DOTTOR LUIGI COLETTI.

_Egregio Signore ed Amico,_

La difesa del Cadore è uno dei più eroici episodi delle nostre

guerre d'indipendenza. Se io conosco nei più minuti particolari quei

fatti memorabili lo devo alla vostra somma benevolenza. Voi mi avete

confidato con amichevole cortesia quelle memorie personali, ove

raccoglieste quasi giornalmente tutti gli avvenimenti di quell'epoca,

nella quale foste l'inseparabile compagno del capitano Calvi, e mi

avete comunicato tutti i preziosi documenti che avete conservati come

membro del Comitato di difesa.

Ospite in casa vostra, a Pieve di Cadore, m'avete fatto partecipe

della vita cadorina, abbiamo visitato insieme i siti ove ebbero luogo

le azioni più rimarchevoli della difesa, m'avete fatto conoscere degli

uomini che vi presero parte; siamo saliti sui monti, abbiamo penetrato

nelle vecchie case, ci siamo seduti intorno ai focolari del popolo

facendo come un'inchiesta rigorosa sulle memorie domestiche, e sui

costumi locali.

Ci siamo riposati al _Roccolo di Sant'Alipio_, soffermandoci in

quel nido delizioso del Montericco, contemplando da quel pittoresco

romitaggio la stupenda valle del Piave, e i monti che le fanno corona.

A merito vostro conosco per nome tutte quelle cime, tutti quei boschi,

tutti quei paeselli, e tutte quelle persone gentili che soddisfecero

pienamente la mia insaziabile curiosità.

Questo libro che racconta le semplici vicende d'una famiglia, in

quei tempi burrascosi è uscito dalle vostre note, e dalle nostre

comuni inchieste; esso vi appartiene intieramente, e mettendo il

vostro riverito nome in testa di questo volume, io compio un dovere

di giustizia, nell'atto che vi offro una prova della mia perenne

riconoscenza.

Vogliate essermi indulgente per tutto quello che ho guastato nel

quadro, tanto nelle macchiette che nel fondo, e perdonate se non ho

saputo riferire con precisione le nostre impressioni, che tuttavia

conservo vivissime.

Mi rammento, come se fosse ieri, quel giorno che abbiamo incontrato

Sior Antonio dietro le vecchie case affumicate di Auronzo....

Ma non posso rifare il libro in questa lettera, e mi limito ad augurare

agli italiani di far conoscenza intima di questo angolo romito delle

nostre Alpi,... tanto dilette agli inglesi.

Stupendo paese!... ricco d'antiche virtù e d'onesti costumi, d'uomini

forti come le sue rupi, fedeli nell'amore della patria colla tenacità

degli abeti barbicati nelle roccie delle loro montagne, costanti negli

affetti domestici che consolano quelle modeste dimore con gioie soavi e

salutari come il profumo dei loro boschi.

Con animo grato per le vostre cortesie, vi presento questo libro che

porta un nome a tutti noto alla Pieve, pregandovi di raccomandarlo

all'egregia vostra famiglia, e ai vostri amici, come il ricordo di

un'ammiratore sincero del Cadore che non sa dipingere al vivo quello

che sente, ma che sa valutare quanto meritano quei semplici costumi in

mezzo di quella natura sublime.

E conservatemi la vostra benevolenza.

_Villa Saltore, 30 luglio 1880._

devotissimo amico

Il roccolo di Sant'Alipio · 第 7 / 38 题