_NANNI entra dal fondo — MARIA dorme sul lettuccio dietro il paravento —
Sul tavolo, qualche pannolino da cucire, per Fiorenza._
NANNI. — Messo fuori dal padrone di casa col pretesto che non pago la
pigione! Maledetto chi ha inventato lui e la pigione! Ma intanto mi
butteranno sul lastrico colla moglie malata! _(guarda dietro il
paravento)_ S'è sdraiata sul letto d'Oreste... e la dorme, meno male!
Quando saprà che la pigione, invece di portarla al padrone, l'ho portata
al botteghino! Che respiro affannoso! Dormi, dormi, povera Maria!...
Almeno il sonno è tutt'uno pei ricchi e pei poveri... _(scende)_
Fiorenza non c'è... Che cosa faccio ora? Denari, manco un centesimo; al
caffè punto credito; all'osteria un monte di debiti... No, in tutto il
mondo non c'è un uomo più crocifisso di me! Qui da vendere, da
impegnare... piazza pulita! Che Andrea abbia ragione? Egli sta bene, ha
tutto il necessario... mentre io! E se andassi da lui?... No, mi ha
mortificato in faccia a tutti. Alla fin fine se ho dato fondo ad ogni
cosa fu per vantaggio della mia famiglia. Oh! sicuro, se non le volessi
bene... se la maltrattassi... Ma ho bastonato una sola volta, che è così
poco, la moglie io?... Ho dato cattivo esempio ai figliuoli? Ho rubato,
ho ammazzato? Io!! Li lasciavo patir la fame: ma torti, per diana, non
ne ho fatti mai!...
MARIA _(dietro il paravento)_. — Renza... Renza...
NANNI. — Non è tornata ancora...
MARIA. — Sei tu, Nanni?
NANNI. — Sono io. Che cosa vuoi?
MARIA. — Vorrei uscire... Sai che sopra mi aspettano...
NANNI. — Stai meglio?
MARIA. — Meglio o peggio, bisogna pure che ci vada.