SBICCHIERARE. — Vendere il vino a bicchieri. Es.: _Barile con quella
bottega s'è arricchito. Compra tutto vino eccellente, e benchè lo
paghi caro, sbicchierando come fa, ci guadagna il doppio._ (F.)
_Ubbriachezza._
_Prendere una sbornia_ — _Prendere una bertuccia_ — _Prendere
una colta_ — _Prendere una briaca_ — _Prender l'orso_ —
_Perder l'alfabeto_ — _Perder l'erre_ — _Essere in bernecche_
— _Essere in cimberli_ — _Fare i gattini_ (pure del dialetto
piemontese), _o fare la ricevuta_, per vomitare — _Alzare la
gloria_, bere soverchio — _Essere una gola d'acquaio_, essere un
beone — _Essere un briachella_, aver l'abitudine d'ubbriacarsi
leggermente.
BEVERIA. — Il ber molto. Fare una beveria.
COMBIBBIA. — Bevuta fatta con altri nell'osteria.
Certo che non tutti questi vocaboli e modi sono dell'uso comune
neppure in Toscana, nè tutti sono da adoperarsi a occhi chiusi. Ma nel
prendere appunti sul vocabolario, è meglio largheggiare che essere
scarsi, poichè non v'è parola oziosa o poco usata o antipatica, —
poichè anche in fatto di lingua ci sono le antipatie, — la quale
adoperata in un certo senso o in un certo punto, particolarmente
nel linguaggio faceto, non acquisti un'efficacia singolarissima,
purchè, come diceva il Giusti, si sappia buttar là in modo da non far
sospettare che si sia cercata col lumicino. E proviene appunto da non
conoscere o dal non aver pronte sulle labbra che uno scarsissimo numero
di espressioni, la difficoltà che incontrano i non toscani a celiare
con grazia o raccontare barzellette e far descrizioni burlesche in
modo da far ridere. Perchè se la cosa che hanno da dire non è per sè
stessa comicissima, poco possono aggiungerle per mezzo della lingua.
Vediamo per l'opposto che quando raccontano nel loro dialetto cose
per sè stesse quasi punto ridicole, le fanno riuscire tali, solo
coll'adoperare certi vocaboli e modi particolari che eccitano il riso.
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Par strano, ma è vero: per i non toscani, massime dell'Italia
settentrionale, uno dei maggiori impedimenti a scrivere e a parlar
bene è la paura del proprio dialetto. Per paura, infatti, di lasciarsi
scappare degli idiotismi, bandiscono scrupolosamente dall'italiano
tutte le espressioni del vernacolo, delle quali molte, letteralmente
tradotte, sarebbero italianissime; e ciò facendo, durano una fatica
doppia, e parlano una lingua stentata, leccata e senza vita. Per
citare degli esempi, ho visto una volta un piemontese arrossire di
vergogna perchè credeva di aver detto un grossolano piemontesismo
coll'espressione: — Il tal libro, di cui m'avevan detto tanto male,
lo lessi, e non _mi parre il diacolo_: — ossia non mi parve tanto
cattivo quanto si diceva; modo usatissimo nel dialetto piemontese. —
Bell'italiano — soggiunse con ironia. — Perchè mai? — gli osservai.
— _non mi parve il diavolo_, _non è il diavolo_, _non sarà poi il
diavolo_, lo scrisse Giuseppe Giusti. — Non lo volle credere e gli
dovetti far vedere il libro. Un'altra volta scandolezzai un genovese
dicendo in italiano: — _So assai se il tale dei tali sia venuto_ — Alto
là! — mi gridò — la colgo in flagrante genovesismo. Il suo _so assai_
è il nostro _so assae_ pretto sputato. — Misi sotto gli occhi anche a
lui le prose del Giusti dove trovò due o tre _so assai_ che lo fecero
rimanere a bocca aperta. E potrei citare mille altre espressioni che
fanno rizzare i capelli a tutti coloro i quali a furia di scrupoli,
di paure, di pedanterie, si son fatti una lingua italiana compassata,
rigida, plumbea, che non è più una lingua. In Toscana, per esempio, si
domanda a un libraio: — Quanto _fate_ codesto libro? — Nove su dieci
italiani delle provincie settentrionali, dovendo fare quella domanda,
ficcano un prudente _pagare_ in mezzo alle parole _fate_ e _codesto_,
perchè per loro _fare un libro_, in questo caso, è un'espressione
assurda, e l'altra, invece, è intera, esatta, a prova di martello. Per
la stessa ragione non dicono mai _nel momento ch'egli usciva_, ma _nel
momento nel quale o in cui_; non _il luogo dove o per dove_, ma _il
luogo nel quale o per il quale_; non _guardai se passasse qualcuno_,
ma _guardai per vedere se passasse qualcuno_, ecc. Ciò che il Giusti
chiamava argutamente _parlare e scrivere colle seste_.
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Per spiegar meglio il modo che, secondo me, si dovrebbe tenere nel
prendere appunti sul vocabolario, mi pare utile addurre ancora alcuni
esempi. Leggendo il vocabolario, credetti opportuno di notare tutti
i seguenti modi e vocaboli che si riferiscono a commercio, affari,
denaro, ecc., perchè m'accorsi, leggendoli, che sebbene fossero
necessarî per dire per l'appunto quelle date cose, non li avevo
mai adoperati perchè in parte non li sapevo, e in parte non m'erano
abbastanza fitti nella mente da averli pronti sulla bocca o sulla punta
della penna parlando o scrivendo.
METTER SU BOTTEGA. — Rizzare una bottega, un negozio.
STIRACCHIARE IL PREZZO. (È chiaro).
SALIRE. — Per rincarare. Es.; _Quest'anno i tartufi son saliti alle
stelle_. (F.)