Augusto è il più felice dei mariti. Quando egli dice: «mia moglie,»
gli si inumidiscono gli occhi, — egli canta incessantemente le lodi di
lei...., pare che al mondo vi sia una moglie unica, la sua.... insomma,
è una vera noja.
La prima donna ch’egli ha potuto avvicinare, l’ha amata, l’ha avuta —
egli ha tutte le illusioni — ecco perchè è felice.
Quanto a Silvia, un po’ per indole, un po’ a cagione del noto
assaggio, proclive al genere forte, sulle prime s’è divertita con
quell’uomo-donna.... ma se n’è ben presto infastidita.
Quando sono sul declinare, le donne s’interessano per gli uomini
ingenui — ma nell’età in cui esse sono ancora angeli, non amano che i
demoni.
Fra Silvia e sua madre si fanno le più grasse risate alle sublimi
bambinate che l’amore inspira al povero fanciullo — si coprono di
ludibrio le sue _poesie_....
Quand’egli è in casa, si frenano a stento gli sbadigli, ma si finge
tuttavia di amarlo, di adorarlo, lo si chiama coi più teneri nomi, non
esclusi i francesi: _petit chat — chou — bibi_ e _titi_.... il che per
lui è miele profumato.
Siccome Silvia dice che un uomo come lui, il quale _batte_ il
commercio, deve avere delle relazioni, deve ricevere.... egli si tira
in casa i compagni di studio e i loro amici. Silvia, dal canto suo,
invita le signore Mantovani, i loro congiunti e le loro conoscenze.
Ecco fatta la vera famiglia-società.
In breve tempo, la casa è un porto di mare, in cui si viene e si va,
in cui ognuno fa il piacer suo. Si balla tutte le sere e qualche volta
anche di giorno, si gioca, si fanno dei graziosi proverbi misti, nei
quali i versi non sono martelliani e la prosa è scorrevolissima.
Augusto, il semplice, si diverte come un matto a tutto quello che
vede e sente o che sua moglie gli racconta. — Egli si diverte tanto
più schiettamente, perchè Silvia, svelando le magagne o schernendo il
ridicolo degli altri, non trascura di parlare de’ suoi principj, del
suo buon senso. — Così giovane, ella è d’una austerità tale — dice lei
— che guaj se alcuno....! —
La madre di Augusto, a poco a poco, ha aperto gli occhi; impensierita
a tanto sperpero, scandalezzata a quella folle esistenza, vorrebbe coi
consigli e coi sermoni.... ristaurare l’ordine, le modeste abitudini,
ecc., ma, fiato gettato.... Augusto, che non s’è mai divertito, un’ora
sola, in vita sua, prima del matrimonio, ci piglia troppo gusto alle
attuali pazzie, per far buon viso alle prediche, che egli trova anche
ingiustissime, perchè «alla fin fine, non si fa niente di male.»
Sua madre non vuol darsi per vinta, vuol perseverare nel
moralizzare.... ed egli cessa di vedere sua madre.
Egli è diventato figlio di sua moglie.
Dopo otto mesi di matrimonio, Silvia non ha ancor forato il contratto
nuziale, ma, penetrata nei misteri della vita delle amiche, comincia a
guardar sul pomo....
Talvolta, assorta nella contemplazione dei colori di quelle mele,
fantastica anche sui varj sapori.
È certo che una giusta maturanza sarebbe la preferibile. — Ma, una
maturanza anche un po’ passata ha pure i suoi pregi.... ai quali,
una curiosità non ancor soddisfatta, dà un valore maggior del
reale. — E la frutta che, a rigore, sarebbe acerbetta.... è forse da
disprezzarsi?.... È così stuzzicante!
— Sì, tutto va bene, ma si arrischia troppo. C’è la posizione di
mezzo! Andiamo avanti così.... prima di decidere, bisogna rifletter
seriamente. —
I due migliori amici di Augusto — gli altri ne hanno uno, egli due, ne
ha di migliori! — sono suoi compagni di studio, Orlando e Diodato, e
la loro amicizia è diventata un’abnegazione, un completo sacrificio,
dacchè egli li ha introdotti presso sua moglie.
I due migliori sanno più degli altri far ridere la vaga Silvia, che,
pertanto, li preferisce. Ambedue la corteggiano, ma siccome, quando c’è
l’uno, c’è anche l’altro, così, a guisa d’una pariglia, corrono sempre
insieme; nessuno può oltrepassar l’altro.... Ma, uniti, non possono
arrivare, e questo fa sì che si conservano sempre amici.
Viene la stagione dei bagni, e Diodato può partire con Augusto, colla
signora e con altri. — Orlando, invece, trattenuto dall’impiego, non
può muoversi. Orlando capisce tanto l’importanza di quelle bagnature
che lavora sott’acqua per far trattenere Diodato e accordare a lui,
Orlando, il permesso di partire. Ma Diodato, che è buon intenditore, fa
l’ammalato, per cui è forza lasciar andar lui pel primo.
Orlando si rassegna a malincuore, e spera nella virtù di Silvia.
Speranza fallace.... due settimane dopo un bollettino sanitario privato
gli porta una cruda notizia....
V’è stato un naufragio....; eppure il cielo era sereno, non soffiava
vento ed il mare era calmissimo.
Il bollettino cominciava così:
«Augusto è imperatore....»