[1] La prima fu fatta dai Tipi Polizzi della _Riforma_, la seconda
nelle Appendici del _Pungolo_ di Napoli.
[2] È nota la tradizione che nel medio evo trasformò il Virgilio, poeta
pagano, in una specie di mago o di genio taumaturgo protettore del
popolo. Ma più che altrove il culto democratico di Virgilio perseverò
nel Mezzogiorno d’Italia, a Napoli ed in Calabria, forse perchè
quivi il poeta mantovano visse e morì — _Mantua me genuit; Calabri
rapuere, tenet nunc Parthenope_ — Oggi il santo democratico e gentile
è detronizzato dal santo aristocratico e cristiano; oggi san Gennaro ha
scacciato Virgilio. L’arte può però immaginare che dovunque sopravvive
lo spirito della rivolta sociale, il taumaturgo popolare e repubblicano
non sia del tutto dimenticato, e che le anime ribelli godano invocarlo
come uno scongiuro e profferirlo come una sfida contro il santo
avversario. Ecco perchè l’abbiamo posto sulla bocca del brigante.