SCENA III.

_ORESTE dal fondo coi giornali. DETTI._

ORESTE. — Mamma, dammi da mangiare... Che c'è del brodo oggi?

FIOR. — Questo è per la mamma malata...

ORESTE. — Anch'io sono malato e della peggio malattia!

MARIA. — E di che?

ORESTE. — Di miseria, di fame, di freddo..... Senti che mani, bambina.

FIOR. — Ah! non mi toccare! Se tu lavorassi con Luigi, almeno non

avresti freddo.

ORESTE. — Ma avrei più fame... Oh datemi da mangiare che non n'ho

vendute che due dozzine.

FIOR. — Guarda là nell'armadio, c'è del pane.

ORESTE _(dopo aver preso del pane nell'armadio, scendendo, alla madre)_.

— Pane... pane... Mamma, io vedo che nei tuoi pater noster tu non chiedi

mai altro che il pane quotidiano... Se tu chiedessi anche un po' di

stufatino quotidiano?

MARIA. — Spicciati... due dozzine sono poche a quest'ora.

ORESTE _(mangiando)_. — Come si fa? Fa un freddo che cascan le code ai

cani! Vento... acqua... tutti corrono... e nessuno si ferma... Aveva un

bel gridare: _La Nazione_! per due soldi _la Nazione_! _Il Popolo_! per

un soldo _il Popolo_! _Il Diritto_! _La Riforma_! _Il Corriere_!

_L'Asino_! _Il Lampione_! _L'Italie_! _L'Opinione_ della mattina!

_L'Opinione nazionale_! Tutte a un soldo le _opinioni_! Ma sbraitava

inutilmente! Perchè la gente si fermasse, strillavo: signori, la mia

opinione è che lei prenda il popolo, salga sull'asino, accenda il

lampione e via diritto per l'Italia a cercare una riforma che faccia per

la nazione! Tutto fiato buttato via! Pareva che non avessi da vendere

che la _Gazzetta Ufficiale_! Ah! così mi fate? al partito estremo!

MARIA. — Non farmi altre birbonate, sai...

ORESTE. — Ma che birbonate! Guardai di qua... di là... non ci fossero

guardie... e poi: _legghino_, signori, quell'uomo che uccise la moglie e

nove figliuoli!

MARIA. — Oh che orrore!

FIOR. — E dove è mai successo?

ORESTE. — Ma che successo! Le s'inventan noi! E n'ho subito venduti

quattro o cinque... e via ad un altro canto... Sentano, signori, un

Ministro... che mangia!.. e subito altri tre o quattro...

FIOR. — Perchè inventi queste brutte cose?

ORESTE. — Perchè, cara mia, i giornali quando non sono pieni di

birbonate e di disgrazie non si vendono.

FIOR. — Mi pare che dovrebbe essere il rovescio.

ORESTE. — Eppure è così. Un uomo che si butti nel fuoco per salvare una

persona? Me ne importa assai!... Ma la porcheria e l'assassinio? Eh! io

so come l'hanno avvezzato il pubblico! Ama la carne sanguinosa come le

bestie del giardino... teologico!

MARIA. — Vai ora, non perder tempo...

ORESTE. — Oggi poi non ho da inventar nulla... Ce n'è due! _Legghino_,

signori, _(avviandosi)_ un prete che sposò la figliuola... _(fermatosi,

alla sorella:)_ non sarà vero, ma c'è scritto, e siccome c'è di mezzo un

prete, tutti lo credono... _(ad alta voce:)_ Un prete che sposò la

figliuola... _(a Fiorenza:)_ Senti... _(ad alta voce:)_ e il nuovo

romanzo in appendice: Le notti delle tre messicane! _(via dal fondo)_

delle tre messicane, signori!

FIOR. — E dicono che i giornali si fanno per educare il popolo... Sarà,

ma qualche volta mi pare che sarebbe meglio non saper leggere... O

Luigi, siete ancora vivo?

La quaderna di Nanni Le Commedie, vol. 1 · 第 35 / 76 题