggevamo nell'anima in modo che ogni
tentativo di ridestare la fiamma amorosa era inutile; e se io accusavo
qualche malanno imaginario per farla soffrire, essa non mi credeva;
e s'essa accennava a qualche suo particolare godimento, a qualche suo
proprio capriccio per ingelosirmi, io vedeva in lei un inutile sforzo.
Che noia! Che tedio! Che accidia! Ma voi direte che io avrei potuto
dividermi dalla mia compagna; cercarmene un'altra. Ahimè! Da noi le
donne, perchè l'amore è libero, sono fedeli; e la mia, per quanto si
annoiasse, non credeva di poter trovare un amico mio da preferirmi.
Io poi vedendo che le nostre donne si rassomigliano tutte, come già
vi dissi, non sperai di trovarne una che mi risparmiasse la noia e la
sazietà, e con un supremo sforzo fuggii su le mie ali abbandonandomi ai
venti di oltre mare.»
Sopraffatto dagli argomenti di un avversario, più d'una volta Polla
aveva dato di piglio a una seggiola e aveva dimostrata con quella la
filantropia della sua fede; ma ora stava cheto, a testa bassa. L'altro
lo credette in meditazione su gl'inconvenienti dell'amore libero, e
proseguì:
— In Europa, per quello che m'imagino, la vita matrimoniale dev'essere
deliziosa. Essendo un vincolo il matrimonio, ai coniugi verrà spesso
la voglia d'infrangerlo; cosicchè l'uno cercherà ogni via per sedurre e
avvincere sempre più l'altro. Il sospetto del tradimento diventerà esca
all'amore; mentre non sarà difficile distrarsi, ingannarsi a vicenda,
senza che l'uno sappia o mostri sapere dell'altro. Voi, Polla, non
prendete moglie?
— Io.... — mormorò Polla, sconfortato, desolato, quasi in tono di chi
invoca pietà: — Io.... sono socialista. Predico il libero amore!
Allora Edon, pentito della sua richiesta inopportuna e dolorosa:
— Perdonatemi se vi ho afflitto; perdonatemi, amico, se dopo la vostra
confessione, sono obbligato a confessarvi che d'ora innanzi mi vedrete
fare l'onesto borghese. In Eldorado non mi ci vedono più! Ma voi non
mi abbandonerete, è vero, Polla? Sebbene abbiamo opinioni contrarie,
noi staremo allegri; discuteremo; ci godremo i frutti delle mie
pietre; e quando io avrò preso moglie (con vincolo, s'intende, civile
e religioso), noi vivremo felici tutti e tre.
Povero Polla! «I frutti delle _mie_ pietre» aveva detto Edon: non delle
_nostre_!