A UN POETA

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a un poeta.

_Una volta, io scrissi di un bambino biondo e reale. Mi faceva pensare

la stranezza della vita precoce, in cui le care ingenue puerilita erano

sacrificate ai doveri inflessibili di un'alta educazione, in cui i soavi

sensi infantili erano in urto con la rigidezza del cerimoniale: piccola

anima gaia e noncurante che doveva informarsi, troppo presto, a grandi e

severi sentimenti._

_Tale l'intenzione d'arte, vivificata da un sentimento tutto femminile

di simpatia. Da coloro cui l'astrazione dell'ideale politico intorbida

la serenita del giudizio, fu intesa male o non fu voluta intendere: fu

detta adulazione, cortigianeria, servilismo, e furono usate altre parole

consimili, a cui la volgarita del corso ha tolto ogni valore. Invano io

volli chiarire la mia intenzione, invano io volli stabilire una

divisione fra la politica e l'arte, fra le teorie umanitarie e l'arte.

Come in tutte le polemiche d'idee, senza fatti, ognuno rimase del

proprio parere_.

_Allora scrissi: sempre un bimbo mi sorprende e mi fa pensare. Questa

impressione e viva ancora oggi, agita anche adesso la mia coscienza. I

bimbi sono naturalmente buoni e misteriosamente cattivi: singolari,

interessanti, attraenti piccoli tipi, in cui l'umanita assume le sue

forme piu leggiadre e piu bizzarre. Pei loro sorrisi che sono tutta una

luce e per i morsi che danno a una sorellina piu grande; per la strana

scienza che appare nelle loro profonde risposte e per l'istinto di

distruzione che li domina; per la carezza dei loro occhi sereni e per la

convulsione paurosa delle loro collere infantili; per l'elemosina che

fanno e per l'uccellino che spennacchiano; per il bacio che ci danno,

spontaneo, affettuoso, e per lo sgarbo con cui ci ringraziano del dono

di un giocattolo; per le loro simpatie istintive e per i loro odii

irragionevoli: per tutta questa contraddizione i bimbi valgono -- per

l'arte -- quanto l'uomo nel pieno rigoglio della sua virilita, quanto la

donna nel pieno fiore della sua bellezza._

_E poi questo bimbo moderno, nato da gente inquieta e convulsa,

cresciuto spesso in un ambiente di nervosita irritante o di languida

malinconia, che vede troppe cose, che assiste troppo alle piccole

catastrofi familiari, che impara troppe cose, questo bimbo ha ora

acquistato una sensibilita precoce, una intuizione troppo rapida.

Talvolta -- e sempre senz'averne coscienza -- un bimbo e cosi

sottilmente scettico che ci sgomenta, noi che avemmo un'infanzia molto

piu grossolana, molto piu animalesca, ma molto piu allegra. Il bimbo

moderno legge troppi libri illustrati ed ha per mano troppi giornali.

Quando suo padre parla tranquillamente di suicidio, quando suo zio si

burla della religione, egli tende l'orecchio. Cosi il bimbo e piu

facilmente infelice. Infelice pel sangue povero che le razze deboli

mettono nelle vene delle loro creature; per la tisi, per il rachitismo,

per la follia che si ereditano; infelice per l'abbandono e la poverta,

uniti insieme; infelice per l'abbandono e la ricchezza, uniti insieme;

infelice per l'ambiente di disonesta plebea in cui deve vivere; infelice

per l'ambiente di disonesta aristocratica in cui deve crescere; infelice

pel padre artista ed egoista; per la madre gran dama e disamorata: per

molte colpe nostre, infelice. Il bimbo impara a soffrire, ad amare, a

fingere come noi. Ed e talmente unito alla nostra vita, parte di noi piu

sorridente e piu sensitiva, che spesso egli ci salva -- e spesso egli ci

perde._

_Questo piccolo libro, scritto pei grandi, parla sempre di bimbi, nelle

sue storielle. Sono bimbi veri: non li ho sognati, mi apparvero nella

loro realta. Vissero meco un anno, un minuto, un giorno, un'ora, faccine

smunte o guance colorite, corpicciuoli scarni o pienotti, vestitini di

raso o straccetti per cui si vedeva la pelle -- ed erano creature volta

a volta ingenue e pensierose, fantastiche e brutali, dolci e acri._

_Voi, o poeta, che foste il piu mite fra i miei avversari, avete un

figlioletto gentile e pallido, dai grandi occhioni bruni, pieni di

visioni malinconiche, un bambino che avete chiamato Tristano, per cui

avete scritto versi tristi e audaci, a cui forse avrete letto questi

versi, turbandone la piccola anima, dandole la nostalgia della nobile e

pericolosa regione della poesia. Ebbene, a questo bambino che non mi

conosce, io voglio dedicare questo piccolo libro._

Matilde Serao.

Piccole anime · 第 6 / 18 题