_Non perchè vai meritamente famoso tra i migliori ingegni d'Italia,
non perchè egli c'è conforto di vanità a mostrarsi in dimestichezza coi
sommi, ma perchè nella tua grandezza sei buono, ma perchè io t'amo come
un fratello, intitolo a te questo frutto delle mie più liete fatiche._
_Uomini giunti in alto, che sappiano e vogliano esser liberali d'aiuto
ai minori, ce n'ha pochi, pur troppo. Io, per me, non ne conosco che
uno, il quale, già illustre per virtù sua e per consenso universale,
s'è pigliato un giorno spontaneamente la molestia di volgersi indietro,
farsi patrono, anzi guida amorevole, ad un suo giovane concittadino, e
bandirne il nome fuor della cerchia ristretta, quantunque cara, della
sua terra natale._
_A te son debitore di tanto. Quel po' di benevolenza che il mio
nome ha raccolto, mi deriva dal tuo patrocinio. Auguro a più degni
di me, valentuomini che seguano il tuo nobile esempio. E a costoro,
gratitudine pari a quella che nutre per il tuo_
Di Genova, 1.º settembre 1873.