BONAV. — Vorrei che rimetteste i tacchi a questi stivaletti.
NANNI. — Domani... (Ma se vinco stai fresco).
BONAV. — Quel punto agli stivali da caccia lo avete dato? Sono quelli...
NANNI. — Ah! la riconosco; me li ha portati il servitore...
BONAV. — Quanto costa?
BOBI _(sottovoce a Nanni)_. — Il doppio sai, è un signore...
NANNI. — Questi sono bell'e pagati... per questi... una lira.
BONAV. — Eccovene due, galantuomo.
NANNI. — Non ci ho resto... me li pagherà domani.
BOBI. — L'amico non ha mai spiccioli.
BONAV. — Che importa? Faremo patta con altri lavori per me, la
famiglia... e via dicendo...
NANNI. — Come la vuole... _(a Bobi sottovoce)_ Fosse venuto ieri, che
bella posta!
BONAV. — (Potessi mandar via quell'importuno!) _(a Bobi)_ Vorreste,
pagando, farmi il servizio di portare subito quegli stivali a casa mia
colle loro forme?
BOBI. — E fin dove?
BONAV. — Qui vicino, sul canto, al N. 17. Saranno cento passi a dir
molto.
BOBI. — A pian terreno?
BONAV. — No, al primo, tre scale.
BOBI. — Tre scale!
BONAV. — Quanto pretendete?
BOBI. — Oh! la faccia lei che sarà ben fatto.
BONAV. — No, no, patti chiari.
BOBI _(sottovoce a Nanni)_. — (Se non mi paga bene, non mi muovo). Mi dà
una lira.
BONAV. — Una lira per portare a due passi un paio di stivali?
BOBI. — Che vorrebbe che portassi anche lei?
BONAV. — No, ma che foste più discreto... Con una lira piglio una
carrozza.
BOBI. — Se la piglia mi fa piacere. Ci ho sempre gusto io a vedere la
gente in carrozza.
BONAV. — (Maledetto!) Via, farò come volete, ecco una lira _(la porge a
Bobi)_. Grazie.
BOBI. — Di che? _(s'avvia al fondo senza pigliare gli stivali)_.
BONAV. — Dove andate? Pigliate gli stivali.
BOBI. — Ora... ora... Vado qui da Bista pel necessario _(via)_.
NANNI. — La ritornerà lei a pigliare gli stivaletti?
BONAV. — O io o il servitore... Ma è facile che torni io stesso. Non ho
nulla da fare, e mi piace trattenermi coi lavoranti.
NANNI. — La venga o la mandi dunque domani a buio.
BONAV. — Sta bene.
BOBI _(dal fondo, mentre un piccolo barroccino a paniera si ferma
dinanzi alla porta: Bobi vi mette dentro gli stivali, quindi vi si
adagia)_. — Vai, Bista... _(Il barroccino spinto da un fanciullo
scompare)_.
BONAV. — Oh! mi dimenticava una cosa. Voi che vedete molta gente,
particolarmente di servizio, non conoscereste una ragazza che volesse
venire a servire mia moglie?
NANNI. — Io no, almeno per ora.
BONAV. — Una ragazza di bell'aspetto e buona, s'intende. In quanto a
capacità, non importa; mia moglie cerca, più che una cameriera, una
donna di compagnia nei pochi momenti in cui sta in casa... e non faccio
per dire, in casa mia si sta bene!
NANNI. — Lo credo io; ma proprio non saprei a chi indirizzarla...
Aspetti... no... no... non saprei davvero.
BONAV. — Non avete una nipote, una parente, e via dicendo? Ah! mi
dimenticava di darvi il mio indirizzo... Cavaliere Bonaventura, sul
canto della strada, sopra il caffè, al primo piano.
BOBI _(dal fondo)_. — Ecco fatto.