Maria ponendo in seno il suo viglietto, gli disse

— Sarà un ricordo di questi giorni tremendi....

Poi gli ripose in tasca il portafoglio, e prima di lasciarlo volle

che riprendesse ancora un po' di pane inzuppato nel vino, visitò

attentamente le fasciature, e avendole trovate in ordine disse addio

al capitano con voce commossa, perchè le comuni disgrazie e la pietà

congiungono gl'infelici in una specie di parentela, consacrata dalla

sventura; gli raccomandò di tenersi tranquillo, lo salutò a più

riprese, e uscì dalla tettoia, commossa, ed afflitta di abbandonare il

ferito.

Egli la salutava con la mano e col capo, ma l'emozione che gli

stringeva la gola, non gli permise di pronunciare una parola. Le

lagrime gli velavano gli occhi, e gli scorrevano sul volto, che

quantunque abbattuto, conservava ancora un aspetto marziale.

Salendo sull'erta, Maria vedeva dalla parte opposta gli austriaci che

si avanzavano lentamente in due ale, seguiti da cannoni e carriaggi, e

dopo di aver osservato per qualche tempo i loro movimenti affrettò il

passo alla volta di Laggio.

Giunta a piccola distanza dal paese, le parve di riconoscere da lontano

sior Antonio che le veniva incontro. E infatti era proprio lui, che,

scorgendola sulla strada, era sceso dal promontorio, e sorpreso dalla

comparsa della fanciulla correva quanto le forze glielo permettevano

per raggiungerla il più presto possibile. Essa pure si mise a correre,

fino che giunse a precipitarsi nelle sue braccia.

Nè l'uno nè l'altro non poteva parlare. Sior Antonio la guardava

ansiosamente, con uno sguardo inquieto e scrutatore, e quelle vesti

lacere e quel viso sconvolto atteggiavano i suoi lineamenti allo

spavento. Dopo qualche istante, cacciandole la mano tremante nei

capelli le alzò la testa, interrogandola:

— Povera figliuola mia!... tremende sciagure ti hanno colpita!....

— Tremende!... essa rispose...

— Sei caduta in mano dei croati?...

Allora Maria comprese la causa dello spavento di sior Antonio, e si

affrettò a rassicurarlo.

— La morte di mio padre!... la perdita di Tiziano mi resero come

pazza... mi sono esposta a tutti i pericoli.... ma coll'aiuto del cielo

sono salva....

Sedettero sull'erba al piede di un albero, sior Antonio si asciugava il

sudore della fronte, e le chiedeva mille spiegazioni su quella notte di

angoscie.

Maria, ripresa un po' di calma, potè finalmente raccontargli la sua

storia.

Durante il racconto sior Antonio spalancava gli occhi che pareva un

ossesso, e mandava profondi sospiri come se sentisse sollevarsi un gran

peso che premendogli il petto gli togliesse il fiato.

Dopo una lunga sosta ritornarono a Laggio, ove annunziarono

l'avvicinarsi del nemico, e in mezzo alla confusione generale degli

abitanti che correvano alle armi ed alle campane, sior Antonio attaccò

la Nina alla timonella, e, fatta salire Maria, percorsero rapidamente

la strada che li ricondusse alla Pieve.

La fanciulla estenuata si gettò piangendo nelle braccia di Maddalena,

la quale invece di rimproverarle il crudele abbandono, e i pericoli ai

quali s'era esposta, non pensò che a consolarla con affettuose parole,

dicendole a cuore aperto:

— Vieni, la mia povera orfana, vieni povera derelitta... hai perduto

un buon padre... ma è morto per la patria!... ed hai trovato dei nuovi

parenti che ti aprono le braccia e ti adottano come figlia diletta. Mio

marito ti sarà padre affettuoso, io sarò sempre per te la più tenera

delle madri.

— E il mio povero Tiziano!... esclamò Maria con un grido disperato.

A questo nome Maddalena non ebbe la forza di rispondere, e la sua testa

cadde sulle spalle della fanciulla, che si avvide troppo tardi d'aver

inasprita una piaga dolorosa a chi cercava di lenire i suoi dolori.

Allora stringendosi al seno con affannose convulsioni, le due donne

scoppiarono in acuti singhiozzi, e piansero lungamente sulle loro

sventure.

Il roccolo di Sant'Alipio · 第 22 / 38 题