Germana dell'uscita io lascio a te l'entrata
. . . . . . . . . . . . . . . .
A te pedante nomino l'asino immantinente
Tutore il can fedele; e il lento bue paziente
Esecutore voglio testamentario ancora.
. . . . . . . . . . . . . . . .
Al grano ed alla paglia del credulo padrone
Non abbian le tue donne soverchia divozione
. . . . . . . . . . . . . . . .
ma basteranno queste concordanze tra i due componimenti, per dimostrare
che «le patrie cronache della Romagna altera» da cui il Placucci dice
di aver tratto il burlesco testamento del villano si identificano
coll'operetta del Moneti, e che questa deve aver avuto una grande
diffusione. Abbiamo detto che le invettive sono poste in bocca allo
stesso villano; crediamo opportuno di riferirne qui i passi più
caratteristici:
LXXIII. Quel comun detto: chi la fa l'aspetti,
È un mal che infetta tutti noi villani
Che nel farsi, e rifarsi onte, e dispetti
Meniamo ora la lingua, ora le mani,
Per tristo genio par che a noi diletti
Contra la specie d'esser inumani.
LXXV. Di rustica progenie siamo nati
E tali esser convien sino alla fossa,
Del più rozzo, e vil fango generati
Con torbido cervello, e sangue, ed ossa;
Di certa pelle e di cotenna armati,
Che non l'ha forse l'asino sì grossa,
E tanto ancor nella durezza eccede,
Che può servir per suol di scarpa al piede.
e oltremodo faceta, per quanto triviale, è la raccomandazione ultima
che il villano moribondo fa al figliuolo. Altre poesie satiriche
contro i villani abbiamo raccolto nell'Appendice, parte inedite,
parte riprodotte da rare stampe, che dimostrano come la corrente
satirica contro di essi, che diede origine a tanti componimenti nella
letteratura popolare, sia stata prodotta da cause molteplici e favorita
tanto dalla plebe quanto dalla classe colta delle città. Vedremo,
studiando il tipo del villano nella novella, quanto favore godesse pure
tra il popolo la corrente satirica positiva, ma prima sarà opportuno
che rintracciamo le cause che hanno prodotto questa inversione della
satira.