A GEROLAMO BOCCARDO

_Non perchè vai meritamente famoso tra i migliori ingegni d'Italia,

non perchè egli c'è conforto di vanità a mostrarsi in dimestichezza coi

sommi, ma perchè nella tua grandezza sei buono, ma perchè io t'amo come

un fratello, intitolo a te questo frutto delle mie più liete fatiche._

_Uomini giunti in alto, che sappiano e vogliano esser liberali d'aiuto

ai minori, ce n'ha pochi, pur troppo. Io, per me, non ne conosco che

uno, il quale, già illustre per virtù sua e per consenso universale,

s'è pigliato un giorno spontaneamente la molestia di volgersi indietro,

farsi patrono, anzi guida amorevole, ad un suo giovane concittadino, e

bandirne il nome fuor della cerchia ristretta, quantunque cara, della

sua terra natale._

_A te son debitore di tanto. Quel po' di benevolenza che il mio

nome ha raccolto, mi deriva dal tuo patrocinio. Auguro a più degni

di me, valentuomini che seguano il tuo nobile esempio. E a costoro,

gratitudine pari a quella che nutre per il tuo_

Di Genova, 1.º settembre 1873.

Semiramide: Racconto babilonese · 第 6 / 39 题