Dal tuo leggiadro viso

Il mio destin dipende:

D’ugual desio mi accende

Il tuo desio.

Dal labbro tuo soltanto

Ha questo labbro il riso:

Ha dal tuo ciglio il pianto

Il ciglio mio.

1814.

C.

AURORA DEL 21 LUGLIO DEL 1820

Sei pur bella cogli astri sul crine

Che scintillan quai vivi zaffiri,

È pur dolce quel fiato che spiri,

Porporina foriera del dì.

Col sorriso del pago desio

Tu ci annunzii dal balzo vicino

Che d’Italia nell’almo giardino

Il servaggio per sempre finì.

Il rampollo d’Enrico e di Carlo,

Ei ch’ad ambo cotanto somiglia,

Oggi estese la propria famiglia,

E non servi ma figli bramò.

Volontario distese la mano

Sul volume de’ patti segnati;

E il volume de’ patti giurati

Della patria sull’ara posò.

Una selva di lance si scosse

All’invito del bellico squillo,

Ed all’ombra del sacro vessillo

Un sol voto discorde non fù.

E fratelli si strinser le mani,

Dauno, Irpino, Lucano, Sannita;

Non estinta ma solo sopita

Era in essi l’antica virtù.

Ma qual suono di trombe festive!

Chi s’avanza fra cento coorti?

Ecco il forte che riede tra i forti,[103]

Che la patria congiunse col re!

Oh qual pompa! Le armate falangi

Sembran fiumi che inondin le strade!

Ma su tante migliaia di spade

Una macchia di sangue non v’è.

Lieta scena! Chi plaude, chi piange,

Chi diffonde vïole e giacinti,

Vincitori confusi coi vinti

Avvicendano il bacio d’amor!

Dalla reggia passando al tugurio

Non più finta la gioia festeggia;

Dal tugurio tornando alla reggia

Quella gioia si rende maggior.

Genitrici de’ forti campioni

Convocati dal sacro stendardo,

Che cercate col pavido sguardo?

Non temete, chè tutti son quì.

Non ritornan da terra nemica,

Istrumenti di regio misfatto,

Ma dal campo del vostro riscatto,

Dove il ramo di pace fiorì.

O beata fra tante donzelle,

O beata la ninfa che vede

Fra que’ prodi l’amante che riede

Tutto sparso di nobil sudor!

Il segreto dell’alma pudica

Le si affaccia sul volto rosato,

Ed il premio finora negato

La bellezza prepara al valor.

Cittadini, posiamo sicuri

Sotto l’ombra de’ lauri mietuti,

Ma coi pugni sui brandi temuti

Stiamo in guardia del patrio terren.

Nella pace prepara la guerra

Chi da saggio previene lo stolto:

Ci sorrida la pace sul volto,

Ma ci frema la guerra nel sen.

Che guardate, gelosi stranieri?

Non uscite dai vostri burroni,

Chè la stirpe dei prischi leoni

Più nel sonno languente non è.

Adorate le vostre catene;

Chi v’invidia cotanto tesoro?

Ma lasciate tranquilli coloro

Che disdegnan sentirsele al piè.

Se verrete, le vostre consorti,

Imprecando ai vessilli funesti,

Si preparin le funebri vesti,

Chè speranza per esse non v’ha.

Sazierete la fame de’ corvi,

Mercenarie falangi di schiavi;

In chi pugna pe’ dritti degli avi

Divien cruda la stessa pietà.

Una spada di libera mano

È saetta di Giove tonante,

Ma nel pugno di servo tremante

Come canna vacilla l’acciar.

Fia trionfo la morte per noi,

Fia ruggito l’estremo sospiro;

Le migliaia di Persia fuggiro,

I trecento di Sparta restâr!

E restaron coi brandi ne’ pugni

Sopra mucchi di corpi svenati,

E que’ pugni, quantunque gelati,

Rassembravan disposti a ferir.

Quello sdegno passava nel figlio

Cui fù culla lo scudo del padre,

Ed al figlio diceva la madre,

“Quest’esempio tu devi seguir.”

O tutrice dei dritti dell’uomo,

Che sorridi sul giogo spezzato,

È pur giunto quel giorno beato

Che un monarca t’innalza l’altar!

Tu sul Tebro fumante di sangue

Passeggiavi qual nembo fremente,

Ma serena qual’alba ridente

Sul Sebeto t’assidi a regnar.

Una larva col santo tuo nome

Quì sen venne con alta promessa;

Noi, credendo che fossi tu stessa,

Adorammo la larva di te:

Ma, nel mentre fra gl’inni usurpati

Sfavillava di luce fallace,

Ella sparve qual sogno fugace,

Le catene lasciandoci al piè.

Alla fine tu stessa venisti

Non ombrata da minimo velo,

Ed un raggio disceso dal cielo

Sulla fronte ti veggio brillar.

Coronata di gigli perenni,

Alla terra servendo d’esempio,

Tu scegliesti la reggia per tempio,

Ove il trono ti serve d’altar.

1820.

D.

ADDIO ALLA PATRIA

Nella notte più serena

Era in ciel la luna piena:

Neve il dorso e fiamma il crin

Riflettea dal mar vicin

Il Vesèvo che grandeggia

Come reggia--di Vulcan:

D’arme grave--anglica nave

Trascorrea l’equoreo pian.

Quando il profugo cantore,

La cui colpa è il patrio amore,

Atteggiato di martir,

Schiuse il labbro ad un sospir

E qual flebile usignuolo,

Il suo duolo--a disfogar,

Dal naviglio--volse il ciglio

La sua terra a salutar.

O Partenope, egli dice,

O Partenope infelice,

Di tua gloria il chiaro dì

Quasi al nascere morì!

Ah dal cor t’indrizzo i carmi

Nel sottrarmi--a reo poter,

E nel bando--miserando

Sarai sempre il mio pensier!

Rè fellon che ci tradisti,

Tu rapisci e non racquisti:

Maledetto, o rè fellon,

Sii dall’austro all’aquilon!

Maledetto ogni malnato

Che ha tramato--insiem con te!

Maledetto--ogni soggetto

Che ti lambe il sozzo piè!

Ti sien contro in ogni loco

Cielo e terra, mare e foco,

Nè dien tregua a un infedel

Foco e mare, terra e ciel!

Sì, ti faccian sempre guerra

Cielo e terra--foco e mar!

Ti stia scritto--il tuo delitto

Sulla mensa e sull’altar!

Traditor, da quel momento

Che infrangesti il giuramento,

Cento stili, o traditor,

Tendon’ avidi al tuo cor...

Deh frenate il santo sdegno,

Non n’è degno--un cor brutal,

E saetta--di vendetta

Tenga il luogo del pugnal!

Che pel fulmine di Dio

De’ suoi falli ei paghi il fio,

Ma di Bruto il sacro stil

Onorar non dee quel vil!

No, non abbia il vil la gloria

Che la storia--dica un dì:

Il nefando--Ferdinando

Come Cesare perì!

Mesta Italia, io ti saluto:

Qual momento hai tu perduto!

Quel momento, o Dio, chi sà

Se mai più ritornerà?

Già sorgea ringiovanita

L’impigrita--tua virtù...

Come mai--tornar potrai

Al languor di servitù?

Deh perchè non farla, o Sorte,

O men bella, o almen più forte?

L’astringesti ad invocar

Lo straniero infido acciar,

Onde o vinta o vincitrice

L’infelice--ognor servì,

E impugnando--estraneo brando

Sè medesma ognor ferì.

Ah crudel, se a questa terra

Far volevi eterna guerra,

Perchè darle poi, crudel,

Questo suolo e questo ciel?

Quì le vergini di Giove

Tutte e nove--apriro il vol,

Quì sfavilla--la scintilla

Che Prometeo tolse al sol.

Surse quì la face aurata

Sull’Europa ottenebrata,

E l’Europa a quel fulgor

Si scotea dal suo torpor.

Cento doti, Italia bella,

Lieta stella--a te largì;

Ahi t’invola--quella sola

Che ti fea regina un dì!

Libertà, tu fuggi? Ed io...

Io ti seguo; Italia, addio!

Libertà, non mai da te,

Mai non fia ch’io torca il piè!

Oh se un dì farai ritorno,

In quel giorno--anch’io verrò;

Ma infelice--il cor mi dice

Che mai più non tornerò!

Sì dicea; ma l’igneo monte

Decrescea nell’orizzonte,

E la luna in mezzo al ciel

S’era ascosa in grigio vel.

Par che stia con veste oscura

La Natura--a dolorar,

Par lamento--il flebil vento,

Par singulto il rotto mar.

Addio, terra sventurata!...

Ma la terra era celata.

Ei nel duol che l’aggravò

Chinò ’l capo e singhiozzò.

Ahi l’amor della sua terra,

Ahi qual guerra--in sen gli fà!

Infelice!--il cor gli dice

Che mai più non tornerà!

_24 Giugno 1821._

E.

SAN PAOLO IN MALTA--_Canto Improvvisato_

Poichè l’onda varcai non mai tranquilla

Ove spiran talor venti insoavi,

Fra cui Cariddi freme e latra Scilla,

Scilla e Cariddi che le intere navi

Ingoian nelle viscere petrose,

E ne vomitan poi le rotte travi,

Oltre l’etnee voragini fumose,

A cui perpetuo april le balze infiora,

Solcai dell’afro mar le strade ondose.

In porpora augural sorgea l’aurora,

Quando un’isola apparve al punto istesso

A me che meditava in su la prora;

Isola che in offrir facile accesso

L’Africa con l’Europa in sè marita,

A due parti del mondo uscita e ingresso;

Isola che bilingue e tripartita

Il passeggier nel suo cammin navale

Con quattro porti a riposarsi invita.

Già vi scendea del mio desir sull’ale,

Quando dall’alto udii voce tonante:

“Scrivi quel che vedrai, scrivi, o mortale!”

Levai sorpreso il pallido sembiante,

E scender vidi nuvola d’argento

Che agli occhi mi vibrò balen fiammante:

E dopo un giro vorticoso e lento

Un cittadin del ciel mi dischiudea,

E tal che ancor lo veggio, ancor lo sento.

Gran parte delle sfere onde scendea

Avea nel volto, e lunga fluttuando

Sfioccata barba al petto suo pendea.

Un pallio sinuoso e venerando

Lo panneggiava, e avea tra fiero e pio

Un libro in una man, nell’altra un brando.

All’inspirato suo decor natio

Riconobbi il maestro delle genti,

Vaso d’elezïon, lingua di Dio,

Colui che or con ragioni, or con portenti,

Apostolo e filosofo, fu vago

Ne’ varj climi illuminar le menti.

E poichè offrì la venerata imago

Del Verbo Eterno in Efeso e Corinto,

Mostrò l’ignoto Dio nell’Areopago;

Ed in Damasco dalla grazia vinto,

Da nemico di Dio fattone messo,

Ancor vivente al terzo ciel fu spinto.

Nel ravvisarlo al vivido riflesso,

Di riverenza l’anima ripiena,

Mutolo al piè gli caddi e genuflesso.

L’accerchiata di rai fronte serena

Paolo abbassando allor: “Sorgi,” mi disse,

“O figliuol dell’armonica sirena,

Sorgi e respira. Io so quanto soffrisse

Di tempeste il tuo cor che un porto chiede,

E un porto il fausto ciel già ti prefisse.

Quell’isola gentil che là si vede

Curvar flavo e petroso il fianco aprico,

Cui basso il mar lambe amoroso il piede,

Al tuo vagar fia di ricetto amico.

Bella ospitalità pronta ai soccorsi

Colà si annida, ed io per prova il dico;

Chè poichè Saulo caddi e Paolo sorsi,

E la spada in gettar presi la penna,

Vangelizzando l’Orïente io corsi,

E quella Fè ch’anche gli stolti assenna,

Fuggendo la tirannide feroce,

Meco salì sulla velata antenna;

E ovunque alzando l’inspirata voce,

In faccia alla fremente Idolatria,

Rovesciò l’are e vi piantò la croce.

Or mentre trascorrea l’equorea via,

E ministra al vagante apostolato

Pellegrina la Fè meco venia,

Lo spirto delle tenebre sdegnato

Contro il mio pin che questo mar fendea

L’onde rimescolò col freddo fiato,

E dal nembo mugghiante in cui fremea

Stese il braccio nemico, e con furore

Negli scogli spezzò la prora achea.

Ma quel che impera ai venti alto Signore

Mi guidò fra quei semplici isolani

A dissipar le nebbie dell’errore.

E i varj ne fugai sogni profani,

Onde impresse vi avean larghe vestigia

Fenici, Greci, Punici, e Romani:

E la potenza eterea, equorea, e stigia,

Dei falsi dei, figli di reo consiglio,

Per me disparve da Melita e Ogigia.

Nè sol Giove, Nettun, Pluto, in esiglio

Mandai dall’are, ma Calipso istessa

Onde accolti quì furo Ulisse e il figlio.

E fin d’Ercole Tirio al suol depressa

Cadde l’imago, cara al volgo insano,

Che nei numismi ancor si vede impressa.

Quivi rettile reo mi morse invano,

Che dai sarmenti accesi in cui soffiava

Sbucò fischiando e m’addentò la mano;

E mentre a gonfio collo raddoppiava

Il morso in questa man, da me sospinto,

Spense nel foco la maligna bava.

Ciascun credea che di pallor dipinto,

Quasi iniquo omicida a Dio rubello,

Per quel velen cader dovessi estinto.

Ma sopra i giorni miei vegliava quello

Che salvi trasse i tre dalla fornace,

E dai leoni il giovin Danïello.

Ei volle questo suolo asil di pace,

Onde fe’ che per me restasse illeso

Dal tosco d’ogni rettile mordace.

Del portento insperato ognun sorpreso

Mi cadde al piè con supplicanti rai,

Come s’io fossi un dio dal ciel disceso.

E bene al guardo altrui tal mi mostrai,

Chè dalle genti estenuate e grame

Cento pallidi morbi allor fugai.

Di Publio udii le filïali brame,

Sì che a suo padre, in preda a morbo ingordo,

Dell’egra vita rannodai lo stame.

Tolsi a Morte l’acciar di sangue lordo,

Sordi e muti guarii, con tal portento

Che il muto lo narrò, l’intese il sordo.

Corser d’allor ben cento lustri e cento

E sempre questi resi almi confini

Asili dell’industria e del contento.

E vigilando ognor sui lor destini

Nel successivo imperversar degli anni

Scacciai Goti, Normanni, e Saracini.

Farne una rocca contro agli Ottomanni

Disegnai poscia, ne parlai nel cielo,

E mi fe’ plauso il precursor Giovanni.

Ei che a vittoria del divin vangelo

Proteggeva un equestre ordin d’onore

Che pria regnò fra il Libano e il Carmelo,

Per rinnovarne il pristino splendore

Meco discese per le vie del tuono

Del Quinto Carlo a favellarne al core.

E Carlo allor dal riverito trono

Per compenso di Rodi (ahi Rodi tristo!)

Ai campioni di Dio ne fece un dono.

Ed essi intenti a glorïoso acquisto

Spinser nautiche flotte all’uopo accolte,

Il gran sepolcro a liberar di Cristo:

Tal che in fronte alle turbe infide e stolte,

Che sparsa avean di sè tremenda fama,

L’Ordrisia Luna s’ecclissò più volte;

E sì troncata fu l’iniqua trama

Che la città che le scacciò con l’armi

‘Città Vittoriosa’ ancor si chiama.

Io resi degni di perpetui carmi

Que’ Duci ch’al più Sant’Ordine ascritti

Augusti templi ornar di bronzi e marmi,

E a render più sicuri i patrii dritti

Formar nell’arduo inespugnabil sito

Muniti porti e baluardi invitti.

Io resi industre il popolo imperito,

Tal che per lui nel freddo e nell’ardenza

Lo steril sasso ancor divien fiorito;

E sì lo prosperai di mia presenza

Che, mentre Europa avea miseria e guerra,

Quì fiorivan la pace e l’opulenza.

Io fei cenno da lungi all’Inghilterra,

E commisine il freno a quella destra

Che lo scettro de’ mari in pugno serra.

Ed or che il vizio infetta ogni terreno

Melita che virtù non mai discaccia

La virtù sventurata accoglie in seno.

Tu vi discendi: io ti farò la traccia:

Vedrai, figlio, vedrai come a te inerme

Amorosa accoglienza apra le braccia.

Nè l’aspe infausto e il velenoso verme

Temer del vizio all’altrui danno intesi,

Ch’io là distrussi d’ogni serpe il germe.”

Disse, e su me vibrò più lampi accesi

Che in sen mi ravvivâr gli spirti oppressi;

Nella nube ei si chiuse, a terra io scesi,

E sull’ospite sponda un bacio impressi.

_12 Agosto 1821._

F.

NAPOLEONE A SANT’ELENA

Mira, Ocean, quel principe son io

Temuto in guerra qual fragor del tuono,

Che, a sua voglia togliendo e dando il trono,

Turba d’imbelli rè spinse all’obblio.

Un trono io m’ebbi; e non mel diede in dono

La sognata dai rè grazia di Dio;

A un nume de’ miei pari, al brando mio,

Terror dell’orbe, debitor ne sono.

Il Destin quì mi trasse, e non l’Ispano,

Il Prusso, il gel di Scizia, o i rè tremanti,

Nè il fulmine temprato in Vaticano.

Ma quì pur grande. E dov’è mai chi vanti

Per sua prigione aver l’ampio Oceano,

E per custodi suoi tutt’i regnanti?

1835?

INDEX OF NAMES

A

Abatemarchi, 75

Aberdeen, Lord, 121

Abruzzo Citeriore, 6, 90

Adriatic Sea, 6

Albany Street, 166, London, 109

Alberic, Friar, 40

Alberti, 150

Alexander VI., Pope, 127

Alfieri, 18, 47, 85, 150

Amalfi, 47

Amantea, Bruno d’, 29

America, 15, 81, 82

Amersham, 117

Antrodoco, 51

Arcadi, Academy of the, 36

Ardenti, Academy of the, 36

Arditi, Cavalier, 19, 20

Aretino, Leonardo, 145-50

Ariosto, 73

Aroux, E., 68

---- Dante Hérétique, etc., by, 68, 112

Ascoli, Duke of, 26

Athenæum, The, 89

Attica, 49

Austria, 1, 23, 41, 48, 131-66

Avalloni, Baron Giovanni, 15

B

Balzac, Honoré de, 143

---- Le Livre Mystique, by, 143

Barberini, Francesco, 150

Barclay, 118

Bargello, The, Florence, 144-7

Barile, 117-9

Bas-Valais, 168

Basil, St, 139

Berio, Marchese, 35

Bernard, St, 143

Berni, A., 161

Berri, Duc de, 80

Bezzi, Aubrey, 145-6

Bianchi, 39

Bianco, 157-73

Bilbao, 158

Biondi, 36

Blake, William, 5

Boccaccio, 135-41-51

Boccanera, 17

Bologna, 131

---- University, 121

Bonaparte, Lucian, 15

---- Pierre, 15

---- Princess Charlotte, 15

Borgia, Comendator, 127

Borrelli, 98

Boulton, Captain, 164-5

Bozzelli, 98, 173

Brighton, 117

Browning, Mrs, 157

Buonarroti, Michelangelo, 12, 142, 157

---- Signor, 157-73

Byron, Lord, 117

---- The Corsair, by, 117

C

Caccavon, 39

Cagliari, Archbishop of, 104

Cagnazzi, Archdeacon, 91

Calderari, The, 40

Campi, Don Giuseppe, 20

Campochiaro, Duca di, 35

Canosa, Principe di, 40

Capecelatro, Colonel F., 75

---- Monsignor, 18

Capobianco, 42

Carbonari, The, 40, 41, 42, 44, 48

Carducci, Conte, 127

Caroline, Queen (Bonaparte), 3

Carrascosa, General, 75

Casa Guidi, Florence, 157

Casella, 120

Cassero, Principe di, 35

Castelcicala, Principe di, 74

Castlereagh, Lord, 74, 75

Cecco d’Ascoli, 143

Cerbara, 69

Charles, King of Naples (Bourbon), 1, 178

Charles II., King of Naples, 146

Charles IV., King of Spain, 19 to 22

Charles Albert, King of Sardinia, 94, 95, 96, 166

Charlotte Street, Portland Place, London, 129

Chaucer, 134

Chiabrera, 73

Christian VIII., King of Denmark, 30, 31

Cicero, 47, 136

Ciciloni, Ferdinando, 52, 53

Cimitile, Principe di, 118

Cinelli, 145

Clarges Street, 40, London, 162

Coleridge, S. T., 66

Colletta, General, 40

---- Storia di Napoli, by, 40, 43

Colonna, Vittoria, 12

Concordia, Naples, 56

Constantine the Great, 140

Corsica, 14

Corso, 156

Corunna, 54

Cosenza, 42

Costanza, Dr, 50

Courier, The, 121

Craufurd, 146

Cromwell, Oliver, 134

Crusca, La, 145-6

Curci, Dr, 39, 126

Cyrene, 140

D

Dante, 10, 40, 65, 82, 84, 99, 110-1-2-31-3-4-6-40-3-4-52-4

---- Convito, by, 137

---- Divina Commedia, by, 63, 65, 66, 73, 135-7-9-43

---- Vita Nuova, by, 137-8-9-46-51

D’Avalos, 12

De Luca, Pier, 75

De Tivoli, 132

Delavo, Giovanni A., 156-66

Delécluze, 112

---- Amour du Dante, by, 112

Della Guardia, 7

Denmark, Princess of, 30

Disraeli, Isaac, 66

Donati, Corso, 146-7

Durso, 39

E

Eastlake, Sir C. L., 120-1-5-45, 146-50-4

Eco (L’) di Savonarola, 100

Elizabeth, Queen of Spain (Farnese), 1

England, ix, 5, 44, 62, 65, 66, 68, 81, 82, 90, 105-11-4-31

Erroll, Countess of, 62, 64

Escurial, The, 21

F

Fanciola, 159

Fardella, General, 56, 57, 76

Ferdinand I. (Naples), 2, 3, 12, 13, 19, 21, 22, 24 to 28, 30, 37, 38,

40, 41, 42, 47, 48, 51, 54, 75 to 81, 90, 98,

111-78-82-3

Ferdinand II. (Naples), 13, 98, 122-4-5

Ferdinand VII. (Spain), 21

Fermo, 128

Ferretti, 36

Ferri, Cardinal, 128

---- Signor, 126-8

Festing, Miss, ix, 132

---- J. H. Frere and his Friends, by, ix, 132-3

Filelfo, 145

Finati, Giovanni, 22

Fitch, Mrs, 117-9

Florence, 73, 144-5-50

Florio, 75

Foggia, 42

Foscolo, Ugo, 133

Fouarre, Rue de, Paris, 143

France, 2, 13, 15, 42, 44, 82, 94, 95, 104-31

Francis, Emperor, 2

Fraticelli, 112

Frederick II., Emperor, 133

Frentani, 6

Frere, J. Hookham, 60, 62, 63, 64, 68, 72, 82, 111-22-32-3-6

---- J. Tudor, 132

---- Susan, 62, 64, 122

Frome-Selwood, 108

G

Gaetani, Padre Vincenzo, 10

Galassi, 155-7-8

Galileo, 150

Gallo, Agostino, 25, 26, 28, 29

Gandolfini, Giuseppe, 161

Garibaldi, 92

Garnett, Richard, vii

---- History of Italian Literature, by, ix

Gatti, 38

Gazzola, 91

Gerard Street, 37, London, 76

Gerardi, 73 to 76

Germ, The, 89

Germany, 14, 145

Giannone, 162

Gioberti, Vincenzo, 157-72-3

---- Primato d’Italia, by, 157

Giotto, 144-5

---- Portrait of Dante by, 144-48-53

Giovine Italia, La, 93, 159-60

Gomez-Paloma, Marchesina Luisa, 29

Graham, Mrs, 129

Green, 129

Grey, Lord, 121

H

Hallam, Arthur, 66, 112

Harris and Farquhar, 150

Hatton Garden, London, 155

Heimann, Dr Adolf, 114

Henri IV., 178

Herculaneum, 111

Highgate Cemetery, 113

Holmer Green, Bucks, 117-9-29

Homer, 37

Howard, Mrs, 118

I

Index Librorum Prohibitorum, 67

Inland Revenue Office, 108

Inni e Cantici Cristiani, 70, 73

Italy, ix, 5, 6, 12, 44, 46, 65, 66, 69, 83, 91, 93, 96, 99,

102-3-6-9, 113-8-26-7-31-45-58-60-6-72-84-5

---- Kingdom of, 3, 144-61

Ithome, 49

J

Janer, 126-7-63

Jannelli, General, 42

Jesus Christ, 70, 71, 134-71

Joachim, King of Naples, 3, 15, 20, 22, 24, 29, 36, 37, 42, 52, 111

John, St, 135

Jorio, Canon, 20

Joseph, King of Naples and Spain, 3, 14, 15, 20, 21

Jubar, Baron, 30

K

Keightley, Thomas, 154

Kemble, Adelaide (_see_ Sartoris)

King’s College, London, 72, 83, 107-11-8

Kirkup, Seymour (Barone), 116-44-9

Kotzebue, 80

L

Lablache, 124

Labrador (Minister), 22

Lami, 150

Latini, Brunetto, 146-7

Lausanne, 69

Leopardi, Giacomo, 161

---- Epistle to Pepoli, by, 161

Libri, 157-72

Little Missenden, 117

Locarno, 159

Lombardo-Venetia, 168

Lombardy, 98, 167

London, 15, 32, 36, 39, 67, 71, 72, 74, 76, 85, 92, 98, 108-9-10-2-9,

120-2-8-30-61-5

---- Bishop of (Blomfield), 118

---- University, 83

Louis Philippe, King, 44, 94

Louvel, 80

Lucchesi, Count, 124

Lugo, 127

Lusciano, Duke of (Mollo), 78, 79

Lyell, Charles, 68, 72, 82, 83, 116, 119-24-30-1-2-40-6-52-3

---- Sir Leonard, 130-2

Lyons, 37

M

MacIntyre, 119-20

Magalotti, 136

---- La Donna Immaginaria, by, 136

Malmusi, 157-73

Malpica, Cesare, 39

Malta, 5, 50, 56, 60, 62, 67, 73, 75, 76, 111-22-88

Mamiani, Terenzio, 91

Marchigiana, Marchesa, 126-7

Marengo, 155-66

Maria Caroline, Queen, 2, 3, 13, 24

Maria Theresa, 2

Marie Antoinette, 2

Marini, 147-8

Maroncelli, Dr, 122-4

---- Pietro, 122

Marseilles, 160

Marsuppini, C., 150

Mascagni, 150

Mazzini, 92, 93, 94, 116-55-6-7

Mediterranean Sea, 58

Mendelssohn, Joseph, 66

---- Lectures on Rossetti, by, 66, 112

Messina, 75, 94, 167

Metastasio, 10, 18

Milan, 167

Minasi, 74, 98

Minichini, Abate, 45

Mirandola, Pico della, 142

Molini, 154

Molza, 142

Monte Citorio, Rome, 36

Montecassino, 51

Monteforte, 45

Moore, Lady, 54, 55, 57, 58, 76, 77, 111

---- Sir Graham, 54, 55, 56, 58, 59, 76, 77, 111

---- Sir John, 54

Morelli, 44

Morning Chronicle, 165-6

Museo Borbonico, Naples, 18, 19, 22, 27, 55, 111

Muzzarelli, Monsignor, 91, 127

N

Nannucci, Professor, 146

Naples, 2, 3, 10, 12, 15, 19, 22, 24, 28, 31, 35, 36, 38, 39, 45, 52,

54, 57, 66, 73, 80, 91, 98, 110-1-57, 182

---- Kingdom of, 1, 13, 16, 40, 41, 44, 75, 98

---- University, 38

Napoleon I., 3, 13, 14, 15, 21 to 24, 95, 166-91

Napoleon III., 15, 95, 105

Naselli, General, 27, 28, 30

National British Gallery, 90

Negri, Maestro, 120-1-4

Nelson, Lord, 2

New Testament, 87, 135-40-1

New York, 159

Nile, Battle of, 2

Noja, 25

Nola, 45

Norway, 30

O

Old Testament, 140-1

Oliva, 38

Opinione, L’, 109

Orezia Academy, 37

Origen, 140

Orioli, Professor, 121

Ouseley, Sir Gore, 118

Ovid, 6

P

Paisiello, Giovanni, 29

Palermo, 28

Panizzi, Sir Antonio, 66, 83, 99

Paolelli, 97

Papal States, 166

Paris, 143-55-7-62-4-5-7

Park Square, Regent’s Park, 122-4

Parma, 11, 34

Parthenopean Republic, 2

Paul, St, 135-42-86

Peel, Sir Robert, 121

Pellico, Silvio, 122

---- Le Mie Prigioni, by, 122

Pepe, General Guglielmo, 43, 46, 91, 92, 98, 178

---- Memoirs of, 43

Pepoli, Conte Carlo, 161

Petrarca, 73, 105-35-41

Philip V. (Spain), 1

Pietrocola-Rossetti, Teodorico, ix, 72

---- Memoir of Rossetti, by, ix

Pistrucci, Filippo, 122-5-30-1-55-60 to 163

Pius VII., 36, 111

Pius IX., 96, 101-5-7

Plowden, 150

Poerio, Major, 75

Poland, 119

Polidori, Charlotte, 57, 117-9

---- Eliza, 117-9

---- Gaetano, 85, 86, 87, 117-24

---- Margaret, 126-8

---- Mrs, 87, 120

---- P. Robert, 117-9

Poliziano, 143

Polydore, Henry, 117-9-26

Pompeii, 111

Pontanian Society, Naples, 37

Portinari, Beatrice, 99, 138

Portinari, Folco, 138

Porto-Cannone, 42

Potter, Cipriani, 117-8

Q

Quattromani, Luigi, 31, 33, 34

R

Ragon, 144

Raphael, 142-6

Raphael, Sonnets by, 142

Regaldi, 150

---- Carme a Firenze, by, 150

Reghellini, 134-44

Ricciardi, Conte Giuseppe, 91, 109, 155-63-4-5-7

---- History of Italy, 1850-1900, by, 167

Rieti, 51, 53, 56

Rinuccini, 150

Rochfort, The (Ship), 58

Rolandi, 159

Romagna, 127

Rome, 6, 28, 36, 38, 92, 98, 104, 111-8-27-50

Rossaroll, General, 75

Rossetti, Angiola Maria, 6

Rossetti, Antonio, 6

Rossetti, Canon Andrea, 6, 7, 9

Rossetti, Christina G., ix, 15, 88, 89, 108-9-13-7-9-20-3-4-9

---- Verses (1847), by, 89

Rossetti, Dante Gabriel, ix, 7, 88, 89, 90, 106-8-14-7-9-20-3-4-6-8,

130

---- Annunciation, by, 90

---- Blessed Damozel, by, 90

---- Girlhood of Mary Virgin, by, 90

---- Portrait of G. Rossetti, by, 130

Rossetti, Domenico, 6, 8, 11, 34

Rossetti, Elizabeth E., 113

Rossetti, Frances, 86, 87, 88, 106, 108-13-62

Rossetti, Gabriele, Writings by, ix, 101

---- Addio alla Patria, 59, 173

---- Alla Difesa, O Cittadini, 48

---- Arpa Evangelica, 69, 70, 100, 113

---- Aurora del 21 Luglio, 1820, 46, 110-73

---- Beatrice di Dante, 68, 69, 83, 84, 101-12-50 to 153

---- Birth of Hercules, 17

Rossetti, Canto Marziale, 110

---- Catalogue Raisonné, Museo Borbonico, 22

---- Comento Analitico, Dante, 63 to 66, 72, 82, 110-1-2-26-44

---- Giulio Sabino, 17, 18

---- Hannibal in Capua, 17

---- Il Corsaro, 120-1-4

---- Marengo, Verses on, 156

---- Medora e Corrado, 117-8-20

---- Mistero dell’Amor Platonico, 67, 68, 72, 83, 84, 112-40-1-7-9,

151-3

---- Napoleone a Sant’Elena, 23

---- Poems, 1807, 15

---- Ricuperata Salute di Ferdinando I., 25, 26, 28

---- Roma, Secolo 19, 83, 84, 155, 158-9

---- Salterio, 63, 64, 67, 83, 113, 127-54

---- San Paolo in Malta, 61, 173-4

Gabriele Rossetti: A Versified Autobiography · 第 9 / 11 段